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Ferie non godute: si perdono?

Il diritto alle ferie retribuite è un elemento fondamentale dei diritti dei lavoratori, il quale garantisce che i lavoratori possano godere di un periodo di riposo senza preoccupazioni economiche.

ferie non godute si perdono
  • Nel mondo del lavoro, uno dei diritti fondamentali dei lavoratori è quello di godere di ferie retribuite.
  • Questo diritto è garantito dallo stesso articolo 36 della Costituzione, nel quale si prevede che il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
  • Nell’ipotesi di ferie non godute, ci sono delle regole da rispettare in merito alla liquidazione.

Per legge, i lavoratori hanno diritti a un periodo di ferie retribuito, ovvero a un momento nel quale ricaricare le pile e dedicarsi alla vita familiare e sociale.

Nel corso dell’anno vengono così maturate delle ferie che spettano al dipendente: cosa succede nel caso di ferie non godute? Il lavoratore viene rimborsato o ha la possibilità di prendere i giorni di ferie a suo piacimento, in modo tale da poterle smaltire?

E cosa succede se, alla fine di un rapporto di lavoro, il lavoratore abbia maturato un numero elevato di ferie, quindi in presenza di ferie non godute? Quando scatta il diritto a ricevere un’indennità sostitutiva? Che genere di accordi si possono raggiungere con il datore di lavoro? Vediamolo insieme.

Ferie non godute: si perdono?

Le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile del lavoratore, ma mentre ROL ed ex festività possono essere liquidate su richiesta del dipendente, per quanto riguarda le ferie non godute, le cose funzionano diversamente.

I casi nei quali il dipendente riceve un’indennità sostituiva per le ferie non godute sono:

  1. la cessazione del rapporto di lavoro;
  2. quando le ferie eccedono il periodo legale.

Chi ha il timore di perdere le ferie non godute non ha comunque nulla da temere: le ferie possono essere godute anche dopo la scadenza dei termini previsti dalla legge.

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Ferie non godute: cosa dice la Legge

Il diritto da parte del lavoratore alle ferie è sancito dall’articolo 2109 del Codice Civile: il lavoratore ha diritto a un minimo di 4 settimane di riposo in un anno. Il numero di giorni può aumentare in base alle condizioni del CCNL, ma non può diminuire.

Delle 4 settimane di ferie:

  • soltanto 2 possono essere consecutive e devono essere godute entro l’anno di maturazione;
  • le altre 2 settimane di ferie possono essere godute nel corso dei 18 mesi successivi.

Cosa succede alle ferie non godute una volta trascorsi questi 18 mesi di tempo? Le ferie non vengono né perse né il lavoratore può rinunciarci per ottenere un’indennità sostitutiva: il lavoratore non può, infatti, rinunciare alle ferie per monetizzarle e ottenere più soldi nel momento in cui lo desidera.

Superati i 18 mesi di tempo succede che il lavoratore non ha perso le proprie ferie, ma per l’INPS è come se le avesse effettivamente smaltite: per questo motivo il datore di lavoro avrà l’obbligo di versare i relativi contributi.

Il dipendente potrà:

  1. godere delle ferie residue;
  2. nel caso in cui non riuscisse a smaltirle, allora avrà diritto a ricevere un’indennità sostitutiva nel momento in cui cesserà il rapporto di lavoro.

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Quando le ferie non vengono pagate

La monetizzazione delle ferie non godute è possibile? La risposta è negativa: nel momento in cui si sta lavorando per una determinata azienda, non è possibile decidere di non prendere le ferie e di farsele pagare.

Esiste, infatti, un esplicito divieto di monetizzazione durante il rapporto di lavoro che viene imposto per difendere il diritto del lavoratore alla salute e, dunque, al periodo nel quale si dedicherà al recupero delle forze.

Questo meccanismo si applica ai contratti a tempo indeterminato, nei quali, al termine del rapporto di lavoro, si avrebbe invece diritto al pagamento di eventuali ferie non godute.

Quando le ferie vengono pagate

Per quanto riguarda le ferie non godute in un contratto a tempo determinato, di durata annuale e in scadenza, è invece possibile scegliere di non andare in ferie e di farsi pagare quelle non godute al termine del rapporto di lavoro.

Un altro caso nel quale si può ricevere il pagamento di eventuali ferie residue è quello che riguarda i lavoratori che, da contratto, hanno diritto a un minimo di ferie superiore alle 4 settimane: nel caso di ferie non godute che eccedono il minimo imposto dalla legge, avranno diritto a ricevere il pagamento.

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ferie non godute come funziona

Ferie non godute: quando si perdono

In base a quanto detto finora, c’è un’altra domanda che ci si può porre: esiste un caso nel quale il lavoratore può perdere definitivamente le ferie non godute? È stata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea a dare una risposta in merito.

