18 mar 2022
Diritto Penale

Quali sono i crimini di guerra: definizione, esempi, conseguenze, competenza

La recente guerra tra la Russia e l'Ucraina ha riacceso i riflettori sul concetto di crimini di guerra: vediamo quali sono e qual è il tribunale internazionale competente per giudicarli.

I crimini di guerra rappresentano le violazioni della legge che regola il diritto bellico, che possono essere commesse da soggetti militari o civili.

Troviamo una definizione chiara e precisa nei Principi di Norimberga del 1950, nel quale vengono designati come “Violazioni delle leggi e degli usi di guerra, i quali comprendono, senza limitarsi ad essi: omicidio volontario, maltrattamento o deportazione per essere costretti a lavoro schiavistico o per ogni altro fine di popolazione civile dei o nei territori occupati; omicidio volontario o maltrattamento di prigionieri di guerra, di persone in mare, uccisione di ostaggi, saccheggio di proprietà pubbliche o private, distruzione deliberata di centri urbani, città e villaggi, o devastazioni non giustificate da necessità militari”.

Ripercorriamo la storia della nozione di crimini di guerra, concentrandoci su le origini, cosa dice la giurisprudenza, alcuni esempi, da quale tribunale possono essere giudicati e il nesso con il concetto di crimini contro l’umanità


Crimini contro l’umanità


L’espressione crimine contro l’umanità fu utilizzata per la prima volta con un’accezione giuridica nel 1915, quando Francia, Regno Unito e Russia condannarono la Turchia per quello viene ricordato come genocidio armeno

La fine della Seconda guerra mondiale portò a una sempre maggiore attenzione per le tematiche riguardanti i diritti umani e alla formazione di una coscienza internazionale condivisa sull’esistenza di un diritto universale, comune a tutti gli esseri umani. 

I crimini contro l’umanità sono, dunque, quelli che trascendono i raggruppamenti sociali e gli Stati, le convinzioni etniche, religiose, culturali e sociali, e che, pertanto, prevedono sanzioni erga omnes, senza distinzioni locali. 

crimini di guerra

Giurisprudenza


In giurisprudenza, la nozione di crimini contro l’umanità indica le azioni criminali riguardanti violenze e abusi contro popoli o parte di popoli, che possano essere percepite come se venissero commesse contro l’intera umanità. 

Si è comunque soliti distinguere tra crimini di guerra e crimini contro l’umanità: lo stesso Tribunale di Norimberga, nel 1945, contestò ai criminali nazisti il crimine contro l’umanità, distinguendolo dal crimine di guerra. 

Tornando al concetto di crimine di guerra, possiamo fare qualche esempio per comprendere meglio cosa significa violare le protezioni stabilite dalle leggi di diritto bellico, ovvero l’insieme delle norme che regolano le condotte da tenere durante una guerra

Esempi di crimini di guerra


Può rappresentare un crimine di guerra:

  1. attaccare chi ha esposto la bandiera bianca, che indica il cessate il fuoco;
  2. il maltrattamento dei prigionieri di guerra, che viene considerato come una grave violazione dei principi del diritto internazionale umanitario;
  3. colpire edifici in cui siano presenti civili;
  4. utilizzare armi non convenzionali.

Trai i crimini di guerra italiani, ci sono alcuni episodi che sono stati commessi nel corso delle guerre coloniali in Etiopia e in Libia, e durante la seconda guerra mondiale. 

Fanno parte dei crimini di guerra tedeschi:


Sono passati alla storia anche alcuni crimini di guerra commessi dai giapponesi, come gli attacchi a Pearl Harbor, in Malesia, a Singapore e a Hong Kong.

Quali sono i crimini contro l’umanità?


Rientrano tra i reati perseguibili come crimini contro l’umanità:


Fino ad oggi sono stati accusati di crimini contro l’umanità i gerarchi del nazismo, Stalin, Mao Zedong, l’ex presidente jugoslavo Slobodan Milošević, il deposto raʾīs iracheno Saddam Hussein e altri capi di Stato, spesso a capo di una dittatura militare, teocratica, comunista, imperialista o stalinista.

crimini di guerra

Quali tribunali possono giudicare i crimini di guerra?


I crimini contro l’umanità vengono giudicati dalla Corte penale internazionale (in inglese: International Criminal CourtICC, in francese: Cour pénale internationaleCPI), che ha sede a L’Aia e opera nei termini previsti dallo Statuto di Roma. Tale corte non sostituisce la giurisdizione ordinaria, ma si affianca ad essa. 

Questo significa che può intervenire se e solo se gli Stati non possono (o non vogliono) agire per punire crimini internazionali: una persona non può essere infatti giudicata due volte e da due diverse corti per lo stesso crimine. 

La Corte penale internazionale è competente anche per:


Non si tratta di un organo dell’ONU e non deve essere confusa con la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite, anch’essa con sede all’Aia.

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