25 dic 2020
Diritto Penale

Cos’è il dolo

Significato di dolo, differenza tra intenzionale, diretto, indiretto, generico e specifico, e in cosa consistono la colpa e la preterintenzione quando si parla di delitti.

Quando si parla di reato, a prescindere dalla tipologia, è necessaria la presenza di un nesso psichico-soggettivo tra il reo e l’evento che provoca la lesione: il reato, in pratica, sussiste per volontà del soggetto che lo provoca





La consapevolezza viene dunque attribuita o imputata alla persona che ha commesso l’illecito: quest’ultimo viene punito sulla base di alcuni coefficienti soggettivi, che prendono il nome di dolo o di colpa





In questa guida sarà esaminato il concetto di dolo, con un focus sulle diverse tipologie esistenti, e qual è la differenza fondamentale che esiste rispetto alla colpa







Il nesso psichico nel reato





Nell’articolo 42 comma 1 del Codice penale viene stabilito che “Nessuno può essere punito per un’azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l’ha commessa con coscienza e volontà”.





Tale coscienza e volontà può essere dolosa o colposa: in questo modo è possibile valutare la responsabilità penale e, di conseguenza, attribuire a chi commette il reato la giusta pena. 





Cosa si intende per dolo





Ai sensi dell’articolo 43 c.p., un delitto è considerato doloso (o secondo l’intenzione) “quando l’evento dannoso o pericoloso, che costituisce il risultato dell’azione od omissione e dal quale si fa dipendere l’esistenza del delitto è dall’agente previsto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione”.





Nel dolo sono dunque presenti:





  1. la rappresentazione, in quanto chi commette il delitto deve prefigurarsi il fatto che ha intenzione di realizzare;
  2. la volontà, per la quale l’azione che si commette deve portare alla realizzazione del fatto che ci si è prefigurati. 




dolo




A meno che la legge non disponga che la colpa sia sufficiente per la configurazione di un delitto, quest’ultimo è considerato tale proprio perché è stato commesso con dolo. Al contrario, le contravvenzioni sono punite indifferentemente sia nel caso in cui siano commesse con dolo sia con colpa. 





Leggi anche: “Che differenza c’è tra delitto e contravvenzione“.





Tipologie di dolo





Il dolo può essere di tipo intenzionale, diretto o indiretto





Tipologia di doloSignificato
Dolo intenzionale o diretto di primo gradoSi verifica quando lo scopo del delitto commesso è quello di realizzare la condotta criminosa (nei reati di azione) o di provocare l’evento (nei reati di evento
Dolo diretto di secondo gradoSi verifica quando vengono rappresentati gli elementi costitutivi del reato e si è consapevoli che agendo in un certo modo lo si commetterà. Il reato non rappresenta lo scopo da realizzare, ma lo strumento utilizzato per raggiungere l’obiettivo
Dolo indiretto o eventualeSi verifica quando anche se non si agisce con l’intenzione di commettere un reato si è comunque consapevoli che ciò potrebbe accadere e si agisce nonostante tale rischio




Il dolo indiretto





Il dolo indiretto può essere:





  1. alternativo, nel quale si ipotizza il verificarsi di due eventi che siano possibili conseguenze della propria condotta, e non si sa quale si verificherà nel concreto;
  2. indeterminato, nel quale ci si configura le realizzazione di una pluralità di eventi, i quali potrebbero realizzarsi tutti in modo cumulativo o alternativo. 




Dolo generico e specifico





Il dolo può essere anche:









Tra le altre tipologie di dolo, troviamo anche:









dolo




Altre forme di dolo





Tra le diverse tipologie di dolo previste nell’ordinamento giuridico italiano, troviamo anche la distinzione tra:













Il dolo può essere anche:





  1. iniziale, quando consiste solo nel momento iniziale di un’azione o di un’omissione;
  2. concomitante, nel quale accompagna lo svolgimento di tutta l’azione;
  3. successivo, ovvero quello che si manifesta al termine della condotta non dolosa che ha provocato un evento. 




Differenza tra dolo e colpa





Il concetto di colpa viene illustrato sempre nell’articolo 43 c.p., nel quale si legge che: “è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza, imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline”.





La colpa, in pratica, deriva da una condotta poco attenta da parte dell’agente, che potrebbe essere evitata con l’adozione di misure preventive adeguate. In altri termini, la colpa non è intenzionale





Oltre al reato doloso e colposo, nell’articolo 43 c.p. viene citato anche il reato preterintenzionale, che avviene “quando dall’azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente”.





La preterintenzione nasce da un’azione che mira a compiere un delitto meno grave, la quale provoca un evento più grave di quello prefigurato.  Uno dei casi più comuni nei quali si manifesta è l’omicidio preterintenzionale.





Dolo – Domande frequenti





Quando si ha il dolo?





Il dolo si configura nel momento in cui un soggetto che commette un delitto ha coscienza e volontà di realizzarlo: ecco quali sono le differenti tipologie esistenti





In che cosa consiste il dolo?





Si parla di dolo per indicare l’intenzione di commettere un delitto: rappresenta la norma per la quale si può parlare di delitto e non di mera contravvenzione. 





Che differenza c’è tra dolo e colpa?





A differenza del dolo, la colpa non è intenzionale: ecco come può essere commesso un reato colposo