Vai al contenuto

Le misure di prevenzione e il giudizio di pericolosità

Pericolosità sociale e indiziati di mafia

misure prevenzione

Le misure di prevenzione in senso stretto costituiscono l’insieme dei provvedimenti che possono essere adottati nei confronti di soggetti determinati e individuati dal legislatore, al fine di prevenire da parte di questi la commissione di futuri reati.

Esse si distinguono sia dalle pene in senso stretto sia dalle misure di sicurezza, non tanto sul piano funzionale, atteso che tutte e tre le categorie giuridiche hanno lo scopo comune di assicurare la sicurezza sociale, piuttosto sul piano strutturale, giacché quest’ultima categoria, a differenze delle altre due, non presuppone, ai fini della sua applicazione, la commissione di un precedente reato. Sono perciò dette dalla dottrina misure ante o praeter delictum.

Le misure di prevenzione in Italia

Nel variegato atteggiarsi del panorama normativo, di primario rilievo assume l’introduzione da parte del legislatore del Codice Antimafia con il d.lgs n. 159/2011, mediante il quale si è provveduto alla riunificazione normativa delle diverse misure di prevenzione all’epoca in vigore.

Da ultimo, il legislatore è intervenuto con la l. n 161/2017 recante modifiche alla disciplina di alcune misure già introdotte in precedenza. A titolo esemplificativo, è doveroso menzionare l’ampliamento dei destinatari delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, le nuove modalità di intervento sulle società e sulle aziende nell’ambito dell’amministrazione dei beni, la tutela dei terzi titolari di diritto di godimento.

In ogni caso, dal complesso quadro normativo è emerso un sistema misto di applicazione delle misure di prevenzione, con il riconoscimento dei relativi poteri in parte all’Autorità di pubblica sicurezza e in parte all’Autorità Giudiziaria.

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Misure di prevenzione e pericolosità sociale

Come già detto in precedenza, il presupposto per l’applicazione delle misure di prevenzione è la pericolosità sociale. Tuttavia, tale elemento si atteggia in modo diverso a seconda del tipo della misura: nel caso delle misure di prevenzione personale il requisito assume il connotato dell’obbligatorietà, mentre nel caso delle misure di prevenzione patrimoniali tale requisito non assurge più a presupposto necessario, e ciò a seguito delle modifiche operate in precedenza dal legislatore alla l. n. 565/1975.

Quanto alla pericolosità sociale, essa deve essere valutata dal giudice attraverso un’analisi sull’intera personalità del proposto nonché sulla valutazione del grado di possibilità che il soggetto possa in futuro commettere quelle attività antisociali o antigiuridiche che possano minare la sicurezza sociale.

Connotato essenziale della pericolosità sociale è quello dell’attualità, nel senso di ritenere che la misura non potrebbe trovare applicazione se al momento di decidere la sua applicazione al soggetto interessato non sono imputabili indici di pericolosità tali da far presumere la possibilità che egli in futuro possa rendersi autore di reati a danno della sicurezza sociale, quantunque egli in passato abbia manifestato atteggiamenti o si sia reso responsabili di episodi che giustificassero l’applicazione di una misura di prevenzione.

Peraltro, è opportuno precisare che tra i comportamenti che giustificano l’applicazione delle suddette misure non rientrano necessariamente quelle condotte integranti reato, essendo rilevanti, ad esempio, le frequentazioni con soggetti pregiudicati o l’irreperibilità alle ricerche effettuate dalle forze dell’ordine.

misure di prevenzione pericolosità sociale

Il giudizio di pericolosità nei confronti degli indiziati di mafia

Tanto premesso, si è posto in primo piano il problema relativo all’atteggiarsi del requisito dell’attualità nei confronti di quei soggetti indiziati di far parte ad associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’orientamento tradizionale sviluppatosi prima dell’entrata in vigore del codice antimafia sosteneva la presunzione relativa di pericolosità del soggetto indiziato di far parte di un’associazione di cui all’art. 416 bis c.p., e ciò indipendentemente sia dal momento in cui veniva operato l’accertamento della pericolosità, sia che questo si traducesse nella verifica da parte del giudice circa l’attuale permanenza del singolo all’interno della struttura organizzativa dell’associazione, sulla considerazione empirica del carattere permanente dell’affiliazione, che può venir meno solo a seguito di recesso o altro atto di chiara dissociazione.

Per la verità, tale orientamento, oltre a fondarsi sulla realtà empirica nella descrizione del carattere del vincolo associativo, si basava anche su argomentazioni normative e sistematiche, con particolare riferimento alla presunzione relativa di esigenze cautelari ( e assoluta di custodia cautelare in carcere) di cui all’art. 274 co.1. lett. c) c.p.p., giustificata proprio dalla particolare pericolosità sociale che connota i soggetti appartenenti al tipo di associazione che qui viene in rilievo.

Tuttavia a tale orientamento si contrapponeva, più recentemente, una lettura più garantista del requisito dell’attualità, sostenendo che esso deve sempre costituire oggetto di accertamento da parte del giudice. A tale conclusione si era pervenuti sulla base di due considerazioni sistematiche.

