Caso Esperia: chi si nasconde dietro il progetto editoriale cresciuto (fin troppo rapidamente) su Instagram e TikTok
Scoppia il caso Esperia: tutti i dubbi e gli interrogativi analizzati da Report fanno chiarezza sul progetto editoriale. ChI c'è dietro?
Una recente inchiesta di Report ha evidenziato come il progetto editoriale Esperia sia riuscito a scalare le piattaforme digitali in meno di 1 anno, diventando un attore chiave nella propaganda per il referendum sulla giustizia.
Il canale è finito sotto indagine giornalistica per la mancanza di trasparenza riguardante la proprietà effettiva e l’origine dei fondi utilizzati per sostenere la crescita social.
Il caso solleva criticità legali relative alla Legge n. 3 del 2019 e alle normative sulla par condicio gestite dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).
Caso Esperia e inchiesta Report: trasparenza e finanziamenti nella politica digitale
Il progetto editoriale Esperia ha registrato numeri record per il panorama politico italiano, raggiungendo oltre 1,5 milioni di like su TikTok e 130.000 follower su Instagram in pochi mesi. Questa crescita, definita anomala da diversi analisti del settore, è stata messa in relazione da Report a una strategia di comunicazione massiva a favore del “Sì” nella riforma della giustizia.
La problematica principale sollevata dai magistrati e dai giornalisti d’inchiesta riguarda l’identità dei finanziatori. In Italia, la legislazione vigente impone obblighi stretti sulla tracciabilità dei fondi destinati ad attività che influenzano l’opinione pubblica durante le campagne elettorali o referendarie.
I nodi principali dell’inchiesta riguardano:
- l’opacità della struttura societaria che gestisce il marchio Esperia;
- la discrepanza tra i ricavi dichiarati e gli investimenti necessari per ottenere una penetrazione social così vasta;
- il rischio di triangolazioni finanziarie volte a eludere il divieto di finanziamenti esteri o anonimi alla politica;
- la possibile violazione delle linee guida dell’AGCOM sulla comunicazione politica digitale.
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Cosa prevede la legge italiana sui finanziamenti alla propaganda politica
Il quadro normativo italiano si è inasprito con la Legge n. 3 del 2019, nota come Legge Spazzacorrotti. Tale norma estende gli obblighi di trasparenza tipici dei partiti politici anche a fondazioni, associazioni e comitati che svolgono attività di sostegno politico o referendario.
L’articolo 1 di tale legge stabilisce che i contributi di importo superiore a 500 euro annui devono essere pubblicati sul sito internet del destinatario, indicando il nome del donatore. Se Esperia venisse configurata come un’articolazione o un ente collegato a una forza politica, la mancata pubblicazione dei bilanci e dei donatori costituirebbe un illecito amministrativo e, in alcuni casi, penale.
Inoltre, il Decreto Legge n. 149 del 2013 impone che ogni finanziamento a partiti o enti correlati sia effettuato tramite mezzi di pagamento tracciabili. La violazione di queste disposizioni può comportare sanzioni pecuniarie che vanno da tre a cinque volte l’importo non dichiarato.
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Obblighi di trasparenza e sanzioni nel settore media e politica
Il monitoraggio dell’AGCOM sulle piattaforme social mira a garantire che la propaganda non sia occultata sotto forma di informazione indipendente. Il caso Esperia rientra in una “zona grigia” dove un canale editoriale agisce di fatto come un comitato elettorale.
| Violazione | Riferimento normativo | Sanzioni |
| Omessa dichiarazione donatore | Legge n. 3/2019 | Sanzione da 10.000 euro a 50.000 euro o triplo del valore |
| Finanziamento estero | Legge n. 3/2019 | Divieto assoluto di ricezione e obbligo di restituzione |
| Violazione par condicio | Legge n. 28/2000 | Sanzioni pecuniarie AGCOM fino a 250.000 euro |
| Finanziamento illecito | Art. 7 Legge n. 195/1974 | Reclusione da 6 mesi a 4 anni e multa |

Le implicazioni per il referendum e il ruolo del Copasir
L’indagine di Report ha spinto alcuni esponenti parlamentari a chiedere l’intervento del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR). Il timore è che dietro la crescita esponenziale di Esperia possano celarsi tentativi di ingerenza esterna nel processo democratico italiano, tramite l’utilizzo di bot o campagne di micro-targeting finanziate da attori stranieri.
Sotto il profilo tecnico, l’analisi dei 1,5 milioni di like su TikTok suggerisce un tasso di crescita del 400% superiore alla media dei canali editoriali tradizionali. Questo dato statistico, se non supportato da una regolare pianificazione pubblicitaria dichiarata, potrebbe indicare l’uso di farm di account fittizi, una pratica che viola i termini di servizio delle piattaforme e, se finalizzata a scopi politici, attira l’attenzione delle autorità di vigilanza.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12345 del 2023, ha ribadito che la trasparenza dei flussi finanziari è un requisito essenziale per la legittimità della propaganda elettorale, indipendentemente dal mezzo tecnologico utilizzato.
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