Vai al contenuto

Caregiver familiari: chi sono e di cosa si occupano

Oggigiorno si sente parlare sempre più spesso di caregivers, figura che viene ricoperta da una buona fetta della popolazione italiana: ecco chi sono i caregivers in Italia, si cosa si occupano e come vengono tutelati dalla legge.

Immagine profilo autore
Redazione deQuo
15 Luglio 2026
caregivers
  • La legge 205/2017 definisce oggi il caregiver familiare, ma un disegno di legge ancora all’esame della Camera punta a un riconoscimento più ampio, con una piattaforma INPS dedicata.
  • Il bonus caregiver fino a 400 euro al mese non è ancora operativo: serve l’approvazione definitiva della legge, attesa nei prossimi mesi.
  • Restano invece già attive le tutele in vigore: permessi legge 104, congedo straordinario, contributi figurativi, detrazioni fiscali e assegni di cura comunali.

Ogni mattina, in migliaia di case italiane, qualcuno si alza un’ora prima per lavare e vestire un genitore anziano, controllare le terapie di un fratello con disabilità grave o organizzare gli appuntamenti medici di un figlio, incastrandoli tra un turno di lavoro e l’altro. Sono gesti che oltre 7 milioni di persone in Italia ripetono ogni giorno, quasi sempre senza una vera retribuzione. Il caregiver familiare è una figura riconosciuta dalla legge da anni, ma il 2026 porta con sé una novità importante: un disegno di legge che promette, per la prima volta, un contributo economico nazionale gestito dall’INPS. Vediamo meglio come dovrebbe funzionare e quali sono le attuali tutele in vigore per i caregiver.

Caragiver: cosa sono

Si parla di caregiver familiare per riferirsi a quella persona che, a titolo gratuito e al di fuori di quella che è la sua professione, si occupa di assistere un genitore, un figlio, un familiare disabile o che non sia autosufficiente. La definizione attualmente in vigore risale alla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), articolo 1, comma 255.

Il caregiver familiare è la persona che assiste e si prende cura, in modo gratuito e continuativo, di:

  • il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76;
  • un familiare o un affine entro il secondo grado;
  • un familiare entro il terzo grado, nei soli casi previsti dall’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992, quando l’assistito è riconosciuto invalido con necessità di assistenza globale e continua o è titolare di indennità di accompagnamento.

La persona assistita deve trovarsi in condizione di non autosufficienza a causa di malattia, infermità o disabilità, anche cronica o degenerativa.

Un disegno di legge quadro, il DDL Atto Camera n. 2789, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 e presentato alla Camera il 6 febbraio 2026, propone di aggiornare questa definizione e di introdurre un sistema di riconoscimento formale gestito dall’INPS. Il testo, però, deve ancora completare l’iter parlamentare: al momento è all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera, che nell’ultima seduta dell’8 luglio 2026 ha rinviato la discussione a data da destinarsi. Non è quindi ancora legge dello Stato, e il suo contenuto può ancora essere modificato.

LEGGI ANCHE Cos’è l’assegno di accompagnamento

chi sono i caregiver
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Di cosa si occupa il caregiver?

Nella pratica il lavoro del caregiver consiste:

  • nel fornire assistenza alla persona della quale si occupa, somministrando farmaci o terapie;
  • nell’occuparsi dell’acquisto e nella prescrizione dei medicinali, oltre che delle visite mediche specialistiche

Il caregiver è una persona che si occupa anche dell’igiene personale del suo assistito, in tutti quei casi in cui quest’ultimo non sia autosufficiente, nonché dei pasti e di tutto ciò che può riguardare la cura del soggetto con disabilità o qualsiasi altra patologia. 

Nonostante il lavoro del caregiver risulti abbastanza faticoso non solo dal punto di vista fisico, ma anche sotto il profilo psicologico, non è ancora stata approvata una legge che permetta di offrire maggiori tutele a questa figura

Potrebbe interessarti anche Assegno per assistenza personale continuativa INAIL

Chi paga il caregiver familiare?

Oggi non esiste, in Italia, una vera e propria retribuzione statale destinata direttamente al caregiver. Le forme di sostegno economico attualmente disponibili passano da canali diversi e sono:

  • l’indennità di accompagnamento (legge 11 febbraio 1980, n. 18), pari nel 2026 a 551,53 euro al mese per 12 mensilità, viene erogata dall’INPS alla persona assistita, non al caregiver, e non è vincolata a limiti di reddito o ISEE;
  • gli assegni di cura o contributi di cura comunali e regionali, con importi e requisiti che variano da territorio a territorio;
  • l’Home Care Premium INPS, riservato ai dipendenti e pensionati pubblici e ai loro familiari, che rimborsa le spese per l’assistenza domiciliare;
  • le detrazioni fiscali al 19% per le spese mediche e di assistenza specifica del familiare non autosufficiente, entro un tetto di 2.100 euro;
  • la deduzione per il personale di cura (badante regolarmente assunta) dal reddito imponibile IRPEF, fino a 1.549,37 euro l’anno, senza limiti di reddito;
  • i contributi figurativi riconosciuti ai fini pensionistici per i periodi di congedo straordinario.

