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PMA per le donne single in Italia: a che punto siamo

Quali sono i motivi per i quali la legge italiana esclude le donne single dalla fecondazione assistita? Ecco cosa si può fare oggi, tra discriminazioni e sogni negati.

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  • PMA è l’acronimo di procreazione medicalmente assistita.
  • La legge italiana non consente alle donne single di poter avere figli tramite questa procedura. 
  • Questo porta molte di loro a recarsi in Paesi in cui la pratica è invece consentita a prescindere dal proprio status coniugale, come la Spagna. 

Viviamo in un periodo storico in cui si aspetta sempre più tempo prima di decidere di diventare genitore. A prescindere dalle motivazioni – spesso legate a ragioni economiche e al desiderio di prendersi prima cura di sé, del proprio benessere mentale e realizzazione personale – quando si decide di fare il grande passo potrebbe mancare un pezzo biologicamente necessario: un uomo, che si spera possa essere anche un padre.

Insomma, in un’epoca in cui le relazioni si sfaldano come pezzi di truciolato, è anche probabile che le scorte di ovuli nel proprio corpo inizino a scarseggiare, ma non ci sia nessuno al proprio fianco a prendersi la responsabilità di un figlio. Se la scienza viene incontro a questa impasse, con quella che prende il nome di procreazione medicalmente assistita (PMA), cosa dice, invece la legge? Le donne single possono farvi ricorso e scegliere di avere un figlio (o una figlia) da sole? La risposta è no (almeno non in Italia) ed è contenuta nella legge 40/2004 che in questo momento si sta cercando di modificare.

Cosa dice la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita

La legge 40/2004 contiene le “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. Per prima cosa, il testo specifica che vi si può ricorrere solo nel caso in cui non via siano altri trattamenti terapeutici che siano in grado di rimuovere le cause di infertilità o sterilità. 

Ciò che ci interessa ai fini di questo articolo è, in particolare, il suo articolo 5, nel quale sono indicati i requisiti soggettivi da possedere per poter ricorrere alla PMA. Nella pratica, la procedura è riservata alle coppie maggiorenni di sesso opposto, coniugate o conviventi. 

Quindi, se da un lato da legge include anche le coppie non sposate, che hanno scelto la convivenza per ufficializzare la propria unione, dall’altro esclude le coppie omosessuali, quindi dello stesso sesso, e le donne single. 

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L’art. 5 della legge sulla PMA è incostituzionale?

Una donna single alla quale non è stato concesso di procedere con la procreazione medicalmente assistita proprio perché single, ha deciso di rivolgersi al Tribunale di Firenze chiedendosi se l’art. 5 della legge sulla PMA fosse illegittimo dal punto di vista costituzionale. 

La risposta del Tribunale di Firenze è stata favorevole alla donna, in quanto ha messo in evidenza:

  • l’incompatibilità con gli art. 2 e 13 della Costituzione, ovvero di essere in contrasto con il diritto incoercibile della persona di costituire una famiglia a prescindere dalla presenza di un uomo;
  • una disparità di trattamento tra coppie e persone single, in netta violazione del principio di uguaglianza previsto dall’art. 3 della Costituzione – ci sono altri Paesi europei in cui, invece, la PMA è una possibilità anche per le donne sole;
  • una lesione al diritto alla salute psico-fisica provocata dal rifiuto. 

Il Tribunale di Firenze ha inoltre ribadito che la legge sulla PMA è in contrasto con il principio riconosciuto dalla CEDU, secondo il quale è vietata ogni interferenza da parte dello Stato nella vita privata e familiare di ogni persona. 

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Le conclusioni della Corte Costituzionale: la sentenza n. 69/2025

La questione è stata quindi affrontata dalla Corte costituzionale che, nella sentenza n. 69/2025 ,è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell’art. 5 della legge 40/2004. L’esito non è stato quello che molte di noi avevano sperato. 

