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Smart working: proroga fino alla fine dell’anno, ma per chi?

La proroga dello smart working fino alla fine dell'anno rappresenta un'importante misura di sostegno per i lavoratori fragili e i genitori con figli di età inferiore ai 14 anni.

proroga smart working

Il Governo ha deciso di prorogare lo smart working fino alla fine dell’anno per alcune categorie di lavoratori. Grazie a un emendamento al decreto lavoro ci sarà ancora la possibilità di avere ancora diritto al lavoro agile dal 30 giugno fino al 30 settembre 2023.

La proroga dello smart working riguarda principalmente due categorie di lavoratori:

  1. i cosiddetti “lavoratori fragili“;
  2. i genitori con figli di età inferiore ai 14 anni.

Vediamo nel dettaglio quali sono le condizioni per poter usufruire della proroga.

Lavoratori fragili

I lavoratori fragili sono coloro che, a causa di particolari condizioni di salute, sono maggiormente esposti al rischio di contrarre il virus. La Commissione ha stabilito che questi lavoratori possono continuare a lavorare in modalità agile fino al 30 settembre 2023. Questa misura sarà valida sia per i dipendenti pubblici sia per quelli privati.

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Genitori con figli di età inferiore ai 14 anni

Anche i genitori con figli di età inferiore ai 14 anni possono continuare a lavorare in modalità agile fino alla fine dell’anno, quindi al 31 dicembre 2023. Tuttavia, è importante sottolineare che questa possibilità è subordinata alla disponibilità del datore di lavoro e alla compatibilità con le esigenze organizzative dell’azienda.

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come funziona la proroga dello smart working

Il decreto Lavoro e il nodo del settore privato

Il decreto Lavoro ha lasciato aperto il nodo dello smart working nel settore privato. Infatti, la proroga riguarda principalmente i lavoratori della Pubblica Amministrazione e non si estende automaticamente al settore privato.

Tuttavia, i datori di lavoro privati possono decidere di adottare lo smart working in base alle proprie esigenze. Nonostante la proroga, è importante sottolineare che la platea di persone che potevano accedere allo smart working si è ridotta rispetto al periodo di lockdown.

Interessante potrebbe allora essere la lettura di alcuni dati riguardanti l’adozione dello smart working nel nostro Paese:

  • il 30% dei lavoratori italiani ha continuato a lavorare in modalità agile anche dopo la fine del lockdown;
  • il 20% dei lavoratori italiani vorrebbe continuare a lavorare in modalità agile anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria.

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Gregorio Gentile
Consulente del lavoro
Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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