La prima, si fondava sulla unificazione normativa dapprima esistente operata dal legislatore nel d.lgs n. 159/2011, dal quale si desumeva che nei confronti di tutti i soggetti, senza operare alcuna distinzione in relazione al capo d’imputazione, sia necessario dapprima verificare che esso appartenga a una delle categorie di cui all’art. 4, per poi procedere all’accertamento del requisito dell’attualità di cui al successivo art.6.

La seconda, invece, si fondava sull‘assunto della declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 15 della citata legge ad opera della Corte Costituzionale (nella parte in cui non prevedeva l’obbligo di rivalutazione, da parte del giudice, della persistente attualità della pericolosità nel caso in cui il soggetto si trovava in stato di detenzione) e sulla novella legislativa del 2017, le quali hanno finito per indurre la giurisprudenza a qualificare il requisito dell’attualità come necessario ai fini dell’applicazione delle suddette misure.

misure di prevenzione

Il contratto interpretativo è culminato con la pronuncia a Sezioni Unite n. 111/2018, attraverso la quale la giurisprudenza di legittimità ha definitivamente preso una posizione univoca sulla questione. Infatti, sembrerebbe che questa abbia aderito al primo degli orientamenti, sostenendo che l’applicazione di una misura di prevenzione debba avvenire necessariamente previa una valutazione giudiziale della pericolosità del singolo al momento della concessione della misura, in quanto “a seguito della modifica legislativa intervenuta sul punto nel 2017, l’applicazione della massima di esperienza desumibile dalla tendenziale stabilità del vincolo possa applicarsi solo attraverso la previa analisi specifica dei suoi presupposti di validità nel caso oggetto della proposta e non può genericamente sostenere l’accertamento dell’attualità”.

Tale conclusione sarebbe corroborata dalla tendenziale equiparazione ad opera del legislatore tra le pene in senso stretto e le misure di prevenzione, riconoscendo ad entrambe una natura afflittiva, giustificata dalla circostanza che sia l’una che l’altra misura possono limitare la libertà di circolazione del reo, per cui risulta necessario allineare le forme di tutela ai terzi destinatari dell’una o dell’altra.

Solo nel caso in cui fatti o accadimenti avvenuti in precedenza siano stati oggetto di un precedente accertamento (quali, ad esempio, oltre che l’adeguata dimostrazione di appartenenza al sodalizio criminale, anche la tipologia di tale appartenenza, valutando cioè il ruolo che il soggetto criminale aveva all’interno dell’associazione, alla natura storica del sodalizio criminale interessato, alla sentenza definitiva che attesti l’appartenenza del soggetto a tale archetipo criminale) che può operare legittimamente la presunzione di stabilità nel vincolo associativo dal quale desumersi il requisito dell’attualità della pericolosità sociale.

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Diritto penale

Approfondimenti, novità e guide su Diritto penale

Leggi tutti
Come faccio a sapere se sono indagato
17 Aprile 2026
L'indagato è il soggetto nei confronti del quale vengono svolte delle indagini conseguenti alla presentazione di una denuncia. Per sapere se ci sono indagini in corso nei propri confronti è possibile inviare un'istanza alla Procura della Repubblica competente per territorio. Si può essere indagati senza saperlo, in quanto le indagini…
quando si configura il reato di evasione
16 Aprile 2026
Evadere dal luogo di restrizione della libertà personale, che sia il carcere o la propria abitazione, è un reato. La fattispecie si applica infatti non solo ai detenuti in carcere, ma anche a chi, per esempio, si trova agli arresti domiciliari. Ci sono alcuni casi nei quali, per particolare tenuità…
False accuse di maltrattamenti in famiglia
16 Aprile 2026
Il reato di maltrattamenti in famiglia si ha quando chiunque sottopone un familiare a vessazioni fisiche o psicologiche in maniera abituale. La falsa denuncia presentata per maltrattamenti in famiglia non può essere ritirata, trattandosi di reato procedibile d'ufficio. Da false accuse di maltrattamenti in famiglia ci si può difendere nominando…
impeachment
15 Aprile 2026
Negli ultimi mesi il termine impeachment è tornato ai primi posti tra i risultati di ricerca in relazione a Donald Trump. Dopo i due procedimenti già avviati nel corso del suo primo mandato - nel 2019 e nel 2021 - oggi diversi esponenti democratici tornano a chiedere la rimozione del…
Cosa bisogna fare se si viene denunciati
15 Aprile 2026
La denuncia è una dichiarazione con cui si comunica alle autorità competenti la commissione di un illecito. Dopo la presentazione della denuncia vengono avviate le indagini preliminari per verificare se sussistono elementi sufficienti per i quali si può procedere nei confronti dell'indagato. In questi casi, è necessario contattare immediatamente un…
Precedenti penali e Assegno di Inclusione
13 Aprile 2026
Non può beneficiare dell'Assegno di Inclusione chi ha avuto determinati problemi con la giustizia, come i soggetti sottoposti a misure cautelari personali o di prevenzione, e chi ha riportato specifiche condanne definitive per alcuni reati dolosi. Il contributo è, invece, compatibile, per esempio, con una condanna per omicidio colposo o…