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Come diventare notaio in Italia: percorso, concorso e guadagni

Quali sono i passaggi necessari per diventare notaio? Dal titolo di studio alla pratica fino al concorso pubblico, ecco tutto quello che c'è da sapere su una delle professioni più ambite nel mondo del diritto.

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Redazione deQuo
14 Aprile 2026
come diventare notaio in italia
  • Per diventare notaio sono necessari 5 anni di laurea in Giurisprudenza, 18 mesi di pratica notarile (ridotti a 8 mesi per avvocati e funzionari giudiziari) e il superamento del concorso pubblico bandito dal Ministero della Giustizia.
  • Il notaio è un pubblico ufficiale dello Stato (art. 1, L. 89/1913): esercita una funzione di certezza giuridica e non può essere sostituito da altre figure professionali per gli atti che richiedono la forma pubblica notarile. Il concorso prevede 3 prove scritte e un esame orale, con un massimo di 3 tentativi nella vita; esiste un limite d’età di 50 anni per partecipare.
  • Il numero dei posti disponibili sul territorio nazionale è determinato dal Ministero della Giustizia tramite tabella ministeriale, aggiornata ogni tre anni in base a popolazione, volume degli affari e caratteristiche del territorio.

Il notaio è un pubblico ufficiale istituito per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarli e rilasciarne copie, estratti e certificati, ai sensi dell’art. 1 della Legge Notarile (L. 16 febbraio 1913, n. 89).

A differenza dell’avvocato, che tutela gli interessi di una parte, il notaio è imparziale: rappresenta gli interessi di entrambe le parti e dello Stato. Nessun accordo privato può sostituire l’atto notarile nei casi in cui la legge lo richieda: acquisto e vendita di immobili, costituzione di società, donazioni, testamenti, costituzione di ipoteche.

Le principali attività del notaio riguardano:

  • contratti di compravendita immobiliare e atti di trasferimento di proprietà;
  • atti societari: costituzione, modifica e scioglimento di società di capitali e di persone;
  • donazioni e testamenti: redazione, apertura e pubblicazione;
  • mutui e ipoteche: stipula di contratti di finanziamento garantiti da immobili;
  • separazioni e divorzi consensuali (introdotti dalla L. 162/2014, cd. divorzio breve);
  • autentiche di firme e copie conformi.

In questa guida illustreremo qual è il percorso da intraprendere per diventare notaio e cercheremo di dare delle risposte esaustive alle domande appena poste. 

Gli studi per diventare notaio

Per intraprendere la carriera notarile è necessario conseguire la laurea magistrale in Giurisprudenza (corso di laurea a ciclo unico, LMG/01), della durata di 5 anni, presso un’università italiana pubblica o privata riconosciuta, oppure presso un’università straniera con titolo equivalente riconosciuto.

Non è possibile accedere alla professione notarile con una laurea in Economia, in Scienze Politiche o in altre discipline: la laurea in Giurisprudenza è requisito inderogabile, così come stabilito dall’art. 5 della L. 89/1913.

Al termine della laurea, il percorso prevede:

  • la pratica notarile della durata di 18 mesi (o 8 mesi per avvocati e funzionari giudiziari);
  • la partecipazione al concorso pubblico bandito dal Ministero della Giustizia.

Non esiste un percorso universitario specialistico denominato “scuola notarile”: la preparazione al concorso avviene attraverso lo studio individuale, la frequenza di corsi privati di preparazione e la pratica svolta presso uno studio notarile.

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Quanti notai ci possono essere in Italia?

Il numero dei notai esercenti sul territorio nazionale non è libero: è determinato dal Ministero della Giustizia attraverso una tabella ministeriale aggiornata ogni tre anni, in base a tre parametri:

  1. il numero degli abitanti della circoscrizione;
  2. la quantità e il valore degli affari per i quali è richiesto l’intervento del notaio;
  3. le caratteristiche geografiche e socioeconomiche del territorio.

Ogni sede notarile corrisponde a un posto disponibile nel distretto notarile di riferimento. Al momento del superamento del concorso, i vincitori scelgono la sede in ordine di graduatoria: chi si posiziona più in alto ha più opzioni tra le sedi disponibili. Il numero complessivo di notai in Italia si aggira attorno alle 5.000–6.000 unità, con una distribuzione molto disomogenea tra aree urbane e zone rurali.

Quali sono i requisiti per svolgere la pratica notarile

Per iscriversi al praticantato notarile è necessario soddisfare i seguenti requisiti, stabiliti dalla L. 89/1913 e dai regolamenti del Consiglio Nazionale del Notariato:

  • possesso della laurea magistrale in Giurisprudenza conseguita presso un’università italiana o straniera con titolo equivalente riconosciuto;
  • cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea;
  • assenza di precedenti penali o di condanne incompatibili con l’esercizio della pubblica funzione;
  • assenza di cause di incompatibilità con la professione notarile (es. svolgimento contemporaneo di attività commerciali, mandato parlamentare, ecc.).

