Trust familiare: che cos’è e come funziona in relazione alla successione
Il trust è uno strumento versatile per poter gestire e trasmettere il patrimonio della famiglia soprattutto nei casi in cui è presente un patrimonio cospicuo e complesso e ci sono dei soggetti fragili da tutelare.
- Il trust familiare è un istituto giuridico con il quale i beni vengono affidati a un trustee per essere gestiti nell’interesse dei beneficiari.
- In Italia è riconosciuto grazie alla Convenzione dell’Aja del 1985, che consente di applicare una legge straniera.
- Offre protezione patrimoniale, pianificazione successoria e tutela della famiglia grazie alla segregazione dei beni.
Se hai un patrimonio rilevante da gestire che intendi distribuire alla tua famiglia, il trust familiare potrebbe essere la soluzione che fa per te. Il trust è un istituto giuridico di origine anglosassone, che non ha una disciplina codificata nel nostro ordinamento poiché l’Italia, pur partecipando alla Convenzione Aja del 1985, ratificata con la Legge 16 ottobre 1989, n. 364, non lo ha riconosciuto come istituto giuridico specifico all’interno del Codice Civile. Non sono previste pertanto nel nostro ordinamento delle disposizioni particolari ad esso dedicato.
In base a quanto stabilito dall’articolo 2 della Convenzione, per la costituzione di un trustee è necessario un atto unilaterale. Con tale atto un soggetto, detto disponente trasferisce un patrimonio ad un altro soggetto, detto trustee. La finalità del trust è quella di proteggere, amministrare e trasmettere il patrimonio all’interno di una famiglia secondo regole stabilite dal disponente.
Di seguito spiegherò cos’è un trust familiare, come funziona e qual è la disciplina applicabile in Italia.
Che cos’è un trust familiare
Il trust è uno degli strumenti più versatili per organizzare, proteggere e trasmettere un patrimonio. Pur non essendo disciplinato dal codice civile italiano, è ampiamente utilizzato nella prassi, come strumento di pianificazione patrimoniale, soprattutto a tutela di soggetti fragili.
La sua forza sta nella capacità di separare i beni dal patrimonio personale del disponente e di affidarli a un soggetto, il trustee, che li gestisce nell’interesse di beneficiari (solitamente membri della famiglia). Il soggetto a cui i beni vengono trasferiti li amministra per uno scopo familiare che viene determinato nell’atto costitutivo.
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Il trust familiare e la segregazione patrimoniale
Ciò che più caratterizza il trust è la segregazione patrimoniale, ovvero la separazione del patrimonio conferito rispetto a quello del disponente e del trustee.
Ciò significa che:
- i creditori personali del disponente non possono aggredire i beni in trust;
- i creditori del trustee non possono rivalersi su tali beni;
- i beni non rientrano nell’asse ereditario del trustee.
La segregazione è il motivo principale per cui il trust è utilizzato nella pianificazione familiare. Vorrei precisare, comunque, che qualsiasi bene può essere conferito in trust.
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Quando conviene fare un trust familiare?
Le finalità tipiche del trust familiare sono:
- in generale, proteggere il patrimonio da rischi futuri;
- garantire continuità gestionale al patrimonio e professionalità;
- garantire il passaggio generazionale, soprattutto per patrimoni che includono partecipazioni societarie, immobili di valore o imprese familiari. Si stabiliscono regole chiare per poter distribuire gli utili o le rendite nonché limiti di vendita;
- tutelare un figlio minorenne o con disabilità o, in generale, soggetti fragili e vulnerabili;
- assicurare una gestione ordinata di beni complessi con regole e divieti ben identificati;
- prevenire contenziosi tra eredi in caso di successione.
In linea generale, il trust consente una gestione pianificata del patrimonio familiare – soprattutto se complesso – al fine anche di evitare potenziali conflitti.
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Come funziona un trust familiare
Il funzionamento del trust si basa su alcuni elementi essenziali: il disponente, il trustee, i beneficiari, i beni in trust e l’atto istitutivo.
Il disponente è colui che istituisce il trust e vi conferisce i beni. Può essere una persona fisica o giuridica. Nel trust familiare, il disponente è spesso un genitore che vuole organizzare la futura destinazione del patrimonio.
Il trustee è il soggetto che riceve i beni e li gestisce secondo le istruzioni contenute nell’atto istitutivo. Può essere una persona fisica, una società fiduciaria o un professionista. Il trustee amministra i beni, li investe o li conserva, distribuisce redditi o capitale ai beneficiari e deve rispondere del proprio operato. Il trustee non è proprietario dei beni ma li detiene in funzione fiduciaria, nell’interesse altrui.
I beneficiari sono coloro che traggono vantaggio dal trust. Nel trust familiare i beneficiari sono spesso i figli, il coniuge o altri membri della famiglia.
Durata e scioglimento del trust
Per quanto concerne la durata il trust può avere durata determinata (per esempio 20 anni) o può essere legata a un evento (es. raggiungimento della maggiore età dei figli). Alla scadenza, i beni vengono trasferiti ai beneficiari finali.
Il trust si scioglie per:
- decorso del termine;
- raggiungimento dello scopo;
- decisione del disponente (se previsto espressamente).
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Quali sono le fasi di un Trust familiare
Le fasi del trust familiare sono:
- l’atto istitutivo;
- la dotazione;
- la gestione.
L’atto istitutivo è l’atto con il quale si stabiliscono le regole, i diritti e i poteri del trustee. È il documento fondamentale che consente di personalizzare la disciplina del trust. La dotazione è il conferimento di beni e sancisce il momento in cui avviene la segregazione patrimoniale.
A questo punto si ha la vera e propria gestione del patrimonio da parte del trustee che provvede alle eventuali manutenzioni, vendite o locazioni, investimenti, riscossione di dividendi o erogazione di attribuzioni ai beneficiari.
Strumenti alternativi
Qualora non si voglia o non si possa ricorrere al trust perché non ritenuto così adeguato al caso concreto, può essere interessante conoscere quali sono dei possibili strumenti alternativi messi a disposizione dalla legge a favore di chi si trova a dover gestire un patrimonio importante. Per la pianificazione patrimoniale possono intervenire un fondo patrimoniale, i patti di famiglia oppure delle donazioni con onere o condizione. Il trust resta però lo strumento più flessibile e personalizzabile.
Trust familiare – Domande frequenti
Sì, il trust familiare è riconosciuto in Italia tramite la Convenzione dell’Aja ratificata con la Legge 364/1989.
Ha una durata limitata che dipende da quanto previsto nell’atto istitutivo che ne rappresenta la legge regolatrice scelta.
La risposta dipende da diversi fattori, quali il costo del notaio, dell’avvocato e dell’atto. In linea generale, per un patrimonio che supera i 500.000 euro, potrebbe essere più vantaggioso del fondo patrimoniale.
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