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Bollo auto sospeso: per quali veicoli, da quando e per quanto tempo (poco)

Il Governo ha approvato l'esenzione dal bollo auto per un anno. Ecco quali auto e moto rientrano nella misura, i requisiti richiesti e la data da cui parte lo sconto.

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Redazione deQuo
16 Settembre 2026
bollo auto abolito
  • Il bollo auto non è stato cancellato davvero e neanche per tutti i veicoli: la proposta, che avrà una durata temporanea, riguarda le autovetture a benzina o gasolio (anche ibride) con potenza fino a 80 kW e tutti i motocicli, per un solo veicolo a persona.
  • L’esenzione si applica ai pagamenti con scadenza ordinaria tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
  • La misura nasce da un decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre 2026, ancora da pubblicare in Gazzetta Ufficiale e da convertire in legge entro sessanta giorni.

Il bollo auto è stato davvero abolito? No, il Governo ha proposto un’esenzione per particolari categorie di veicoli. Il Consiglio dei Ministri ha approvato infatti un decreto-legge che sospende per un anno il pagamento della tassa automobilistica per la maggior parte dei veicoli circolanti in Italia. Prima di festeggiare, ti conviene quindi informarti su requisiti, tempistiche e limiti della misura, proprio perché non si tratta di un’abolizione definitiva, ma di una sospensione.

Cosa prevede il decreto sul bollo auto sospeso

Il testo, esaminato dal Consiglio dei Ministri n. 189 del 16 settembre 2026, introduce – all’interno del cosiddetto decreto carburanti – un’esenzione temporanea dal pagamento della tassa automobilistica, relativa al tributo per le auto di piccola e media potenza – si tratta del 70% dei veicoli oggi in circolazione.

Il beneficio spetta esclusivamente alle persone fisiche in possesso dei requisiti previsti dal decreto e a condizione che il veicolo sia regolarmente assicurato. Restano quindi fuori, salvo diverse indicazioni nel testo definitivo, le società e i veicoli intestati ad attività d’impresa.

LEGGI ANCHE Come cambia la pace fiscale in manovra, tra rottamazione quinquies e novità su IMU, bollo auto e TARI: chi può aderire

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Quali veicoli rientrano nell’esenzione

Il decreto individua due categorie di veicoli beneficiari, con requisiti diversi tra auto e moto. Rientrano nell’esenzione le autovetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione (quindi anche le ibride), con potenza non superiore a 80 kW, pari a circa 109 cavalli. Si tratta della fascia di potenza più diffusa tra i veicoli delle famiglie italiane, utilizzata per gli spostamenti quotidiani verso lavoro e scuola.

L’esenzione riguarda anche tutti i motocicli, senza il limite di potenza previsto per le auto. C’è però un vincolo preciso: il beneficio per la moto si applica solo se il proprietario non ha già utilizzato l’agevolazione per un’automobile. In pratica, ogni cittadino ha diritto a una sola esenzione, riferita a un solo veicolo tra quelli posseduti.

Quanto tempo dura l’esenzione?

La sospensione del bollo non è immediata. Il decreto prevede che l’esenzione si applichi ai versamenti con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Chi deve pagare il bollo nel 2026 continua quindi a versarlo secondo le regole attuali; il beneficio scatta solo per le scadenze dell’anno successivo.

La misura, per ora, vale per un solo anno. Non si tratta quindi di un’abolizione permanente della tassa automobilistica, ma di una sospensione limitata al 2027, come confermato dalle bozze circolate dopo il Consiglio dei Ministri.

Approfondisci con Quando si paga il bollo auto: esenzione, scadenza e calcolo

Cosa succede se possiedi più veicoli agevolabili

Se un contribuente risulta intestatario di più auto che rientrano nei requisiti, il decreto stabilisce un criterio preciso per individuare quale veicolo beneficia dell’esenzione.

In particolare:

  • l’agevolazione si applica all’autovettura con la minore potenza espressa in kW;
  • in caso di parità di potenza, si considera il veicolo per il quale, senza lo sconto, sarebbe dovuto l’importo più basso della tassa automobilistica;
  • per le altre auto possedute, il bollo resta interamente dovuto secondo le regole ordinarie.

Chi possiede sia un’auto agevolabile sia una moto dovrà quindi scegliere – o vedersi attribuire secondo il criterio del decreto – un solo veicolo su cui applicare l’esenzione.

Secondo le stime riportate nella bozza del decreto, l’esenzione avrà un costo stimato di circa 2,3 miliardi di euro, coperti in parte con un trasferimento compensativo alle Regioni, che oggi incassano il gettito del bollo auto.

Approfondisci con Quando va in prescrizione il bollo auto non pagato?

abolizione bollo auto

Da quando è in vigore?

Il provvedimento approvato il 16 settembre 2026 è un decreto-legge, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Come ogni decreto-legge, entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, ma dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni, pena la decadenza degli effetti fin dall’origine, secondo quanto previsto dall’articolo 77 della Costituzione. Durante l’esame parlamentare il testo può subire modifiche, anche significative, su requisiti, platea dei beneficiari e coperture finanziarie.

Bollo auto abolito – Domande frequenti

Quali auto sono escluse dall’esenzione?

Restano escluse le auto con potenza superiore a 80 kW e, salvo chiarimenti nel testo definitivo, i veicoli intestati a società o partite IVA.

Posso avere lo sconto sia per l’auto sia per la moto?

No. L’esenzione spetta per un solo veicolo a persona, auto o moto.

Cosa succede se il decreto non viene convertito in legge?

Se il Parlamento non lo converte entro sessanta giorni, il decreto decade e perde efficacia fin dall’inizio, salvo che una legge regoli gli effetti già prodotti.

Riferimenti normativi

  • decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri n. 189 del 16 settembre 2026, recante disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dall’aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e di numero definitivo);
  • articolo 77 della Costituzione, sui presupposti e sui limiti temporali di conversione dei decreti-legge.
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