Lungoassistenza domiciliare: cos’è e chi ne ha diritto
Che differenza c'è tra rivolgersi a una badante e avere un operatore socio-sanitario che presta lungoassistenza domiciliare? Vediamo meglio di cosa si tratta e quando si può richiedere.
- La lungoassistenza domiciliare comprende le prestazioni sanitarie erogate dalla ASL tramite l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e i servizi socio-assistenziali del Comune tramite il SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare), coordinati nel PAI (Piano Assistenziale Individualizzato).
- Il riconoscimento dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992 garantisce priorità nelle graduatorie d’accesso e nei contributi economici, ma non attiva automaticamente un assistente h24 a carico dello Stato.
- L’ADI pubblica copre mediamente da 2 a 15 ore settimanali. Per coprire un fabbisogno continuativo di 8-24 ore giornaliere, occorre integrare il SAD comunale e l’assunzione di un assistente familiare privato.
La lungoassistenza domiciliare rappresenta la presa in carico continuativa di persone anziane o con disabilità che non riescono a svolgere autonomamente le attività della vita quotidiana. Questa misura evita il ricovero improprio nelle Strutture Residenziali Assistenziali (RSA) e permette all’assistito di rimanere nel proprio ambiente domestico.
Dal punto di vista giuridico e organizzativo, l’ordinamento italiano divide il servizio in due aree complementari:
- Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), disciplinata dagli articoli 22 e 23 del DPCM 12 gennaio 2017 sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). È gestita direttamente dalle ASL e garantisce prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e tutelari;
- Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD), regolato dalla Legge 8 novembre 2000, n. 328 e gestito dai Comuni. Sostiene l’utente nelle funzioni igienico-personali, nella preparazione dei pasti e nella cura della casa.
Con l’approvazione del Decreto Legislativo 15 marzo 2024, n. 29 (attuazione della Riforma della Non Autosufficienza), lo Stato ha istituito il Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA), con l’obiettivo di unificare le prestazioni sanitarie e sociali all’interno dei Punti Unici di Accesso (PUA).
I dati dell’ISTAT evidenziano che sul territorio italiano soltanto il 6,1% degli ultrasessantacinquenni accede ai servizi pubblici di assistenza domiciliare, contro una media dell’Unione Europea pari al 12%. Vediamo come funziona e a chi si rivolge.
A chi si spetta la lungoassistenza domiciliare
Il servizio si rivolge alle persone di età pari o superiore a 65 anni, ai soggetti affetti da patologie cronico-degenerative (come demenze, morbo di Parkinson o SLA) e ai disabili gravi che presentano una perdita parziale o totale dell’autonomia personale.
Per misurare il grado di dipendenza dell’assistito, l’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) della ASL impiega scale di valutazione standardizzate, come l’Indice di Barthel o la scheda ADL (Activities of Daily Living). Un punteggio inferiore a 40/100 nella scala Barthel individua una condizione di non autosufficienza grave.
Secondo il report dell’ISTAT sulla condizione degli anziani, in Italia risiedono 3,8 milioni di soggetti non autosufficienti, di cui il 74% presenta una quadro clinico caratterizzato da almeno tre patologie croniche concomitanti.
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Di cosa si occupa un assistente domiciliare?
I compiti e le responsabilità dell’operatore variano in base al suo inquadramento professionale e alla qualifica posseduta. L’ordinamento fissa una netta distinzione tra profilo socio-sanitario e assistente familiare privato, ovvero alla contrapposizione tra OSS e badante.
Operatore Socio-Sanitario (OSS)
Istituito dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, l’OSS interviene nelle situazioni coperte da ADI o SAD. I suoi compiti previsti dalla legge comprendono:
- Igiene personale e cura del paziente allettato.
- Supporto nella deambulazione e nell’uso di presidi e protesi.
- Somministrazione dei farmaci prescritti per via orale.
- Rilevazione dei parametri vitali (pressione arteriosa, saturazione, temperatura).
- Medicazioni semplici e prevenzione delle lesioni da decubito.
Assistente familiare (badante)
Inquadrato nel CCNL Lavoro Domestico (livelli CS o DS in caso di assistenza a persone non autosufficienti), l’assistente privato svolge mansioni di:
- Vigilanza della persona e preparazione dei pasti.
- Pulizia dell’ambiente domestico e igiene personale di base.
- Accompagnamento all’esterno e disbrigo di commissioni.
- L’assistente domiciliare privato o l’OSS non possono eseguire prestazioni di esclusiva pertinenza infermieristica o medica, come medicazioni complesse, aspirazioni tracheali o somministrazione di farmaci per via parenterale. La Corte di Cassazione Penale (Sentenza n. 35552 del 21 settembre 2020) ribadisce che l’esecuzione di manovre sanitarie invasive da parte di personale non abilitato configura il reato di esercizio abusivo della professione medica ai sensi dell’articolo 348 del Codice Penale.
