Sanatoria fiscale per le partite IVA: a chi si rivolge e come funziona
In questa guida ti spiego quali sono requisiti, modalità di adesione, calcolo dell’imposta sostitutiva e principali adempimenti per la regolarizzazione delle posizioni fiscali relativamente alla sanatoria fiscale per le partite IVA.
- La sanatoria fiscale per le partite IVA è una forma di ravvedimento speciale che consente di regolarizzare i rapporti con il Fisco.
- È possibile accedere alla sanatoria fiscale solo se si aderisce al concordato preventivo biennale.
- Per aderire, è necessario accettare la proposta del Fisco in merito al calcolo delle imposte.
L’estate appena trascorsa è stata caratterizzata da un’intensa attività legislativa da parte dell’attuale Governo. Fra le varie misure varate, degna di nota e certamente la sanatoria fiscale per le partite IVA, comunemente conosciuta anche come ravvedimento speciale.
Si tratta di una misura collegata al concordato preventivo biennale (CPB), prevista a favore di titolari di partita IVA, con la quale si offre la possibilità di regolarizzare la posizione con il Fisco, con riferimento a specifiche annualità.
La finalità dell’istituto della sanatoria fiscale per le partite IVA è, essenzialmente, incentivare l’emersione di capitali non dichiarati e non assoggettati a tassazione, mediante l’incentivo di strumenti di pianificazione fiscale con l’Erario.
Cosa è la sanatoria fiscale per le partite IVA
La sanatoria fiscale per le partite IVA, introdotta dal Decreto Correttivo Omnibus 7 agosto 2026, n. 148, consente di sanare eventuali irregolarità, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva generalmente più conveniente.
L’istituto commento seppur dai più definito come un condono, in realtà da un punto di vista giuridico è da inquadrarsi nell’ambito di un ravvedimento speciale.
Ciò in quanto, il perfezionamento della procedura presuppone l’intenzione specifica del contribuente a regolarizzare la sua situazione e il completamento di un percorso di compliance con l’Amministrazione finanziaria.
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Come funziona la sanatoria fiscale
La sanatoria prevede il pagamento di un importo dovuto, ai fini della regolarizzazione. L’imposta sostitutiva si determina in maniera diversa rispetto alla quasi totalità di imposte. La base imponibile si ottiene, infatti, maggiorando il reddito esposto in dichiarazione o nei modelli di una quota fissa, tra il 5% e il 50%, in base al punteggio ottenuto con l’applicazione dei criteri ISA (Indici sintetici di affidabilità).
Il punteggio ISA è un valore da 1 a 10, elaborato dall’Agenzia delle Entrate, per misurare la regolarità e la trasparenza nella gestione di imprese e professionisti:
- da 8 a 10 indica un livello alto di affidabilità;
- da 6 a 7,99 è considerata una area di normalità o sufficienza di affidabilità;
- meno o uguale a 6 è considerato punteggio basso e dunque un indicatore d’allerta per il Fisco.
La progressione dell’imposta dipende dall’affidabilità del contribuente.
Affidabilità fiscale per il condono per le partite IVA
La sanatoria fiscale, tuttavia, non è riservata indistintamente a tutti i titolari di partite IVA. La platea di soggetti che possono accedere a tale forma speciale di ravvedimento è chiaramente circoscritta a favore di una macro categoria di contribuenti soggetti all’applicazione dei c.d. ISA, che aderiscono al concordato preventivo biennale (CPB) per le annualità 2026-2027, entro il 31 ottobre 2026.
In altri termini, la fruizione della sanatoria fiscale è essenzialmente subordinata alla adesione al CPB, con riferimento alle precedenti annualità. Ne consegue che, nel caso in cui vengano meno i presupposti per l’accesso al CPB, viene meno anche la possibilità di sanare la propria posizione.
Per espressa previsione dell’art. 29, Decreto Omnibus sono esclusi dal regime del ravvedimento 2020-2023, i contribuenti che aderiscono per la prima volta al CPB nel 2026.
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Quali sono i passaggi per aderire alla sanatoria fiscale
Per aderire alla procedura del condono fiscale, collegata al CPB, il contribuente deve anzitutto accettare la proposta di concordato formulata dall’Agenzia delle Entrate, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni previsti dalla normativa vigente.
Questo è un passaggio di fondamentale importanza, potenzialmente capace di influenzare l’intera procedura, poiché in tale fase sono definiti gli importi a debito da versare in base al giudizio di affidabilità.
Per questo motivo, è consigliabile, prima di accettare, effettuare un accurato controllo, con l’aiuto di un professionista, avvocato esperto in diritto tributario o un commercialista delle dichiarazioni presentate e della base imponibile e l’imposta sostitutiva dovuta, tenendo conto dei relativi punteggi ISA.

Come si versa l’imposta sostitutiva?
Una volta determinato e accettato l’importo dovuto a titolo di imposta sostitutiva, il contribuente è tenuto al relativo versamento, secondo le modalità e le scadenze stabilite dalla normativa.
Il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione, nella finestra di tempo dal tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, o mediante rateizzazione, fino a un massimo di 10 rate mensili di pari importo, qualora espressamente previsto, nel rispetto delle condizioni applicabili alla specifica procedura.
È possibile pagare:
- tramite modello F24, utilizzando i codici 4089 per le persone fisiche e 4090 per soggetti diversi dalle persone fisiche (società ed enti), 4091 per il versamento dell’imposta sostitutiva IRAP.
- o, in alcuni casi, mediante addebito diretto.
È previsto un limite minimo, che non può essere inferiore a 1.000 euro per ciascuna annualità oggetto di ravvedimento.
Quali sono i vantaggi della sanatoria fiscale per le partite IVA?
L’adesione al concordato partite IVA assicura al contribuente diversi vantaggi, accomunati dal pagamento di un debito tributario più calmierato.
In particolare, accedendo a tale misura, sono precluse all’Amministrazione finanziaria le rettifiche sul reddito di impresa o di lavoro autonomo, ai fini delle imposte sui redditi e IVA.
Ciò significa che, con riferimento agli anni per i quali si accede alla sanatoria fiscale, l’Amministrazione non può esercitare il proprio potere impositivo e, dunque, rettificare i redditi dichiarati, ai fini del pagamento delle dirette e dell’IVA. Le annualità sanate sono “blindate” dal ravvedimento.
Sanatoria fiscale partite IVA – Domande frequenti
Possono accedere alla sanatoria i titolari di partita IVA che abbiano aderito al concordato preventivo biennale 2026-2027.
Il contribuente deve rispettare gli indici ISA e aderire al CPB, cioè il concordato preventivo biennale.
Per regolarizzare la propria posizione con la sanatoria si deve applicare un indice di affidabilità previsto dagli ISA.
Fonti:
- Decreto Correttivo Omnibus 7 agosto 2026, n. 148
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