Giurisprudenza

Marchio storico di interesse nazionale: la novità del Decreto Crescita

Cos’è il marchio storico di interesse nazionale e in cosa consiste il registro dei marchi storici: ecco cosa sapere e le novità del Decreto Crescita.

Il marchio storico di interesse nazionale è stato istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico tramite il decreto legge del 30 aprile 2019, n. 34 (il cosiddetto Decreto Crescita), contenente le “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”, che ha portato all’introduzione di un sistema di tutela dei marchi made in Italy.





Marchi, disegni e brevetti costituiscono uno dei punti di forza del valore dell’economica italiana, sui quali bisogna puntare permettendo alle imprese di salvaguardarli dai competitor. Le imprese che investono in brevetti, infatti, hanno il 21% in più di probabilità di vedere il proprio fatturato aumentare, così come quello di incentivare la possibilità di offrire lavoro a nuovi dipendenti.





Il marchio storico di interesse nazionale è uno strumento indispensabile per l’innovazione e la difesa della proprietà intellettuale: vediamo cos’è, come funziona e quali sono i suoi vantaggi.







Marchio storico di
interesse nazionale: cos’è





Il marchio storico di interesse nazionale è uno strumento di difesa della proprietà intellettuale, creato con l’obiettivo di difendere marchi, disegni e brevetti nati in Italia da eventuali fake. È il risultato del progetto del Ministero dello Sviluppo economico, portato avanti in collaborazione con Unioncamere, che mira a incoraggiare le imprese considerate eccellenze italiane.





È importante comprendere il valore e la portata del marchio storico di interesse nazionale in relazione anche ai numeri che contraddistinguono il nostro Paese: l’Italia è seconda solo alla Germania in Unione europea per quanto riguarda il numero di marchi e disegni, mentre in relazione al numero di brevetti è decima a livello internazionale.





Le misure adottate si prefiggono l’obiettivo di proteggere gli interessi collettivi e il patrimonio immateriale dell’imprenditoria italiana, cercando allo stesso modo di disincentivare il fenomeno assai diffuso della delocalizzazione delle produzioni. Ma quali sono le novità contenute nel testo del Decreto Crescita?





Marchio storico di
interesse nazionale: cosa prevede il Decreto Crescita





La tutela del Made in Italy è contenuta negli articoli 31 e 32 del Decreto Crescita. In particolare, viene stabilito che “I titolari o licenziatari esclusivi di marchi d’impresa registrati da almeno cinquanta anni – o per i quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno cinquanta anni – usati per commercializzare prodotti o servizi realizzati in un’impresa produttiva di eccellenza, storicamente collegata al territorio nazionale, possono ottenere l’iscrizione del marchio nel registro dei marchi storici di interesse nazionale”.





In secondo luogo, è stato istituito il logo “Marchio storico di interesse nazionale” che le imprese iscritte al registro dei marchi storici possono utilizzare per le loro finalità commerciali e promozionali.





Il registro dei marchi storici di interesse nazionale:









marchio storico di interesse nazionale decreto crescita




Marchio storico di
interesse nazionale: il logo





Il nuovo logo ideato per identificare il Marchio storico di interesse nazionale è stato presentato a Milano a gennaio 2020, durante un evento organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Unioncamere. La finalità principale del marchio storico di interesse nazionale è quella di favorire lo sviluppo e l’espansione delle aziende Made in Italy, sia sui mercati nazionali sia in quelli internazionali. Nelle intenzioni del MISE, le aziende che utilizzano il logo per scopi commerciale e promozionali, collocandolo sui propri prodotti e servizi, avranno un indubbio beneficio a livello di immagine sul mercato.





Nella pratica, quanto appena detto si traduce in misure economiche del valore di 50 milioni di euro (e più) che saranno utilizzati per dare sicurezza e stabilità alle imprese che scelgono di investire in marchi, brevetti e disegni, con un occhio di riguardo nei confronti di PMI, start-up, imprese giovanili, che hanno un grande valore economico in potenza, ma che generalmente necessitano del supporto maggiore, specialmente nella fase iniziale.





Il logo del marchio storico di interesse nazionale è stato istituito proprio con il recente Decreto Crescita, all’interno del quale sono contenute le modalità di iscrizione di un marchio al cosiddetto registro speciale: di cosa si tratta nello specifico? E quali sono i requisiti per registrarsi?