Avvocati già iscritti all’albo e funzionari dell’ordine giudiziario possono svolgere la pratica in forma ridotta, pari a 8 mesi anziché 18.

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Come si svolge il praticantato notarile

Il praticantato notarile si svolge presso uno studio notarile, che il praticante deve individuare autonomamente. Dopo aver trovato il notaio tutor disponibile, il praticante deve:

  1. iscriversi al Registro dei praticanti presso il Consiglio Notarile del distretto di competenza territoriale;
  2. svolgere attività di pratica effettiva presso lo studio per tutta la durata prevista;
  3. presentare ogni 2 mesi un certificato firmato dal notaio tutor che attesti l’effettivo e continuativo svolgimento del praticantato.

Il praticantato non è necessariamente retribuito: la remunerazione è a discrezione del notaio e non è regolata da un minimo contrattuale. Nella pratica, molti studi notarili riconoscono un rimborso spese o una borsa di studio. È consigliabile verificare le condizioni prima di iniziare, anche tramite il Consiglio Notarile distrettuale o le associazioni di categoria.

Come funziona il concorso pubblico per diventare notaio

Il concorso per la nomina a notaio è un concorso pubblico bandito dal Ministero della Giustizia, in quanto il notaio è un pubblico ufficiale. Il bando è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e, in via ordinaria, viene emesso con cadenza annuale, anche se storicamente si sono registrati anni senza bando o con più bandi.

Possono partecipare coloro che hanno concluso il praticantato entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando. È previsto un limite massimo di età di 50 anni per la partecipazione.

Ciascun candidato ha a disposizione un massimo di 3 tentativi complessivi nell’arco della propria vita: dopo il terzo insuccesso, non è più possibile partecipare al concorso.

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Le prove scritte

L’esame scritto si compone di 3 prove teorico-pratiche, che si svolgono in giorni distinti. Al candidato è richiesta la redazione di:

  1. un atto di ultima volontà (testamento), con verifica della conoscenza delle norme in materia successoria;
  2. un atto tra vivi in materia di diritto civile (es. compravendita immobiliare, donazione, costituzione di diritti reali);
  3. un atto tra vivi in materia di diritto commerciale (es. costituzione di società, fusione, cessione di quote).

Le prove scritte simulano la reale attività del notaio: non si tratta di domande a risposta aperta o a risposta multipla, ma della stesura completa di atti giuridici formalmente validi. La valutazione tiene conto della correttezza tecnico-giuridica, della chiarezza espositiva e del rispetto delle forme prescritte dalla legge.

L’esame orale

L’esame orale si svolge successivamente per i candidati che hanno superato le prove scritte. Il candidato è interrogato nelle seguenti materie:

  • diritto civile;
  • diritto commerciale;
  • volontaria giurisdizione (procedimenti non contenziosi davanti al giudice, spesso coinvolgenti atti notarili);
  • ordinamento del Notariato e degli archivi notarili (L. 89/1913 e normativa secondaria);
  • imposte indirette applicabili agli atti notarili (imposta di registro, ipotecaria, catastale, IVA su atti immobiliari, imposta sulle successioni e donazioni).

L’ampiezza delle materie richiede una preparazione approfondita e multidisciplinare: la componente fiscale, in particolare, è spesso sottovalutata dai candidati, ma risulta determinante nella valutazione complessiva.

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La commissione esaminatrice

La commissione che valuta le prove del concorso notarile è composta da:

  • 1 magistrato di Cassazione, con funzioni di Presidente;
  • 1 magistrato idoneo alla nomina di Cassazione, con funzioni di Vice Presidente;
  • 7 magistrati con qualifica di magistrato di appello;
  • 6 professori universitari (ordinari o associati) di materie giuridiche;
  • 9 notai con almeno 10 anni di anzianità nell’esercizio della professione.

La composizione mista – magistratura, accademia e professione notarile – riflette la natura del concorso, che richiede al candidato sia solide basi teoriche sia la capacità di redigere atti praticamente validi.

Cosa succede dopo aver superato il concorso per diventare notaio

Al termine delle correzioni, il Ministero della Giustizia pubblica una graduatoria nazionale con i punteggi ottenuti. I candidati idonei scelgono la sede notarile in ordine di posizione in graduatoria: chi è più in alto può scegliere tra più opzioni, chi è in fondo si assegna le sedi residue.

La nomina a notaio avviene con un decreto del Direttore Generale della Giustizia Civile del Ministero della Giustizia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Dopo la nomina, il neo notaio deve:

  1. prestare giuramento davanti al Tribunale della sede di esercizio;
  2. aprire lo studio notarile entro 3 mesi dalla data del decreto di nomina (non dalla pubblicazione della graduatoria);
  3. iscriversi al ruolo del distretto notarile di appartenenza;
  4. depositare il proprio sigillo e gli atti di riferimento presso il Consiglio Notarile distrettuale.