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Chi ha la 104 ha diritto all’assistenza domiciliare?
Il possesso del verbale di invalidità civile con riconoscimento dell’articolo 3, comma 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (stato di handicap grave) attribuisce al richiedente un titolo di priorità per l’accesso ai servizi territoriali, ma non attiva erogazioni automatiche o immediate di personale a casa.
La richiesta deve essere inoltrata al PUA (Punto Unico di Accesso) dell’ASL di residenza, che provvede alla convocazione della visita valutativa dell’UVM per la stesura del PAI.
I soggetti in possesso del verbale ex L. 104/1992, art. 3 comma 3 possono accedere a misure di sostegno economico e assistenziale complementari, quali:
- l’assegno di accompagnamento, regolato dalla Legge 18 febbraio 1980, n. 18, corrisponde a un importo mensile esente da IRPEF pari a 531,76 euro per l’anno 2026, erogato dall’INPS a prescindere dal reddito ISEE;
- il progetto Home Care Premium INPS, bando annuale rivolto ai dipendenti e pensionati pubblici, che eroga un contributo economico diretto fino a 1.380,00 euro mensili per il rimborso dello stipendio dell’assistente familiare regolarmente assunto.
A questo proposito, leggi HCP (Home Care Premium): cos’è l’assistenza familiare per persone non autosufficienti

Quante ore al giorno è disponibile l’assistenza domiciliare?
La durata e la frequenza delle visite a domicilio dipendono dalla tipologia di servizio attivata dal Distretto Sanitario e dalle disponibilità del bilancio comunale. L’ADI pubblica non garantisce mai un’assistenza continuativa sulle 24 ore da parte di un singolo operatore.
La tabella illustra la ripartizione oraria e le competenze dei diversi servizi domiciliari:
| Tipologia di servizio | Ente erogatore | Frequenza e monte ore | Presenza max giornaliera | Regime economico |
| ADI I Livello (Bassa intensità) | ASL (SSN) | 1 – 4 ore settimanali | 1 ora per 1-3 giorni a settimana | 100% Gratuito (Coperto da SSN) |
| ADI II Livello (Media intensità) | ASL (SSN) | 4 – 8 ore settimanali | 1 – 2 ore per 4-5 giorni a settimana | 100% Gratuito (Coperto da SSN) |
| ADI III Livello (Alta intensità) | ASL (SSN) | 8 – 15 ore settimanali | 2 – 3 ore al giorno (7 giorni su 7) | 100% Gratuito (Coperto da SSN) |
| SAD (Servizio Sociale) | Comune | 2 – 10 ore settimanali | 1 – 2 ore al giorno (5 giorni su 7) | Co-partecipazione su base ISEE |
| Assistente Familiare Convissuto | Privato (CCNL) | 54 ore settimanali | Max 10 ore al giorno (con riposo di 11h) | Contratto privato (1.200€ – 1.800€/mese) |
Il DPCM 12 gennaio 2017 stabilisce che la presenza sanitaria dell’ADI viene calcolata tramite il Coefficiente di Intensità Assistenziale (CIA), rapportando il numero di giorni con interventi diretti sul totale dei giorni di presa in carico. Qualora l’anziano necessiti di monitoraggio h24, la normativa impone l’integrazione tra l’assistenza pubblica (ADI e SAD) e l’impiego di assistenti familiari privati o il supporto attivo della rete dei caregiver familiari.
Riferimenti normativi
- Legge 18 febbraio 1980, n. 18: Norme in materia di indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili.
- Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Art. 3, comma 3): Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (definizione di handicap grave con priorità d’intervento).
- Legge 8 novembre 2000, n. 328: Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (istituzione e regolamentazione del SAD comunale).
- Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2001: Individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’Operatore Socio-Sanitario (OSS) e definizione delle relative mansioni.
- DPCM 12 gennaio 2017 (Articoli 22 e 23): Definizione e aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con dettaglio delle prestazioni di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).
- Articolo 348 del Codice Penale: Reato di esercizio abusivo di una professione (applicabile in caso di mansioni sanitarie svolte da personale privo dei titoli abilitanti).
- Corte di Cassazione Penale, Sez. VI, Sentenza n. 35552 del 21 settembre 2020: Definizione dei confini tra assistenza tutelare e abuso della professione infermieristica/medica nell’ambito dell’assistenza domiciliare.
- Decreto Legislativo 15 marzo 2024, n. 29: Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane (attuazione della Riforma della Non Autosufficienza e istituzione dello SNAA).
- Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Lavoro Domestico: Inquadramento contrattuale, livelli retributivi (CS e DS) e limiti orari per gli assistenti familiari/badanti.
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