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Cosa prevede la nuova legge elettorale 2026

Nota al grande pubblico come Stabilicum, è la riforma della legge elettorale voluta dal Governo Meloni. Vediamo cosa contiene e a che punto siamo finora.

nuova legge elettorale

Il 16 luglio 2026 la Camera ha votato la nuova legge elettorale, con ben 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Chi si aspettava un cammino diverso da quello già percorso dai predecessori – con un’attenzione particolare verso sanità, istruzione, transizione ecologica, persone più fragili del sistema sociale – non è rimasto deluso: sapeva benissimo che sarebbe andata a finire così. Vediamo allora quali potrebbero essere i cambiamenti previsti da questa nuova legge elettorale – che ha già suscitato numerose proteste da parte dell’opposizione – prima di conoscere quale sarà il voto del Senato. 

Il sistema elettorale e il premio di maggioranza

La nuova legge elettorale – nota come Stabilicum – propone un sistema proporzionale con un premio di maggioranza. In pratica, la coalizione (o la lista) che ottiene almeno il 42% dei voti validi ha in automatico un bonus. 

Le spettano infatti:

  • 70 seggi in più alla Camera (con un tetto massimo di 220 deputati su 400);
  • 35 aggiuntivi al Senato (per un massimo di 113 senatori su un totale di 200). 

Se, invece, non si raggiunge questa percentuale si procede con un proporzionale puro, senza applicare il premio di maggioranza. In altri termini, se ottieni il 20% dei voti, avrai in proporzione il 20% dei seggi. 

LEGGI ANCHE Come funzionano le elezioni del Parlamento europeo

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Liste bloccate

Uno dei punti che ha sollevato il maggior numero di proteste riguarda la modalità di voto. In pratica, la riforma prevede:

  • liste bloccate (ovvero predefinite) in collegi plurinominali: questo vuol dire che gli elettori non potranno indicare il nome del candidato che preferiscono;
  • che il premio di maggioranza sia suddiviso in listini circoscrizionali, in cui i nomi dei candidati sono stampati direttamente sulla scheda. 

È stato inoltre stabilito l’obbligo della doppia candidatura nel listino e nel collegio. Quindi, il candidato che è stato inserito nel listino, dovrà essere presente anche in un collegio plurinominale della stessa sezione. 

Soglie di sbarramento e ripescaggio

A non cambiare sono invece le soglie di sbarramento in vigore, ovvero la percentuale minima di voti che si devono ottenere per essere eletti. 

Le soglie restano pari al:

  • 10% per le coalizioni;
  • 3% per le singole liste. 

È stata invece introdotta la novità del ripescaggio: la prima lista che si trova sotto la soglia del 3% riceve comunque dei seggi, come “miglior perdente”. 

Ti suggerisco anche Come funziona l’elezione del Presidente della Repubblica italiana?

legge elettorale 2026

Voto ai fuorisede

Dopo anni di proteste, viaggi last minute verso la città di origine o di frustrante rinuncia al proprio diritto di voto, nella nuova legge elettorale compare il voto per i fuorisede – cioè tutte quelle persone che lavorano, studiano o semplicemente vivono in un luogo diverso da quello in cui hanno la residenza. 

In ogni Comune sarà creato un elenco degli elettori fuorisede, che potranno votare nella città in cui hanno il domicilio. Non solo per le elezioni nazionali di Camera e Senato, ma anche per i referendum e le elezioni europee. Dovranno però essere loro a richiedere l’iscrizione a questo elenco, entro il 31 dicembre di ogni anno.

I voti degli elettori di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, invece, saranno conteggiati nel calcolo della cifra elettorale nazionale – che serve per assegnare il premio di maggioranza. Le liste locali potranno quindi decidere di collegarsi a una lista nazionale. 

Indicazione del premier

Per quanto riguarda il candidato premier, il suo nome dovrà essere indicato dalle liste o dalle colazioni di liste nel momento in cui si deposita il contrassegno elettorale. Questo nome non comparirà sulla scheda, ma avrà un forte impatto da un punto di vista comunicativo, permettendo a una persona di diventare il volto e la voce principale del partito. I partiti che erano già presenti in Parlamento alla data del 31 dicembre 2025 non dovranno inoltre raccogliere le firme per potersi candidare. 

Molti esponenti delle opposizioni hanno definito questa riforma “incostituzionale” perché concentra il potere decisionale nelle mani delle segreterie di partito, togliendo agli elettori la possibilità di scegliere in modo diretto. Se la legge passerà anche in Senato, potrebbe esserci una pioggia di ricorsi in tribunale e l’intervento della Corte Costituzionale. Sarà un’estate ancora più calda. 

Leggi pure Il nuovo decreto sicurezza è legge: possiamo considerarlo repressivo?

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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