Secondo la Corte costituzionale, infatti:

  • il Tribunale di Firenze non ha fornito motivazioni precise per affermare la violazione della libertà personale di autodeterminazione nelle scelte procreative e sul modello familiare, oltre che del divieto di interferenza sopra citato, ma ha parlato genericamente di violazione. Per questo, le sue argomentazioni sono state ritenute inammissibili dalla Corte;
  • l’obiettivo della legge 40/2004 è quello di aiutare le coppie con problemi di infertilità o malattie geneticamente trasmissibili a trovare il loro lieto fine familiare.

Il risultato è stato una mancanza di intervento da parte della Corte, per la quale l’art. 5 non è incostituzionale. La questione è stata dunque demandata al Governo. In altre parole, servirebbe una legge con finalità differenti, senza limitazioni di alcun tipo. 

A questo proposito leggi Adozioni coppie dello stesso sesso: le unioni civili possono adottare?

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La proposta di modifica dell’associazione Luca Coscioni

L’associazione Luca Coscioni, da sempre impegnata negli ambiti in cui il diritto appare lacunoso e passi indietro rispetto ai progressi della società, ha recentemente proposto una riforma della legge 40/2004, attraverso un referendum.

L’obiettivo è quello di modificare la norma attualmente in vigore e combattere le discriminazioni, in modo tale che il desiderio di una qualsiasi donna di poter procreare non sia ostacolato dal suo stato civile o dal suo orientamento sessuale. 

Sì, è vero: nulla vieta alle donne single o gay di recarsi all’estero in un Paese in cui la PMA è valida per tutte. Ma perché bisogna ancora andarsene “in vacanza” in Spagna per realizzare il proprio progetto di famiglia, quando lo si potrebbe fare benissimo in Italia?

Scopri di più su Fecondazione assistita eterologa: il divieto è incostituzionale

In quali Paesi è in vigore la PMA per le donne single?

Come anticipato, la legge non vieta alle cittadine italiane di andare in uno Paese straniero per procedere con la PMA negli Stati che lo consentono. Il figlio potrebbe poi essere riconosciuto dalla madre biologica, anche se single (e, forse, riceverebbe pure più amore e qualche trauma da “assenza” in meno). 

Se hai scelto di intraprendere questo percorso, ci sono diversi centri all’estero in cui si praticano tecniche di inseminazione artificiale o fecondazione eterologa, mentre la maternità surrogata non solo non è consentita, ma è anche sanzionabile da quando in Italia è stata trasformata in reato universale.

Puoi provare a realizzare il tuo sogno anche se non c’è un uomo nella tua vita in uno di questi Paesi:

  • Francia, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi. Altri Paesi, che permettono la PMA anche alle coppie omosessuali;
  • Bielorussia, Cipro, Grecia, Lettonia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Russia, Serbia, Ucraina, dove la PMA è consentita alle donne sole e alle coppie eterosessuali.

Approfondisci con Ddl Varchi: la GPA diventa reato universale. Cosa succede ora?

PMA donne single – Domande frequenti

Le donne single possono accedere alla PMA in Italia?

No. L’art. 5 della legge 40/2004 riserva la PMA alle coppie eterosessuali coniugate o conviventi.

Una donna single può fare la PMA all’estero?

Sì. In paesi come Spagna, Francia e Regno Unito la PMA è consentita anche alle donne sole.

Il figlio nato da PMA all’estero viene riconosciuto in Italia?

Sì, la madre biologica lo riconosce come proprio figlio anche se single.

Riferimenti normativi

  • legge 19 febbraio 2004, n. 40, “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, art. 5;
  • Corte Costituzionale, sentenza 22 maggio 2025, n. 69;
  • Corte Costituzionale, sentenza 22 maggio 2025, n. 68;
  • legge 4 novembre 2024, n. 169, “Modifica all’articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di perseguibilità del reato di surrogazione di maternità commesso all’estero da cittadino italiano”;
  • artt. 2, 3, 13, 32 Costituzione;
  • artt. 8 e 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).
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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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