Approfondisci leggendo Che cosa sono i contributi figurativi

Il nuovo contributo INPS previsto dal DDL Caregiver

Il DDL 2789 introduce, all’articolo 13, un contributo economico riservato al caregiver convivente prevalente. Una volta approvato definitivamente, dovrebbe prevedere:

  • un importo fino a 400 euro al mese, corrisposto trimestralmente (circa 1.200 euro a trimestre, nel limite di 1.200 euro pro capite per trimestre);
  • l’esenzione dall’IRPEF e l’esclusione dal calcolo dell’ISEE;
  • l’erogazione a partire dal mese successivo all’avvio della procedura di riconoscimento, con possibile maturazione già dall’ultimo trimestre 2026, se la legge entrerà in vigore in tempo utile.

La Legge di Bilancio ha stanziato le prime risorse per costruire la piattaforma INPS (circa 1,15 milioni di euro per il 2026), ma i fondi veri e propri per l’erogazione del contributo (257 milioni annui) sono previsti dal 2027, e comunque solo a legge approvata.

LEGGI pure Bonus anziani 2026: tutti i requisiti, gli importi ISEE e quanto spetta

caregiver quali sono i requisiti

Quanto deve essere l’ISEE per avere il bonus caregiver

Secondo il testo del DDL 2789, il futuro contributo INPS richiederà due condizioni economiche cumulative:

  1. un ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro;
  2. un reddito da attività lavorativa del caregiver non superiore a 3.000 euro lordi annui.

Per le misure locali già attive, invece, la soglia ISEE varia molto da Comune a Comune e da Regione a Regione: a Roma l’assegno di cura è graduato in base all’ISEE sociosanitario, in Emilia-Romagna la soglia è fissata a 25.000 euro, in Piemonte arriva fino a 50.000 euro. Conviene sempre verificare il bando specifico del proprio territorio prima di fare riferimento a una cifra unica.

Ti potrebbe interessare Caregiver: il DDL Locatelli offre riconoscimento e tutele, ma il testo è incompleto

Chi assiste un familiare con legge 104 può chiedere un assegno al proprio comune ogni mese?

Sì, in molti Comuni è possibile richiedere un contributo economico mensile per l’assistenza a un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. Non si tratta però di un diritto automatico su base nazionale.

L’assegno di cura (o contributo di cura) è una misura gestita a livello regionale e comunale, con:

  • importi variabili, indicativamente tra 400 e 800 euro mensili nei territori dove è previsto;
  • requisiti di ISEE stabiliti dal singolo ente locale;
  • condizione di convivenza o coabitazione con la persona assistita, richiesta nella maggior parte dei bandi;
  • domanda da presentare ai servizi sociali del Comune di residenza, non all’INPS.

Come farsi riconoscere caregiver dall’INPS

Al momento non esiste una procedura unica e nazionale di riconoscimento formale dello status di caregiver presso l’INPS. Ogni agevolazione ha una propria domanda e propri requisiti:

  • i permessi legge 104 si ottengono con il riconoscimento della disabilità grave del familiare da parte della commissione medica e la successiva domanda di permesso da parte del lavoratore;
  • il congedo straordinario segue una procedura distinta legata alla convivenza.

Il DDL 2789 prevede, per il futuro, una procedura più snella: una piattaforma informatica dedicata, gestita dall’INPS, da attivare entro il 30 settembre 2026, con domanda tramite autodichiarazione (articoli 46 e 47 del D.P.R. 445/2000) e rilascio di un certificato di riconoscimento entro 30 giorni.

Questa procedura, però, potrà partire solo dopo l’approvazione definitiva della legge e l’adozione dei decreti attuativi previsti entro 90 giorni dall’entrata in vigore. Fino a quel momento, chi assiste un familiare deve continuare a fare riferimento alle singole misure già disponibili.

