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Assalto al portavalori: cosa è successo sulla Brindisi-Lecce

Una giornata di terrore culminata con l'arresto degli uomini che hanno assaltato una portavalori il 9 febbraio scorso: ecco di cosa sono accusati e cosa rischiamo.

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Redazione deQuo
12 Febbraio 2026
assalto a portavalori

Si parla spesso di sicurezza, di protocolli e di controllo del territorio, ma poi la realtà irrompe con una violenza che ci ricorda quanto la cronaca possa essere brutale. E no, non è la scena di un film d’azione girato tra gli ulivi della Puglia: è quello che è successo sulla statale 613 Brindisi-Lecce. Un assalto con sparatoria a un portavalori, avvenuto il 9 febbraio 2026. Ecco la ricostruzione dei fatti e l’analisi di ciò che rischiano ora i responsabili secondo il Codice penale.

Un assalto in stile militare per appropriarsi di 6 milioni di euro

L’assalto al portavalori avvenuto nei pressi di Tuturano non è stato un colpo improvvisato. Un commando di almeno sei persone ha bloccato la superstrada, fatto esplodere un furgone e utilizzato Kalashnikov per coprirsi la fuga. Tra i due arrestati spicca il profilo di Giuseppe Iannelli, 38 anni: un ex militare paracadutista con trascorsi nel Battaglione San Marco.

Insieme a lui è finito in manette Giuseppe Russo, 62 anni. La loro fuga si è conclusa nelle campagne salentine dopo un inseguimento ad alta velocità, durante il quale i malviventi non hanno esitato a sparare contro una “gazzella” dei Carabinieri, colpendo il parabrezza ad altezza d’uomo.

LEGGI ANCHE Reato di omicidio: le differenze presenti nel Codice Penale

cosa rischia chi ha organizzato l'assalto alla portavalori
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Quali reati sono stati commessi nell’assalto?

I due fermati devono rispondere di una serie di accuse pesantissime. Ecco cosa prevede la legge italiana per questi reati, al netto delle aggravanti e del concorso di reati che potrebbe far lievitare la pena.

ReatoPena prevista
Tentato omicidioTrattandosi di colpi sparati contro le forze dell’ordine, la pena per l’omicidio (non inferiore a 21 anni) viene ridotta da un terzo a due terzi. Si rischiano realisticamente dai 7 ai 14 anni
Rapina pluriaggravataL’uso di armi, il volto coperto e il numero di persone portano la pena da un minimo di 6 a un massimo di 20 anni di reclusione
Porto e detenzione di armi da guerraI fucili d’assalto (Kalashnikov) sono armi da guerra. La legge 895/1967 prevede la reclusione da 3 a 12 anni
Detenzione di materiale esplodentePer l’uso di esplosivi volti a compiere un delitto, la pena può andare dai 3 ai 10 anni
Resistenza a pubblico ufficialePer chi usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale, la pena va da 6 mesi a 5 anni
Lesioni aggravateIn base alla gravità delle ferite riportate dal militare ferito, la pena può variare da mille forme di aggravanti, portando a diversi anni di reclusione aggiuntivi

In Italia, in caso di “concorso materiale di reati” (più reati commessi con più azioni), le pene si sommano, pur con alcuni limiti massimi previsti dal Codice (il cosiddetto “cumulo giuridico” o materiale). Data la gravità, i soggetti rischiano una condanna complessiva estremamente pesante.

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