In pratica, nel caso in cui il datore di lavoro sia in grado di dimostrare che il dipendente ha scelto “deliberatamente e con piena consapevolezza” di non andare in ferire, nonostante fosse stato messo nelle condizioni di poterlo fare, allora in questa evenienza non avrebbe diritto a ricevere la liquidazione per le ferie residue in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Ferie non godute eindennità sostitutiva

Ricapitolando quanto detto finora, le ferie non godute non possono essere liquidate in busta paga, tranne nei casi di cessazione di un rapporto di lavoro e quelli nei quali le ferie siano eccedenti rispetto al periodo minimo stabilito dalla legge.

In questi due casi è prevista la cosiddetta indennità per ferie non godute, il cui valore cambia in relazione alla singola situazione. L’indennità si calcola moltiplicando le ferie non godute per la retribuzione giornaliera o oraria.

In particolare:

  1. nell’ipotesi in cui si verifichi la cessazione del rapporto di lavoro, l’indennità è relativa alla retribuzione che si riceve in quel momento;
  2. per le ferie che superano il monte ore stabilito dalla legge, deve essere invece presa come riferimento la retribuzione in vigore nel periodo di mancato godimento o nel momento del pagamento.

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Chi decide e impone le ferie?

Ai sensi dell’articolo 2109 del Codice Civile, le ferie vengono stabilite dal datore di lavoro, che ha il compito di tutelare al tempo stesso l’interesse dell’azienda e quello del lavoratore. Le ferie, e gli eventuali permessi, non devono essere assegnati arbitrariamente, ma tenendo conto dei due fattori citati.

Un dipendente non può obbligare il proprio datore di lavoro a concedere le ferie nel momento che gli è più consono: in genere esiste, però, un piano ferie e ci si può mettere d’accordo con gli altri colleghi e cercare di trovare una soluzione, di comune accordo anche con il proprio capo.

Tuttavia, considerato che le ferie servono al dipendente per recuperare l’energia per svolgere bene la sua attività lavorativa, esiste il diritto di fare richiesta di risarcimento danni per le ferie non godute, rivolgendosi all’Ispettorato del lavoro: quest’organo potrà obbligare il datore di lavoro a concedere le ferie, con prescrizione ad adempiere.

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Sanzioni previste

In caso di ferie non godute entro i termini previsti dalla Legge, il datore di lavoro potrà ricevere una sanzione pecuniaria di tipo amministrativo, il cui valore va da un minimo di 100 e un massimo di 600 euro.

Più in particolare:

  • nel caso in cui la violazione abbia coinvolto più di 5 lavoratori o sia avvenuta in almeno 2 anni, l’importo della sanzione è compreso fra i 400 e i 1.500 euro;
  • se i dipendenti che non hanno beneficiato delle ferie sono più di 10 e le ferie non godute sono relative a un periodo di almeno 4 anni, la sanzione va da 800 e 4.500 euro.

Il datore di lavoro rischia anche che il dipendente lo citi in giudizio per richiedere il risarcimento del danno biologico ed esistenziale legato al mancato godimento delle ferie, oppure che chieda di fruire delle ferie maturate ma non godute nei termini.

Al fine di prevenire situazioni come quelle ipotizzate o di trovarsi nelle condizioni di dover pagare delle sanzioni, il datore di lavoro dovrebbe essere in grado di preparare un buon piano ferie e mettere i dipendenti nelle condizioni di poter andare in ferie serenamente.

Il lavoratore, dal suo lato, ha il diritto di suggerire il periodo nel quale vorrebbe andare in ferie, mentre perde qualsiasi diritto al risarcimento danni se ha rifiutato le offerte sulla fruizione delle ferie ricevute dal datore di lavoro, senza alcun giustificato motivo.

Ferie non godute – Domande frequenti

Quali sono i termini di fruizione delle ferie?

I lavoratori hanno diritto a un periodo minimo di 4 settimane di ferie, che possono aumentare in relazione alla tipologia di accordo collettivo o individuale.

Quando si devono fare le ferie?

Il lavoratore deve necessariamente andare in ferie per 2 settimane nell’anno di maturazione delle ferie. Le restanti 2 settimane dovranno, invece, essere prese nei 18 mesi successivi all’anno di maturazione. Le ferie maturate nel 2024, per esempio, dovranno essere godute per metà nel 2024 e per l’altra metà tra il 1° gennaio 2025 e il 30 giugno 2026.

Le ferie non godute vengono perse?

Le ferie non godute da un dipendente non vanno perse, ma il lavoratore non può decidere di rinunciare alle ferie perché vuole ricevere dei soldi in cambio. Al fine di tutelare il diritto del lavoratore alle ferie esiste infatti il divieto di monetizzazione delle ferie non godute.

Cos’è la trattenuta per ferie non godute?

Il lavoratore che, trascorsi i 18 mesi dall’anno di maturazione previsti dalla legge, non ha goduto delle ferie che gli spettavano è tenuto comunque a versare i contributi all’INPS. La trattenuta presente in busta paga è relativa ai contributi versati per le ferie pagate, ma non godute, che saranno poi restituiti nel momento in cui si beneficerà delle ferie. 

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Gregorio Gentile
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Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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