Quota 97,6: la guida completa al pensionamento per lavori usuranti
Chi può ricevere la pensione in anticipo con la cosiddetta Quota 97,6? Scopri quali sono i requisiti per accedere al trattamento pensionistico anticipato per chi svolge un lavoro usurante.
- Quota 97,6 è una misura di anticipo pensionistico riservata a chi svolge lavori usuranti o turni notturni logoranti.
- Per l’accesso nel 2026, è necessario maturare almeno 35 anni di contributi e un’età minima di 61 anni e 7 mesi per i dipendenti.
- La domanda di riconoscimento del beneficio per chi matura i requisiti nel 2026 avrebbe dovuto essere inviata all’INPS entro il 1° maggio 2025, pena lo slittamento della decorrenza dell’assegno.
La normativa italiana prevede una tutela specifica per i lavoratori impiegati in mansioni caratterizzate da un forte logorio psicofisico. Quota 97,6 rappresenta lo strumento principale che permette a queste categorie di ritirarsi dal mondo del lavoro con diversi anni di anticipo rispetto ai requisiti ordinari della Legge Fornero. Con il messaggio n. 801/2025, l’INPS ha delineato i criteri operativi per chi maturerà i requisiti nel corso del 2026, confermando la necessità di una certificazione preventiva delle mansioni svolte.
Quota 97,6: requisiti anagrafici e contributivi per il 2026
Per accedere a questa forma di pensione anticipata, il lavoratore deve soddisfare contemporaneamente un requisito contributivo minimo e una quota data dalla somma di età e anni di lavoro.
Nello specifico, per le maturazioni comprese tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, i parametri sono:
- per i lavoratori dipendenti, almeno 35 anni di contributi e un’età minima di 61 anni e 7 mesi, raggiungendo così la quota di 97,6;
- per i lavoratori autonomi, almeno 35 anni di contributi e un’età minima di 62 anni e 7 mesi, per un totale di quota 98,6.
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Quali sono le categorie e le mansioni considerate usuranti
Il diritto all’anticipo spetta solo a chi ha svolto attività faticose e pesanti per almeno sette anni negli ultimi dieci di lavoro, oppure per metà dell’intera vita lavorativa.
Le categorie principali includono:
- lavori in galleria, cava o miniera – tutte le attività svolte in ambienti sotterranei o di estrazione lapidea;
- lavori ad alte temperature – mansioni in fonderie o colata manuale dove il calore non è schermabile;
- lavorazione del vetro cavo – soffiatori a mano impegnati in processi industriali diretti;
- palombari e addetti ai cassoni ad aria compressa;
- lavori in spazi ristretti – attività di manutenzione navale in intercapedini o doppi fondi;
- asportazione dell’amianto – interventi di bonifica certificati.
A queste si aggiungono i conducenti di mezzi pubblici di trasporto collettivo (capienza non inferiore a 9 posti) e gli operai addetti alla “linea catena” in processi produttivi ripetitivi.
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Pensionamento anticipato per i lavoratori notturni
Il sistema riconosce un’agevolazione specifica anche per chi lavora di notte, parametrata sul numero di turni annui effettuati. Se il lavoratore ha svolto almeno 78 notti all’anno, i requisiti sono identici a quelli dei lavori usuranti (Quota 97,6 per dipendenti).
Per frequenze inferiori, i requisiti si inaspriscono. Infatti:
- turni compresi tra 72 e 77 notti: i dipendenti necessitano di almeno 62 anni e 7 mesi di età (Quota 98,6); gli autonomi di 63 anni e 7 mesi (Quota 99,6);
- per quelli che vanno tra 64 e 71 notti: i dipendenti devono avere 63 anni e 7 mesi (Quota 99,6); gli autonomi 64 anni e 7 mesi (Quota 100,6).
Termini e modalità di presentazione della domanda
L’accesso alla pensione non è automatico. Il lavoratore deve prima ottenere dall’INPS il riconoscimento dello svolgimento di attività usuranti.
Chi prevede di maturare i requisiti nel 2026 deve presentare la domanda di riconoscimento entro il 1° maggio 2025. La richiesta va inoltrata telematicamente allegando il modulo AP45 e la documentazione probatoria (buste paga, libretto di lavoro, contratti).
In caso di presentazione tardiva, la decorrenza della pensione viene differita come segue:
- ritardo entro 1 mese: posticipo di 1 mese;
- ritardo tra 1 e 3 mesi: posticipo di 2 mesi;
- ritardo oltre i 3 mesi: posticipo di 3 mesi.
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Cos’è la previdenza complementare
Oltre alle quote pubbliche, la Legge di Bilancio 2025 ha rafforzato il ruolo dei fondi pensione, come Fondo Priamo, nel facilitare l’uscita anticipata. Gli iscritti alla previdenza complementare possono accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni di età con soli 25 anni di contributi (requisito che salirà a 30 nel 2030).
Questa opzione è percorribile se l’assegno maturato (somma di parte pubblica e complementare) è pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale, con soglie ridotte per le donne con figli.
Una volta ottenuto il parere positivo dall’INPS sul beneficio usuranti, sarà necessario presentare una seconda domanda per l’effettiva liquidazione della pensione con quota 97,6.
Scopri di più su Pensione anticipata lavoratori notturni INPS: cos’è e come funziona
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