Il mancato rispetto del termine di apertura dello studio può comportare la decadenza dalla nomina.

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Quanto guadagna un notaio

Il notaio esercita la professione come libero professionista: non ha un reddito fisso garantito, ma percepisce gli onorari per ciascun atto stipulato. Con il D.L. 223/2006 (decreto Bersani) e il successivo D.L. 1/2012, le tariffe minime obbligatorie per i notai sono state abolite: il compenso è oggi liberamente pattuito con il cliente, fermo restando il rispetto dei parametri indicativi fissati dal Consiglio Nazionale del Notariato.

Il reddito di un notaio dipende da:

  • ubicazione dello studio: le sedi nei grandi centri urbani o nelle aree con intensa attività immobiliare hanno volumi d’affari molto superiori a quelli delle sedi rurali;
  • anzianità professionale: gli studi consolidati beneficiano di una clientela fidelizzata e di una reputazione consolidata;
  • volume e tipologia degli atti: le compravendite immobiliari e le operazioni societarie complesse generano onorari significativamente più elevati rispetto alle semplici autentiche di firma.

Indicativamente, i redditi medi si collocano in questi range:

  1. notaio neoabilitato in sede piccola: 60.000–80.000 euro/anno lordi;
  2. notaio con anzianità media in sede medio-grande: 100.000–200.000 euro/anno lordi;
  3. notaio con studio affermato in grande città: oltre 200.000–300.000 euro/anno lordi.

Si tratta di redditi lordi: dalle entrate il notaio deve sottrarre le spese dello studio (personale, locali, software, archivio), i contributi previdenziali alla Cassa del Notariato e le imposte.

Quali sono gli obblighi del notaio in esercizio

Il notaio in esercizio è soggetto a una serie di obblighi professionali e deontologici, la cui violazione può comportare sanzioni disciplinari fino alla destituzione dall’ufficio, ai sensi del D.Lgs. 1° agosto 2006, n. 249.

Si tratta di:

  • obbligo di conservazione degli atti: il notaio deve conservare i repertori e i protocolli e versarli periodicamente all’Archivio Notarile distrettuale;
  • obbligo di formazione continua: il Consiglio Nazionale del Notariato prescrive l’aggiornamento professionale periodico obbligatorio;
  • obbligo di imparzialità: il notaio non può rogare atti nei quali abbia un interesse personale o che coinvolgano i propri familiari;
  • assicurazione professionale obbligatoria: il notaio deve essere coperto da idonea polizza per i danni causati nell’esercizio dell’attività;
  • divieto di pubblicità comparativa o ingannevole e obbligo di rispettare i principi deontologici fissati dal Consiglio Nazionale del Notariato;
  • obblighi antiriciclaggio ai sensi del D.Lgs. 231/2007: il notaio è soggetto obbligato all’adeguata verifica della clientela e alla segnalazione delle operazioni sospette all’UIF.

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Come diventare notaio – Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per diventare notaio?

Il percorso minimo teorico comprende 5 anni di laurea in Giurisprudenza, 18 mesi di pratica notarile e il tempo necessario a superare il concorso. Considerando i tempi medi di preparazione al concorso (spesso 1–3 anni dopo il praticantato, specialmente per chi non supera al primo tentativo), il percorso complessivo si aggira tra i 7 e i 12 anni dal termine del liceo.

Quante volte si può tentare il concorso notarile?

Il candidato ha a disposizione un massimo di 3 tentativi complessivi, dopodiché non è più possibile partecipare. Per questo è fondamentale presentarsi al concorso con una preparazione solida.

Esiste un limite di età per fare il concorso notarile?

Sì. Il limite massimo di età per partecipare al concorso è di 50 anni. Non è previsto un limite minimo diverso da quello risultante dai requisiti accademici.

È possibile diventare notaio con una laurea in Economia?

No. La laurea in Giurisprudenza (LMG/01, ciclo unico quinquennale) è il requisito tassativo previsto dalla Legge Notarile. Non è ammessa alcuna equipollenza con lauree in altre discipline.

Il praticantato notarile è retribuito?

Non è prevista nessuna retribuzione minima obbligatoria per il praticantato notarile. Alcuni studi riconoscono un rimborso spese o una borsa, ma la situazione varia significativamente da studio a studio. È consigliabile chiarire le condizioni prima di iniziare.

Cosa si intende per sede notarile e come si sceglie?

La sede notarile è il comune o la circoscrizione in cui il notaio è autorizzato a esercitare. La scelta avviene al momento dell’assegnazione post-concorso: i vincitori scelgono in ordine di graduatoria tra le sedi disponibili indicate nel bando. Il trasferimento ad altra sede è possibile successivamente, ma soggetto a procedura e disponibilità di posti.


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