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Cosa prevedono gli art. 4 e 5 della NATO?

Consultazioni, difesa collettiva e cosa significa davvero “attacco armato” nel funzionamento dell’Alleanza Atlantica: analizziamo gli articoli 4 e 5 del Patto Atlantico NATO.

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Redazione deQuo
06 Marzo 2026
nato difesa collettiva come funziona
  • L’articolo 4 del Patto Atlantico NATO permette a qualsiasi Paese NATO che si ritenga minacciato di chiedere consultazioni urgenti con gli alleati, prima che scoppi una crisi aperta.
  • L’articolo 5 stabilisce che un attacco armato contro uno o più membri in Europa o Nord America è considerato un attacco contro tutti, fondando l’obbligo di assistere il Paese colpito.
  • L’intervento NATO non è automatico, né identico in ogni caso: ogni Stato decide quali aiuti fornire e cosa considerare “attacco armato”, in coerenza con il diritto di autodifesa previsto dalla Carta ONU.

Gli articoli 4 e 5 del Patto Atlantico NATO regolano la difesa collettiva dei Paesi membri: il 4 riguarda le consultazioni politiche quando uno Stato si sente minacciato, il 5 scatta in caso di vero “attacco armato”” e fonda l’obbligo di aiuto reciproco. L’Alleanza interviene in difesa di un membro solo se l’evento viene riconosciuto come attacco armato e se il Paese colpito chiede (o accetta) l’attivazione della clausola di difesa collettiva. Vediamo meglio come funziona questa meccanismo.

Cosa prevede l’articolo 4 NATO

L’articolo 4 del Trattato di Washington dice che le Parti si consulteranno ogni volta che, a giudizio di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di un membro siano minacciate. È uno strumento politico, non militare: serve ad alzare il livello di attenzione dell’Alleanza e a coordinare la risposta prima che la situazione degeneri in un conflitto vero e proprio.

Negli ultimi anni l’articolo 4 è stato invocato, per esempio, da Paesi dell’Est Europa e dalla Turchia in presenza di tensioni ai confini o di crisi regionali considerate potenzialmente destabilizzanti. In pratica, è una sorta di “campanello d’allarme” che obbliga tutti i membri a sedersi al tavolo e discutere insieme di rischi, opzioni di deterrenza, rinforzi militari sul fianco esposto e misure diplomatiche.

art. 4 della nato
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Esempi storici di invocazione dell’articolo 4

L’articolo 4 è stato usato più volte dalla Turchia:

  • nel 2003, per chiedere protezione da possibili ripercussioni della guerra in Iraq;
  • nel 2012, dopo l’abbattimento di un suo aereo da parte della Siria e i colpi di artiglieria siriani sul suo territorio;
  • nel 2015, per segnalare la minaccia dell’ISIS e altre tensioni siriane;
  • nel 2020, dopo la morte di decine di soldati turchi bombardati in Siria.

Polonia e Paesi baltici hanno attivato l’articolo 4 nel 2014, subito dopo l’annessione russa della Crimea, per chiedere consultazioni e rassicurazioni sulla difesa del fianco est dell’Alleanza. Nuove consultazioni ex articolo 4 sono state chieste da Polonia ed altri Stati dell’Est nel 2022, all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina, e di nuovo quando droni russi hanno violato lo spazio aereo polacco durante attacchi a obiettivi ucraini.

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Cosa prevede l’articolo 5 sulla difesa collettiva

L’articolo 5 è il cuore politico e simbolico della NATO: stabilisce che un attacco armato contro uno o più alleati in Europa o Nord America sarà considerato un attacco contro tutti. In base a questa clausola, ciascun Paese si impegna ad assistere immediatamente quello colpito con “l’azione che giudicherà necessaria”, compreso – ma non obbligatoriamente – l’uso della forza armata per ristabilire la sicurezza dell’area nordatlantica.

L’articolo 5 traduce in obbligo di mutua assistenza il diritto di autodifesa individuale e collettiva riconosciuto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. È stato invocato una sola volta nella storia, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti, quando gli alleati hanno deciso azioni congiunte di supporto militare e di intelligence.

Il Consiglio Nord Atlantico decise che, essendo gli attacchi diretti dall’estero, rientravano nella definizione di “attacco armato” contro un alleato, facendo così scattare la clausola di difesa collettiva. Come conseguenza, gli alleati contribuirono con varie misure: pattugliamenti aerei con velivoli AWACS sul cielo statunitense, sostegno logistico e, soprattutto, partecipazione alla missione ISAF in Afghanistan, condotta sotto mandato ONU per impedire che il Paese tornasse a essere base del terrorismo internazionale.

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nato articolo 5

Perché l’articolo 5 non è scattato per l’Ucraina nel 2022

Il punto chiave è giuridico: l’articolo 5 si applica solo a “Parti” del Trattato, cioè ai Paesi membri NATO, e solo per attacchi contro territori, forze, navi o aeromobili degli alleati in Europa o Nord America. L’Ucraina non è (ancora) un Paese membro, per questo l’aggressione russa del 2022, pur gravissima, non rientra formalmente nel perimetro di difesa collettiva previsto dal Trattato.

Quando interviene la NATO in difesa dei Paesi membri

L’attivazione della difesa collettiva non avviene in automatico: occorrono due condizioni politiche e giuridiche fondamentali. Primo, gli alleati devono riconoscere che un determinato evento costituisce davvero un “attacco armato” ai sensi del Trattato – per esempio un bombardamento, un lancio di missili, un’invasione di truppe, un grande attentato terroristico organizzato dall’estero.

Secondo, lo Stato colpito deve richiedere o comunque accettare l’assistenza sotto l’ombrello dell’articolo 5; in teoria, potrebbe anche scegliere altre strade, come una risposta bilaterale o solo diplomatica. Una volta riconosciuta la situazione, il Consiglio Nord Atlantico coordina le misure collettive: rinforzo delle difese, truppe, mezzi, copertura aerea, cyberdifesa, sanzioni e altre forme di pressione.

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art. 5 nato

Cosa si intende per “attacco armato”

Nel linguaggio del Trattato NATO, “attacco armato” non significa solo guerra tradizionale tra eserciti, ma qualunque atto di violenza militare grave diretto contro il territorio, le forze armate, le navi o gli aerei di un alleato nelle aree indicate. Rientrano quindi, a seconda del contesto e della valutazione politica, invasione di truppe, bombardamenti missilistici, attacchi navali, grandi attentati terroristici orchestrati da attori esterni e, sempre più spesso, anche azioni ibride con forte componente militare.

La valutazione della soglia resta comunque politica: sono i Governi alleati, infatti, riuniti nel Consiglio Atlantico, a decidere se un certo evento rappresenta davvero un attacco armato tale da giustificare la difesa collettiva, oppure “solo” una minaccia o provocazione grave da trattare con l’articolo 4.

Questo margine di interpretazione serve sia a evitare escalation automatiche, sia a mantenere credibile la deterrenza: i potenziali aggressori sanno che, superata una certa soglia, potrebbero trovarsi davanti non un singolo Stato, ma l’intera Alleanza.

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