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Sono stato convocato dalla Guardia di Finanza: cosa può essere?

Controllo della GdF: consigli pratici su come funziona e come comportarsi, anche nei casi più complicati come il controllo a domicilio o sul conto corrente.

convocazione guardia di finanza
  • La convocazione da parte della Guardia di Finanza è un’attività che mira a controllare il corretto adempimento degli obblighi fiscali.
  • Il controllo della finanza può svolgersi con diverse modalità, presso la sede del Comando più vicina, oppure presso il luogo in cui si svolge l’attività.
  • Il controllo a casa o sui conti corrente deve essere preventivamente autorizzato ed è previsto al ricorrere di determinate condizioni a tutela del soggetto indagato.

Ricevere una convocazione da parte della Guardia di Finanza è motivo di preoccupazione. La reazione più comune è pensare di aver commesso qualcosa di grave, di aver dimenticato una scadenza o di aver commesso un errore e, inevitabilmente, si immaginano conseguenza catastrofiche.

In realtà, non è sempre cosi. Non necessariamente, si tratta di un motivo grave. In molti casi, infatti, potrebbe trattarsi di un semplice controllo di routine, che, però non devi, in ogni caso, sottovalutare. La maggior parte delle volte, la convocazione da parte della GdF nasce da semplici controlli automatici, fatti annualmente o da banali richieste di chiarimento.

In ogni caso, può senza dubbio esserti utile sapere cosa fare se vieni convocato dalla Guardia di Finanzia e conoscere i tuoi diritti per evitare eventuali problemi in futuro.

In cosa consiste il controllo della GdF

Il controllo della Guardia di Finanza è un’attività di verifica finalizzata a confrontare che gli obblighi fiscali (dichiarativi o di versamento), attribuiti al contribuente, siano correttamente adempiuti. Esistono più tipologie di controllo che dipendono strettamente dalla natura del contribuente (privati, imprese, società, liberi professionisti) e dal motivo alla base della verifica.

In linea generale, si distingue fra:

  1. controllo c.d. a tavolino presso l’Ufficio della GdF più vicino rispetto al tuo domicilio fiscale, indicato in dichiarazione;
  2. accesso o verifica c.d. in loco presso uffici di società o di partite Iva, da parte dei funzionari.

Nel caso di controllo a tavolino, la GdF ti notifica una convocazione in cui ti spiega, a grandi linee, il motivo per il quale ti ha convocato.

Discorso diverso per gli accessi o le verifiche, che possono avvenire anche senza la notifica di un preventivo avviso. Qualche anno fa avevano fatto discutere gli accessi, a sorpresa, della GdF e dell’Agenzia delle Entrate, presso locali e luoghi pubblici, che giocando sull’effetto sorpresa, avevano stanato diverse irregolarità commesse da alcuni esercenti attività commerciali.

LEGGI ANCHE Come scrivere una lettera anonima alla Guardia di Finanza

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Quando scatta il controllo della Guardia di Finanza?

L’imput del controllo può partire da diversi elementi. La GdF può avviare un controllo perché può rilevare un dato incongruente o non conforme della tua dichiarazione dei redditi sulla base di un incrocio di dati, o può rilevare movimenti bancari anomali, detrazioni fiscali eccessive (o anche a seguito di segnalazioni).

Negli ultimi anni, oltre ai controlli sulla base di non conformità risultanti da sistemi automatici, sono state istituite verifiche volte a controllare determinate categorie di contribuenti. Per esempio, qualche anno fa è stata oggetto di controlli a tappeto la categoria di tassisti e qualche anno prima quella dei gioiellieri.

Come avviene il controllo della Guardia di Finanza

Il controllo della GdF è disciplinato da regole ben precise, in ragione della tipologia di verifica. In ogni caso, durante il controllo ti viene generalmente richiesto di esibire specifica documentazione (dichiarazioni dei redditi, giustificativi di detrazioni fiscali) e di fornire spiegazioni su eventuali incongruenze (es. dichiarazione di un reddito basso e acquisto di beni o vacanze di lusso).  

È importante attenersi strettamente alle richieste, fornendo esclusivamente la documentazione espressamente indicata. Se non presenti la documentazione o ne presenti presenti una sbagliata o contenente errori, non puoi dopo aggiustare molto il tiro in caso di eventuale contenzioso.

Ai sensi dell’art. 32, D.P.R. n. 600/73, le informazioni e la documentazione non fornita all’Ufficio non può essere utilizzata successivamente a favore del contribuente in sede amministrativa o contenziosa. Si tratta, dunque, di un momento delicato, per il quale è consigliabile farsi assistere da un avvocato tributarista.

