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Pensione minima e assegno sociale: differenze, requisiti e importi 2026

Cosa sono pensione minima e assegno sociale? A chi spettano? Quali sono i relativi importi nel 2026? Ecco tutti i dettagli e le differenze tra i due sussidi.

Pensione minima e assegno sociale 2026
  • Pensione minima e assegno sociale sono due misure di sostegno al reddito.
  • Mentre la pensione minima è una prestazione previdenziale legata ai contributi versati, l’assegno sociale è una misura assistenziale non basata su contributi e non reversibile.
  • La pensione minima è riconosciuta dall’INPS automaticamente; per ottenere l’assegno sociale, invece, occorre presentare domanda telematica al predetto istituto previdenziale.

La pensione minima e l’assegno sociale sono misure assistenziali pensate per assicurare un sostegno economico a coloro che, a causa di redditi troppo bassi o carriere discontinue, rischiano di gestire la propria vecchiaia con redditi insufficienti.

Mentre la pensione minima è una prestazione previdenziale che viene integrata per raggiungere una soglia minima, l’assegno sociale è una prestazione assistenziale per chi non ha redditi e non ha diritto alla pensione. Dunque, mentre la prima presuppone contributi versati, il secondo è riservato a chi non ne ha.

In questo articolo ti spiego dettagliatamente:

  • cosa sono pensione minima e assegno sociale;
  • come funzionano le due misure;
  • quali sono i rispettivi importi attuali.

Cos’è la pensione minima

La pensione minima (conosciuta anche come integrazione al trattamento minimo) è un’integrazione economica garantita dall’INPS per portare le pensioni troppo basse a una soglia minima vitale stabilita per legge. La pensione minima non è altro che uno strumento di equità sociale, avente l’obiettivo di garantire un tenore di vita dignitoso a chi è in pensione.

Questa misura riguarda soprattutto molte donne, le cui carriere risultano frammentate per motivi familiari e, in molti casi, meno pagate rispetto a quelle degli uomini. Generalmente si tratta di persone con più di 67 anni, che hanno maturato il numero minimo di anni di contribuzione, senza, tuttavia, raggiungere l’importo previsto dal trattamento minimo INPS.

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Quali sono i requisiti della pensione minima

Per poter fruire della pensione minima è necessario essere in possesso di determinati requisiti, cioè:

  • essere titolari di una pensione diretta (vecchiaia) oppure indiretta (reversibilità), calcolata con il sistema retributivo o misto;
  • risiedere in Italia;
  • percepire redditi personali o, se coniugati, anche familiari, entro i limiti previsti dalla legge.

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Come si accede al trattamento minimo

Solitamente non occorre presentare una domanda specifica per ottenere l’integrazione al trattamento minimo; quest’ultimo viene quasi sempre riconosciuto dall’INPS nel momento in cui viene erogata la pensione base.

Tuttavia, vi sono specifici casi in cui potrebbe occorrere un tuo intervento, come:

  • la presenza di variazioni reddituali, in quanto la pensione minima è legata al requisito reddituale e il diritto può subire variazioni di anno in anno in base alle tue entrate;
  • richieste pregresse, nel senso che, qualora l’integrazione non fosse stata applicata in passato per mancanza di dati o per un errore, devi presentare una domanda di “ricostituzione della pensione per motivi reddituali”.

Approfondisci con Pensione opzione donna INPS: il 2026 dice addio al trattamento pensionistico anticipato per le lavoratrici

Gli importi della pensione minima nel 2026

La circolare INPS del 19 dicembre 2025 n. 153 fissa gli importi provvisori del trattamento minimo per il 2026, che costituiscono anche il parametro di riferimento per la determinazione dei limiti reddituali che servono per accedere alle prestazioni collegate al reddito.

Dal 1° gennaio 2026 è scattato un aumento provvisorio dell’1,4% per compensare l’inflazione registrata nel 2025. La rivalutazione dell’1,4% è riconosciuta:

  • integralmente alle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo;
  • in misura ridotta agli importi superiori.

Dunque, nel 2026 l’importo della pensione minima è di 611,85 euro mensili, pari a circa 7.954 euro annui.

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Trattamento minimo e lavoratori “post-1996

I lavoratori “post-1996” (primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996) calcolano la pensione con il sistema contributivo puro e non hanno diritto all’integrazione al minimo.

Per accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni, l’importo maturato deve essere pari almeno all’assegno sociale (546,24 euro mensili per il 2026), oppure è necessario attendere il compimento di 71 anni di età con soli 5 anni di contributi effettivi.

Scopri di più su Isopensione: cos’è e come funziona il prepensionamento

Cos’è l’assegno sociale

L’assegno sociale, che dal 1996 ha sostituito la pensione sociale, è una prestazione assistenziale rivolta a chi non ha versato contributi o ne ha versati troppo pochi, e si trova in condizioni di difficoltà economiche e con redditi annuali inferiori alle soglie di legge.

Si tratta di un contributo:

  • non reversibile ai familiari superstiti;
  • non soggetto a pignoramenti, sequestri, cessioni o esportazione all’estero.

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Quali sono i requisiti e come fare domanda

Per ottenere l’assegno sociale, serve possedere i seguenti requisiti:

  • 67 anni di età;
  • cittadinanza italiana e situazioni equiparate;
  • residenza effettiva in Italia;
  • requisito dei 10 anni di soggiorno legale e continuativo in Italia (dal 2009);
  • essere in uno stato di necessità economica con specifici limiti di reddito.

Per richiedere l’assegno sociale occorre inviare la domanda online all’INPS attraverso il servizio dedicato, oppure è possibile rivolgersi al Contact Center (al numero 803 164, gratuito da telefono fisso o al numero 06 164 164 da cellulare), a un patronato o a intermediari autorizzati, che si occupano dell’invio telematico della richiesta.

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A quanto ammonta l’assegno sociale nel 2026

L’importo massimo dell’assegno sociale per l’anno 2026 è di 546,24 euro mensili per 13 mensilità, grazie alla rivalutazione provvisoria dell’1,4%.

Il limite di reddito annuo è di:

  • 7.101,12 euro per le persone non coniugate;
  • 14.202,24 euro per i coniugati.

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