Cos’è la super procura contabile e a cosa servirà
Il Governo ha riorganizzato la Corte dei conti con l'introduzione di una super procura contabile nazionale: ecco quali sono le novità in arrivo.
- Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che riordina il codice di giustizia contabile (d.lgs. n. 174 del 2016).
- La riforma crea una Procura nazionale contabile guidata da un procuratore generale che riceve ampi poteri di avocazione e di sottoscrizione congiunta per le inchieste erariali più complesse.
- L’Associazione magistrati della Corte dei conti contesta le norme, sostenendo la violazione dei principi di autonomia e indipendenza della magistratura sanciti dall’articolo 108 della Costituzione.
L’Esecutivo ha licenziato lo schema di decreto legislativo di attuazione della delega contenuta nella legge n. 1 del 2026. L’intervento normativo modifica la struttura della magistratura contabile mediante l’inserimento di tre articoli inediti all’interno del d.lgs. n. 174 del 2016.
La novità principale risiede nell’istituzione di una Procura nazionale contabile a struttura gerarchica, con a capo un procuratore nazionale. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la gestione delle azioni per danno erariale coinvolge ogni anno migliaia di procedimenti amministrativi. L’obiettivo dichiarato è rendere omogenea l’azione inquirente sui 300.000.000 euro di contenzioso erariale pendente in Italia.
Quali sono i poteri del procuratore nazionale
Il testo del decreto attribuisce maggiori poteri al procuratore nazionale e introduce tre nuovi articoli nel codice di giustizia contabile:
- l’articolo 12 bis per disciplinare il coordinamento generale;
- l’articolo 12 ter per l’avocazione dei fascicoli, uno dei poteri assegnati al procuratore nazionale;
- l’articolo 12 quater per la sottoscrizione congiunta degli atti istruttori.
| Strumento normativo | Nuovo articolo | Presupposti di applicazione | Impatto sulla procura regionale |
| Avocazione per inerzia | Articolo 12 ter, comma 1 | Inattività istruttoria superiore a 1 anno | Il procuratore nazionale toglie il fascicolo al PM locale. |
| Avocazione per violazione | Articolo 12 ter, comma 2 | Grave violazione di legge o delle direttive annuali | Il vertice avoca l’inchiesta per inosservanza delle linee guida. |
| Co-firma obbligatoria | Articolo 12 quater, comma 1 | Danni pari o superiori a 10.000.000 euro contro amministratori apicali | La citazione in giudizio richiede la sottoscrizione del procuratore nazionale. |
| Co-firma per novità | Articolo 12 quater, comma 2 | Questioni giuridiche nuove o orientamenti difformi dalla giurisprudenza | L’atto d’invito a dedurre dev’essere convalidato dal vertice nazionale. |
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Quando scatta l’avocazione delle indagini da parte del procuratore nazionale?
L’articolo 12 ter del d.lgs. n. 174 del 2016 attribuisce al procuratore nazionale contabile la facoltà di sottrarre il fascicolo alla Procura regionale ed esercitare direttamente l’azione erariale.
Questo potere si attiva al verificarsi di precise condizioni oggettive, cioè:
- mancato compimento di atti istruttori entro 1 anno dall’apertura del procedimento o dal ricevimento delle prime notizie di danno;
- violazione grave delle norme processuali o degli indirizzi annuali programmati dal vertice dell’organo inquirente.
Come si manifesta un’indagine inerente alla responsabilità erariale? Un esempio tipico riguarda le verifiche su un appalto pubblico bloccato. Se la procura regionale competente per territorio non svolge accertamenti sui documenti per oltre 12 mesi, il procuratore generale avoca a sé il fascicolo per evitare la prescrizione del credito erariale, la quale scade in 5 anni ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge n. 20 del 1994.
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Quali sono le inchieste per cui serve la doppia firma del procuratore?
L’articolo 12 quater del codice di giustizia contabile prescrive la sottoscrizione congiunta degli atti di invito a dedurre e delle citazioni in giudizio tra il procuratore regionale e il procuratore generale.
La misura è obbligatoria per tre tipologie specifiche di procedimenti:
- contenziosi che trattano questioni giuridiche mai affrontate in primo grado o che propongono interpretazioni difformi rispetto agli orientamenti consolidati delle sezioni riunite della Corte dei conti;
- fattispecie di danno erariale a carattere sovraregionale con competenza concorrente tra più uffici inquirenti territoriali;
- fascicoli per colpa grave con danno erariale complessivo pari o superiore a 10.000.000 di euro euro a carico dei vertici delle amministrazioni pubbliche.
Per quanto riguarda questa terza ipotesi, le figure coinvolte sono:
- presidenti e componenti delle giunte regionali o delle province autonome;
- sindaci e assessori dei comuni capoluogo di regione, di provincia o di città metropolitana.
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Perché l’Associazione magistrati contabili contesta il decreto?
L’Associazione magistrati della Corte dei conti (AMCC) esprime forte contrarietà rispetto allo schema di decreto approvato dal Governo. La magistratura contabile evidenzia come l’accentramento dei poteri in capo a un’unica figura nazionale rompa l’autonomia delle singole procure regionali, creando un vincolo di subordinazione gerarchica estraneo all’ordinamento italiano.
In una nota ufficiale, i rappresentanti dell’AMCC hanno dichiarato che:
La struttura verticale e l’ampio raggio dei poteri di avocazione rischiano di incidere negativamente sull’indipendenza del singolo pubblico ministero contabile, principio tutelato dall’articolo 108 della Costituzione.
L’associazione contesta inoltre la coincidenza temporale tra l’accelerazione governativa e la scadenza della delega prevista dalla legge n. 1 del 2026, ricordando che il referendum sulla giustizia non ha approvato modelli che riducano le garanzie degli organi inquirenti. I ricorsi davanti alla Corte costituzionale e i passaggi nelle commissioni parlamentari competenti preannunciano un iter di approvazione definitiva privo di intese unanimi.
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