Caso Salvini ed Epstein files: cosa dicono i documenti e quali sono i rischi legali
L'analisi delle relazioni tra il leader della Lega e Steve Bannon presente negli Epstein Files. Il focus sulle strategie di finanziamento e i rischi di interferenza estera nel panorama politico sovranista europeo.
Il nome di Matteo Salvini compare tra le 89 e le 96 volte all’interno dei circa 3 milioni di documenti relativi al finanziere Jeffrey Epstein, resi pubblici nel febbraio 2026. L’analisi dei file rivela che le citazioni non sono legate ai crimini di natura sessuale contestati a Epstein, ma riguardano una fitta rete di interlocuzioni politiche e strategie di finanziamento per la destra sovranista europea.
Il dibattito parlamentare apertosi in Italia si concentra sulla trasparenza dei flussi finanziari e sul rischio di interferenze estere, con particolare riferimento all’attività di Steve Bannon nel periodo 2018-2019. Ecco quali sono le informazioni emerse finora sulla vicenda.
Cosa sono gli Epstein files?
I cosiddetti Epstein files sono una vasta raccolta di documenti legali — circa 3 milioni di atti — resi pubblici tra gennaio e febbraio 2026, riguardanti le indagini sul finanziere Jeffrey Epstein. La raccolta include verbali di deposizioni, email, elenchi di contatti e documenti processuali che svelano la rete di relazioni internazionali di Epstein.
Sebbene Epstein fosse noto per reati di natura sessuale, i file pubblicati nel 2026 hanno evidenziato anche una fitta rete di interlocuzioni politiche e strategie di finanziamento legate a figure di rilievo internazionale. I documenti hanno infatti rivelato contatti e menzioni frequenti di leader politici e consiglieri strategici (come Steve Bannon), spesso in relazione a progetti per influenzare movimenti politici in Europa e negli Stati Uniti;
Negli atti compaiono numerosi riferimenti a esponenti politici italiani, citati decine di volte in scambi di email riguardanti strategie elettorali e raccolta fondi per i partiti sovranisti nel periodo 2018-2019. La pubblicazione di questi file ha scatenato un acceso dibattito parlamentare sulla trasparenza dei finanziamenti esteri e sulla sicurezza delle istituzioni democratiche.

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Perché il nome di Salvini appare negli Epstein files?
La presenza del leader della Lega nei documenti è riconducibile quasi esclusivamente ai suoi rapporti con Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca, il quale intratteneva scambi epistolari costanti con Epstein.
Dalle analisi dei metadati e dei testi emergono i seguenti punti chiave:
- l’interesse di Epstein per il progetto “The Movement“, la coalizione di partiti sovranisti che Bannon intendeva strutturare in Europa;
- una email del 2019 in cui Bannon comunica a Epstein di trovarsi a Milano per incontrare Salvini, ricevendo dal finanziere un commento di approvazione;
- la pianificazione di attività di fundraising e la ricerca di servizi digitali avanzati per sostenere la crescita della Lega e del Rassemblement National (partito politico francese);
- la menzione di consulenti politici polacchi e internazionali impegnati a veicolare risorse verso la galassia dell’ultradestra europea.
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Ci sono implicazioni legali?
Nonostante al momento non vi siano prove di trasferimenti monetari diretti, la magistratura e le opposizioni valutano la conformità di tali rapporti con le normative italiane sui finanziamenti ai partiti. Sotto il profilo del rischio legale e reputazionale, potrebbero verificarsi gli scenari indicati nella tabella di seguito.
| Rischio | Riferimento normativo |
| Finanziamento Illecito | La Legge n. 3 del 2019 (Legge Spazzacorrotti) vieta contributi da parte di soggetti stranieri ai partiti politici italiani |
| Responsabilità Enti | Il Decreto Legislativo n. 231 del 2001 prevede sanzioni per gli enti che traggono profitto da attività illecite commesse dai propri vertici |
| Interferenza Estera | Il monitoraggio del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) su tentativi di condizionamento dei processi democratici |

Le reazioni politiche
In seguito alla pubblicazione dei documenti, Matteo Salvini ha smentito ogni legame diretto con il finanziere americano, sottolineando di non aver mai ricevuto “un solo dollaro o un rublo” da tali reti.
La difesa si articola su tre punti principali:
- la totale estraneità rispetto alle vicende di cronaca nera e agli abusi commessi da Epstein nelle sue proprietà;
- la natura esclusivamente politica e occasionale del rapporto con Steve Bannon, limitato a un unico incontro formale;
- la contestazione della veridicità di alcune ricostruzioni presenti nei file, definite come tentativi di screditare l’azione del Governo italiano.
In Parlamento, tuttavia, il Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra hanno depositato interrogazioni urgenti. Le opposizioni chiedono di chiarire se i servizi digitali e le strategie di profilazione citati nei documenti abbiano alterato la competizione elettorale delle europee del 2019, quando la Lega ottenne il 34,3% dei consensi.
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