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Bonus 500 euro al mese affitto genitori separati e divorziati: a chi spetta e quali sono i requisiti per richiederlo

Il bonus 500 euro al mese per l'affitto arriva per i genitori separati e divorziati grazie alla Legge di Bilancio 2026: ecco come funziona, chi può richiederlo e quali sono i requisiti economici e familiari da rispettare.

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Redazione deQuo
17 Settembre 2026
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  • Il bonus affitto per genitori separati e divorziati nasce dal Fondo per il sostegno abitativo istituito dalla Legge di Bilancio 2026 e copre il 50% del canone di locazione, fino a un massimo di 500 euro al mese.
  • Possono richiederlo i genitori non assegnatari della casa familiare, con almeno un figlio a carico fino a 21 anni e un reddito Irpef entro 35.000 euro l’anno.
  • La domanda potrà essere presentata online tramite una piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma il bando attuativo non è ancora stato pubblicato: l’apertura è attesa in autunno 2026.

Il bonus di 500 euro al mese per l’affitto riservato ai genitori separati o divorziati nasce da una situazione che migliaia di famiglie italiane vivono ogni anno. Dopo una separazione o un divorzio, la casa coniugale viene spesso assegnata al genitore collocatario dei figli, mentre l’altro genitore deve cercarsi una nuova sistemazione, continuando però a versare l’assegno di mantenimento. Il costo di un doppio affitto, in questi casi, pesa in modo significativo sul bilancio familiare. Per attenuare questo squilibrio, la manovra 2026 ha introdotto un fondo dedicato, che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta ora trasformando in un contributo concreto. Vediamo come funziona e da quando sarà in vigore.

Cos’è il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati

Il Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati è stato istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), all’articolo 56. La dotazione è pari a 20 milioni di euro l’anno, per un totale di 60 milioni di euro nel triennio 2026-2028.

Come confermato dallo stesso Mit in una nota del 29 agosto 2026, la norma istitutiva è pronta e il Ministero ha inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) la comunicazione necessaria per sbloccare le risorse. L’obiettivo è sostenere una prima platea stimata in almeno 5.000 beneficiari, con proiezioni che nel tempo potrebbero arrivare fino a 15.000 persone.

Il bonus affitto si inserisce in un tema più ampio, quello dell’assegnazione della casa familiare dopo la separazione o il divorzio. L’articolo 337-sexies del Codice civile stabilisce che il godimento della casa familiare viene attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli minorenni o dei figli maggiorenni non ancora economicamente autosufficienti a restare nell’ambiente domestico in cui sono cresciuti.

Quando manca questo presupposto, il giudice non può disporre l’assegnazione della casa coniugale per mera esigenza economica di uno dei due ex coniugi. Il genitore che rimane privo della casa, in questi casi, è proprio la figura a cui il nuovo fondo statale intende offrire un sostegno economico per l’affitto di una nuova abitazione.

Approfondisci leggendo Assegnazione casa coniugale dopo separazione: requisiti e condizioni

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A chi spetta il bonus affitto: quali sono i requisiti

Il contributo è pensato per i genitori legalmente separati o divorziati che, dopo la fine del rapporto, restano senza la disponibilità della casa familiare.

In base a quanto reso noto dal Mit e ripreso dalle prime bozze del decreto attuativo, i requisiti principali per ottenerlo sono:

  • essere genitori separati o divorziati e non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà;
  • avere almeno un figlio fiscalmente a carico di età non superiore a 21 anni;
  • essere in regola con il versamento dell’assegno di mantenimento;
  • avere un reddito annuo, ai fini Irpef, non superiore a 35.000 euro (non si utilizza l’ISEE);
  • disporre di un contratto di locazione regolare, registrato presso l’Agenzia delle Entrate;
  • non possedere altri immobili residenziali nel raggio di circa 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare;
  • non essere già assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica;
  • non beneficiare di altri contributi pubblici incompatibili destinati al pagamento dell’affitto.

La scelta di basarsi sul reddito Irpef individuale, e non sull’ISEE, rappresenta una differenza rilevante rispetto a molte altre misure di welfare abitativo, come i contributi regionali già esistenti in alcune Regioni.

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Come si calcola

Il bonus copre il 50% delle spese sostenute per il canone di locazione, entro un tetto massimo di 500 euro al mese, per un totale di 6.000 euro l’anno e fino a dodici mensilità. In pratica, l’importo non è uguale per tutti, ma dipende dal canone effettivamente pagato: con un affitto di 600 euro mensili il contributo si ferma a 300 euro, mentre con un canone di 1.200 euro il calcolo del 50% supererebbe il tetto e il contributo resterebbe comunque fermo a 500 euro.

Le modalità di erogazione definitive non sono ancora state pubblicate in via ufficiale. Alcune fonti giornalistiche, che riprendono le prime indiscrezioni sul decreto attuativo, indicano che il beneficio potrebbe essere liquidato in un’unica soluzione, nei limiti delle risorse disponibili e seguendo l’ordine di una graduatoria basata su criteri di priorità – come il numero di figli a carico, la disabilità del richiedente o dei figli, la disoccupazione involontaria e la residenza in un Comune ad alta tensione abitativa. Si tratta però di elementi da confermare con la pubblicazione ufficiale del bando, quindi vanno presi con la dovuta cautela fino a quel momento.

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Quando e come si potrà fare domanda

Al momento non è ancora possibile presentare domanda. Il Mit ha indicato come obiettivo la pubblicazione del bando attuativo nell’autunno 2026, dopo il completamento dell’iter tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero dell’Economia e delle Finanze. Una volta pubblicato l’avviso, la domanda dovrebbe essere presentata esclusivamente online, attraverso una piattaforma dedicata del Mit, con l’utilizzo degli strumenti di identità digitale previsti dal Ministero (tipicamente Spid o Cie).

Chi ritiene di avere i requisiti può nel frattempo mettere in ordine la documentazione da presentare per richiedere il contributo:

  • il contratto di locazione registrato;
  • l’ultima dichiarazione dei redditi;
  • gli atti relativi alla separazione o al divorzi;
  • la prova del versamento dell’assegno di mantenimento.

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Bonus affitto genitori separati o divorziati – Domande frequenti

Il bonus 500 euro affitto genitori separati è già attivo?

No. La norma istitutiva del fondo è stata approvata, ma il bando attuativo del Mit non è ancora stato pubblicato: la domanda non si può ancora presentare.

Il bonus copre l’intero canone di locazione?

No, copre il 50% del canone, fino a un massimo di 500 euro al mese e 6.000 euro l’anno.

Il bonus è compatibile con altri aiuti per l’affitto?

No, in base a quanto reso noto finora il contributo non sarà cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto.

Riferimenti normativi

  • legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), articolo 56 – Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati;
  • articolo 337-sexies del Codice civile – assegnazione della casa familiare;
  • Tribunale di Potenza, 23 gennaio 2026, n. 164;
  • nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 29 agosto 2026 sul Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati.
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