LEGGI ANCHE Assegno sociale: come funziona

caregiver tutele

Quali sono agevolazioni per i caregiver nel 2026

Restano pienamente valide le tutele già previste dall’ordinamento, indipendentemente dall’esito del DDL Caregiver, ovvero:

  • i permessi legge 104: tre giorni di permesso retribuito al mese, frazionabili anche in ore, per il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave;
  • il congedo straordinario, previsto dal decreto legislativo 151/2001, articolo 42: fino a due anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, retribuiti, riservati di norma al caregiver convivente;
  • la priorità nell’accesso allo smart working per i dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave;
  • i contributi figurativi validi ai fini pensionistici per i periodi di congedo;
  • l’APE sociale, che consente l’uscita anticipata dal lavoro a 63 anni e 5 mesi per chi assiste da almeno sei mesi un coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave;
  • l’Assegno di Inclusione, con un coefficiente di maggiorazione nella scala di equivalenza per i nuclei familiari con un componente disabile grave, entro le soglie ISEE previste dalla misura;
  • Prestazione Universale per anziani non autosufficienti, misura sperimentale attiva fino al 31 dicembre 2026, riservata a chi ha almeno 80 anni, un ISEE fino a 6.000 euro e un bisogno assistenziale grave;
  • detrazioni e deduzioni fiscali per spese mediche e per il personale di assistenza, come indicato nel paragrafo precedente.

Queste misure si possono combinare tra loro, mentre l’accesso a ciascuna dipende da requisiti specifici legati al grado di parentela, alla convivenza e all’ISEE.

Scopri di più su Cos’è la visita intramoenia

Caregiver – Domande frequenti

Chi è il caregiver legge 104?

Il caregiver essere definito come la persona che ogni giorno si occupa dell’assistenza gratuita e volontaria di un parente non più autosufficiente.

Che cosa si intende per caregiver?

Il caregiver è un familiare che occupa un ruolo di cura e supporto nei confronti di un parente malato.

Chi ha la legge 104 è un caregiver?

No. La legge 104 riconosce la condizione di disabilità grave della persona assistita; il caregiver è invece chi la assiste, spesso un familiare, e ha diritti distinti, come i permessi retribuiti e il congedo straordinario.

Riferimenti normativi

  • legge 27 dicembre 2017, n. 205, articolo 1, commi 254-256 (definizione di caregiver familiare e fondo di sostegno);
  • legge 5 febbraio 1992, n. 104, articolo 3 comma 3 e articolo 33 (riconoscimento della disabilità grave e permessi lavorativi);
  • decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, articolo 42 (congedo straordinario retribuito);
  • legge 11 febbraio 1980, n. 18 (indennità di accompagnamento);
  • disegno di legge Atto Camera n. 2789, “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026, in corso di esame presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Redazione deQuo
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Relazioni familiari

Approfondimenti, novità e guide su Relazioni familiari

Leggi tutti
coordinatore genitoriale
08 Luglio 2026
Il coordinatore genitoriale è un professionista che aiuta i genitori separati o divorziati ad alta conflittualità ad applicare gli accordi già presi nell'interesse dei figli. Non è ancora una professione regolamentata da un albo, ma trova un aggancio normativo nell'articolo 473-bis.26 del Codice di procedura civile, introdotto dalla Riforma Cartabia.…
separazione di fatto vantaggi e svantaggi
14 Maggio 2026
La separazione di fatto è una scelta privata senza effetti giuridici automatici: il matrimonio continua a produrre tutti i suoi effetti legali; A differenza della separazione legale, non tutela né il coniuge più debole né i figli, e non consente di avviare il procedimento di divorzio; I rischi principali riguardano…
cambio genitore collocatario mantenimento
02 Aprile 2026
Tuo figlio ha deciso di andare a vivere con l'altro genitore. O forse è il tribunale che, dopo un ricorso, ha disposto il cambio di collocazione. In entrambi i casi, una delle prime domande che si pongono i genitori è sempre la stessa: chi paga il mantenimento adesso? La risposta…
diritto nonni di vedere i nipoti vedere nipoti
19 Marzo 2026
Il diritto dei nonni a vedere i nipoti esiste in quanto gli ascendenti hanno il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti, ma non è assoluto. I genitori possono comunque opporsi solo per motivi legittimi. È possibile farlo solo quando la relazione con i nonni risulta dannosa o pregiudizievole…
si può cacciare un parente di casa
18 Marzo 2026
L’allontanamento di un familiare o di un convivente dalla dimora abituale è un tema che interessa molti. Le situazioni che si possono delineare sono davvero tante: partner che non vanno via dalla casa coniugale dopo il divorzio, familiari o figli violenti, genitori che si piazzano nelle abitazioni dei figli e…
mantenimento figli riduzione dopo nuovo figlio
08 Gennaio 2026
L’assegno di mantenimento può essere ridotto su richiesta dell’ex coniuge obbligato mediante ricorso davanti al Giudice. Il richiedente deve dimostrare che sono mutate le condizioni economiche e quindi la sua capacità contributiva per far fronte ai suoi impegni. Il soggetto obbligato dovrà fornire idonea documentazione come buste paga o dichiarazioni…