Ti consigliamo di leggere anche Quanti anni indietro può controllare la Guardia di Finanza? Ecco cosa sapere per non rischiare

Cosa succede dopo la convocazione della GdF

Al termine del controllo, il funzionario è tenuto a fornirti un verbale, cioè una sorta di resoconto sulle attività svolte nel corso della verifica, sulla documentazione da te fornita, nonché su eventuali richieste di integrazione.

L’esito del controllo può essere:

  • l’archiviazione, che vuol dire che non è stata riscontrata alcuna irregolarità o che questa si è risolta.
  • una segnalazione all’Agenzia delle Entrate, nel caso in cui dal controllo sia emersa una più grave contestazione, che non si è chiarita con la documentazione che hai prodotto o con le spiegazioni che hai fornito;
  • la richiesta di pagamento di un tributo o di sanzioni;
    la segnalazione alla Procura della Repubblica in caso di violazioni di norme penali.
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La Guardia di Finanza può fare un controllo a casa?

Un controllo della GdF a casa è un’eventualità che (comprensibilmente) spaventa molto. Sul punto, vi è un po’ di confusione. Anzitutto è importante chiarire che la Guardia di Finanza ha il potere di fare un controllo a casa tua, ma in casi molto rari e gravi e nel rispetto di regole rigorose.

Il funzionario fiscale non può infatti entrare liberamente a casa tua, ma è necessaria un’autorizzazione preventiva, rilasciata da un giudice o da un PM, che è tenuto a mostrarti prima di accedere al tuo domicilio. In assenza di tale autorizzazione puoi rifiutarti di fare entrare qualsiasi finanziere.

La GdF, se autorizzata, può accedere alla tua abitazione, acquisire documenti e chiederti spiegazioni. Se hai qualche dubbio, relativo alle richieste della finanza, puoi riservarti sempre il diritto di confrontarti prima con il tuo consulente fiscale.

Controllo della GdF in caso di lavoro svolto da casa

Particolare attenzione merita l’ipotesi in cui, all’interno di un medesimo immobile, si abiti e si svolga anche la propria attività lavorativa. È il classico caso di un soggetto, con partita IVA, che lavora da casa. In tale ipotesi, la GdF può entrare presso la tua abitazione, ma effettuare il controllo limitatamente all’area ove lavori. Ciò significa che, in assenza di specifica autorizzazione, non può avere accesso e controllare altre aree della tua casa adibite alla tua vita privata.

La Guardia di Finanza può controllare il conto corrente?

Altro tema abbastanza delicato riguarda il potere di controllo della Guardia di Finanza sui conti correnti. Prima di tutto, è importante chiarire che, in linea generale, la finanza può controllare il tuo conto corrente, ma, anche in questo caso, deve rispettare regole precise, poste a tua tutela.

La Guardia di Finanza può controllare il conto corrente del contribuente solo nell’ambito di verifiche fiscali o accertamenti tributari. Ciò significa che il funzionario non può avere accesso al tuo conto senza un valido motivo, che non riguardi la tua posizione fiscale e senza una preventiva autorizzazione.

Da un punto di vista pratico, il controllo avviene mediante l’accesso al portale dell’Anagrafe dei Rapporti Finanziari, senza bisogno del consenso dell’interessato. Non è previsto neppure che tu sia avvisato preventivamente per il mero controllo.

Solo nel caso in cui, dal controllo, emergano irregolarità o anomalie, è previsto l’obbligo di informare l’interessato. Questo vuol dire che, se non emergono violazioni, potresti non venire mai a conoscenza del fatto che il tuo conto sia stato controllato.

per cosa ti può chiamare la guardia di finanza

In quali casi la Guardia di Finanza controlla il conto corrente?

È importante precisare che la verifica del conto corrente è un’ipotesi non frequente, per le ovvie implicazioni in termini di privacy, che tale controllo comporta.

Si tratta attività che può riguardare sia il privato cittadino sia, più frequentemente, i titolari di partita IVA e avviene su delega dell’Agenzia delle Entrate o nell’ambito di controlli della polizia economico-finanziaria.

Il controllo del conto corrente serve a individuare eventuali movimenti di denaro non coerenti con il reddito dichiarato, come versamenti ingiustificati, bonifici frequenti o somme rilevanti, che non siano diversamente indagabili.

A questo proposito leggi Da cosa è disciplinato il reato di riciclaggio in Italia?

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Avv. Debora Mirarchi
Esperta in diritto tributario
Laureata all’Università di Bologna, sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2012. Negli anni, ho collaborato con studi operanti nel settore tributario, acquisendo una significativa esperienza nella consulenza nazionale e internazionale, con focus in materia di fiscalità. Unitamente all’esercizio della professione, ho coltivato la passione per la scrittura, collaborando, in qualità di autrice, con le principali riviste specialistiche di settore.
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