Vai al contenuto

Chiara Ferragni condannata a un anno e 8 mesi di reclusione per il caso pandoro-gate. Cosa rischia davvero?

Durissime le parole rivolte all’influencer da parte dal procuratore aggiunto di Milano, Eugenio Fusco, e del PM Cristian Barilli sui casi pandoro-gate e uova di Pasqua. Richiesta una condanna per truffa aggravata.

Immagine profilo autore
Redazione deQuo
26 Novembre 2025
pandorogate cosa rischia chiara ferragni

Il cosiddetto pandoro-gate è lo scandalo mediatico e giudiziario scoppiato intorno a Chiara Ferragni verso la fine del 2023. La vicenda riguarda, in primis, la campagna promozionale del pandoro Balocco Pink Christmas, prodotto in collaborazione con Balocco nel 2021, a cui si sono aggiunte successive indagini anche sulle uova di Pasqua.

L’accusa principale è che la comunicazione abbia indotto in errore i consumatori. L’influencer aveva promosso i prodotti lasciando intendere che parte del ricavato delle vendite sarebbe stata destinata in beneficenza all’ospedale Regina Margherita di Torino.

In realtà, la donazione – pari a 50.000 euro – era stata effettuata in cifra fissa e prima del lancio del prodotto, direttamente dalla Balocco, indipendentemente dal successo delle vendite. La differenza di prezzo rispetto al pandoro tradizionale non era quindi legata alla donazione, ma costituiva un presunto profitto ingiusto. Da qui la svolta del Tribunale di Milano e la condanna per truffa aggravata.

ferragni pandoro gate truffa

Un anno e 8 mesi di carcere per Chiara Ferragni: l’accusa è di truffa aggravata

Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il PM Cristian Barilli hanno chiesto una condanna di un anno e otto mesi per Chiara Ferragni nel processo avvenuto, a porte chiuse, a Milano. L’accusa mossa è di truffa aggravata.

Nonostante l’influencer abbia ribadito più volte di avere agito in buona fede e che nessuno abbia lucrato dall’iniziativa, l’accusa è che abbia conseguito presunti profitti ingiuntivi per 2,2 milioni di euro tra il 2021 e il 2022.

Finora, comunque, Chiara Ferragni non ha subito nessuna condanna definitiva per questa o altre accuse. La richiesta di un anno e otto mesi è l’atto dell’accusa e non la sentenza emessa dal giudice. La difesa degli influencer interverrà nella prossima udienza per esporre le proprie tesi. Al momento ha sottolineato che il fronte amministrativo è stato chiuso con donazioni per un totale di 3,4 milioni di euro

LEGGI anche Truffa online: cosa fare e come recuperare i soldi e ottenere un rimborso

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Cosa è successo dopo lo scandalo del pandoro

Come riportato in un post del New York Times, la Ferragni è passata dall’essere la cocca di grandi stilisti (Dior, Gucci, Versace) e imprenditrice di successo in grado di guadagnare milioni per un singolo post, a una donna in caduta. Una caduta vertiginosa, che l’ha portata a registrare una perdita di 6,65 milioni di dollari con la sua società (la Fenice Srl). 

A nulla sono servite le scuse pubbliche, il riconoscimento dell’errore di comunicazione, la richiesta di perdono ai consumatori e la donazione di 1 milione di euro all’Ospedale Regina Margherita di Torino. Le sue ultime dichiarazioni sono un modo per dimostrare la mancanza di dolo, elemento chiave per poter parlare di truffa. 

Nello specifico, la truffa aggravata (art. 640, comma 2 del codice penale) prevede:

  • la reclusione da un minimo di 1 a un massimo di 5 anni;
  • la multa da 309 a 1.549 euro. 

Approfondisci leggendo Reato di truffa: pena prevista nel codice penale, prescrizione e procedibilità

chiara ferragni truffa aggrvata condanna

Quali sono gli elementi tipici della truffa presenti nel pandoro-gate?