Cos’è il registro
speciale dei marchi storici di interesse nazionale





Il Decreto Crescita ha previsto anche l’istituzione del registro speciale dei marchi storici, la cui iscrizione può essere effettuata solo dal titolare o dal licenziatario esclusivo di un marchio. La nascita del registro speciale ha portato alla necessità di definire quali sono le aziende che possono iscriversi al registro e, di conseguenza, avere diritto all’accesso ai bandi.





Come anticipato nelle righe precedenti, possono essere
inclusi nei marchi storici soltanto i marchi:





  1. registrati da almeno 50 anni oppure per i quali sia possibile dimostrare un uso continuativo da almeno 50 anni;
  2. utilizzati per commercializzare prodotti o servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza, che sia storicamente collegata al territorio nazionale.




L’iscrizione al registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale non è obbligatoria e non rappresenta un vincolo a mantenere le proprie produzioni in Italia. Le risorse finanziarie necessarie per tutelare l’occupazione e scoraggiare i titolari di un marchio italiano a vendere il proprio brand a un’azienda estera sono legate invece all’istituzione di un Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale.





registro speciale del marchio storico di interesse nazionale




Come funziona il
fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale





Tutte le aziende che siano titolari o licenziatarie esclusive di un marchio storico iscritte al registro speciale hanno la possibilità di poter accedere al Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale, che interverrà in caso di:





  1. rischio di chiusura del sito produttivo originario per cessazione dell’attività;
  2. rischio di delocalizzazione al di fuori dei confini nazionali, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti italiani.




Per il 2020 sono stati previsti 30 milioni di euro per attuare quanto riportato nelle righe precedenti.





Le imprese iscritte al registro speciale devono rispettare alcuni obblighi e, in particolare, devono comunicare al MISE tutta una serie di informazioni. Per esempio, sono tenuti a informare immediatamente il MISE in caso di chiusura, cessione o delocalizzazione della propria attività e a specificare:









In più, hanno l’obbligo di comunicare al MISE una relazione
a consuntivo della procedura: in particolare, dovranno essere evidenziate le
ragioni che hanno portato a non presentare o accogliere le proposte, nel caso
in cui nessuna proposta di acquisto fosse stata presentata o accolta.





Da parte del Ministero dello Sviluppo Economico:





  1. una volta che siano state ricevute tutte le informazioni elencate, viene avviata una procedura per individuare gli interventi da effettuare al fine di salvaguardare la produzione nazionale;
  2. nell’ipotesi in cui le imprese che hanno diritto ad accedere al Fondo non inviino le comunicazioni obbligatorie, saranno soggette a una sanzione amministrativa, il cui importo varia dai 5.000 ai 50.000 euro.




Oltre a quanto detto, in caso di operazioni miranti alla valorizzazione economica dei marchi storici di interesse nazionale, le PMI proprietarie o licenziatarie del marchio hanno diritto ai contributi economici del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.





Marchio storico di
interesse nazionale – Domande frequenti





Cos’è il marchio storico di interesse nazionale?

Il marchio storico di interesse nazionale è una misura introdotta attraverso il Decreto Crescita, ovvero il decreto legge del 30 aprile 2019, n. 34 nel quale sono contenente le “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”, che si pone l’obiettivo di difendere la proprietà intellettuale di quelle imprese italiane che si impegnano a investire in marchi, brevetti e disegni.

Quali sono i vantaggi per le aziende iscritte al registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale?

Le aziende iscritte al registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale hanno accesso al Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale, che interviene per sostenerle nella situazioni di maggiore criticità.

L’iscrizione al registro speciale è obbligatoria?

L’iscrizione delle aziende titolari o licenziatarie di un marchio storico di interesse nazionale al registro speciale non è obbligatoria, e non vincola neanche i titolari dei marchi all’obbligo di tenere la produzione in Italia. Le aziende iscritte al registro speciale hanno però diritto ad accedere al Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale, che è stato istituito per aiutare le aziende che si trovano in situazioni di difficoltà, in particolar modo quelle a rischio chiusura o delocalizzazione.

Quali sono i vantaggi del logo del marchio storico di interesse nazionale?

In base a quelle che sono le intenzioni del Ministero dello Sviluppo Economico, le aziende che scelgono di apporre il logo del marchio storico di interesse nazionale sui loro prodotti e servizi avranno dei vantaggi nella loro commercializzazione nazionale e internazionale, perché la loro immagine assumerà un valore maggiore.