Analizzando più da vicino la vicenda, il caso Ferragni non è stato etichettata come mera pubblicità ingannevole, ma come vera e propria truffa, perché presenta tre elementi tipici della fattispecie:

  1. artifici o raggiri, cioè l’uso di mezzi ingannevoli per far cadere la vittima in errore;
  2. induzione in errore – la vittima compie una data azione perché ingannata;
  3. ingiusto profitto con altrui danno, in quanto l’autore della truffa ottiene un guadagno a discapito della vittima (danno patrimoniale).

Nel contesto del Pandoro-Gate, gli elementi che secondo l’accusa configurano la truffa sono:

  • artificio/raggiro – la comunicazione ambigua e ingannevole che legava l’acquisto del pandoro/uovo alla beneficenza. Il consumatore è stato portato a credere che, comprando il prodotto a un prezzo maggiorato, stesse contribuendo direttamente all’iniziativa benefica;
  • induzione in errore – i consumatori, motivati da un intento etico e solidale, hanno acquistato il prodotto a un prezzo superiore;
  • ingiusto profitto – i 2,2 milioni di euro ai quali abbiamo accennato in precedenza costituirebbero un profitto “ingiusto” perché non legato al valore intrinseco del prodotto, ma a un premio di prezzo generato dall’inganno sulla destinazione benefica dei fondi, a danno dei consumatori.

La difesa dovrà quindi essere in grado di mostrare l’assenza del dolo, ovvero l’intenzione specifica e consapevole di ingannare il pubblico per ottenere un ingiusto profitto. Basterà un look sobrio e poco trucco da parte dell’influencer a convincere i PM?

Scopri di più su DDL Beneficenza: norma, sanzioni, cosa cambia per gli influencer

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Argomenti
Immagine profilo autore
Redazione deQuo
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Diritto penale

Approfondimenti, novità e guide su Diritto penale

Leggi tutti
divulgare contenuto lettera
03 Settembre 2026
Diffondere il contenuto di una lettera altrui integra il reato di violazione di corrispondenza (art. 616 del Codice penale), anche tra coniugi o conviventi. Se la diffusione lede la reputazione di una persona davanti a più soggetti, scatta anche il reato di diffamazione (art. 595 del Codice penale); Condividere su…
pipì in pubblico
03 Settembre 2026
Urinare in un luogo pubblico non è più reato dal 2016, ma un illecito amministrativo disciplinato dall'articolo 726 del Codice penale. Dal 2022, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 95, la sanzione non è più da 5.000 a 10.000 euro, ma va da un minimo di 51 euro a…
Come avviene la scarcerazione dagli arresti domiciliari
14 Agosto 2026
La scarcerazione dagli arresti domiciliari può essere chiesta dal soggetto interessato attraverso apposita istanza, che deve essere presentata tramite il suo avvocato. Il giudice verifica se esistono ancora le esigenze cautelari e può revocare la misura, sostituirla con una meno grave oppure respingere la richiesta. La persona torna libera solo…
ddl caccia
11 Agosto 2026
Il DDL 1552 (ora Atto Camera C.2984) modifica la legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio. Il Senato lo ha approvato il 23 giugno 2026, ma il testo deve ancora passare alla Camera dei Deputati per diventare legge. Tra le novità più rilevanti ci sono l'estensione…
fermata in autostrada per fare pipì
11 Agosto 2026
Fermarsi sulla carreggiata o in corsia di emergenza solo per urinare non rientra tra le ipotesi di sosta consentita dall'art. 176 del Codice della Strada. Urinare in un luogo pubblico, anche sul bordo dell'autostrada, può integrare la violazione dell'art. 726 del Codice penale (atti contrari alla pubblica decenza), oggi punita…
giudice per le indagini preliminari
06 Agosto 2026
Il Giudice per le indagini preliminari, Gip, interviene solo su richiesta del pubblico ministero, delle parti private o della persona offesa, mai di propria iniziativa. Svolge una funzione di controllo sulla legittimità delle indagini e di garanzia sui diritti fondamentali dell'indagato. Decide su misure cautelari, richieste di archiviazione, patteggiamento, giudizio…