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02 mar 2020
Responsabilità civile

Viaggi annullati per Coronavirus: come funziona il rimborso

Come funziona il rimborso di un viaggio che è stato annullato a causa dell’emergenza Coronavirus: le casistiche possibili.

Sono due le situazioni che si stanno verificando maggiormente a causa della diffusione del Coronavirus in alcune aree dell’Italia Settentrionale. La prima riguarda la cancellazione di una prenotazione derivante dalla volontà del singolo: in questo caso il rimborso dipende dalle condizioni della singola prenotazione.





Per esempio, un viaggio prenotato con relativa assicurazione, nella quale è inclusa una clausola in caso di annullamento, dà diritto al rimborso. Un biglietto low cost solitamente non prevede questa possibilità.





La seconda ipotesi è quella nella quale la cancellazione del viaggio non dipende da una propria decisione, ma viene imposta dal Governo o dalle disposizioni messe in atto da un altro Paese per procedere al contenimento del virus.





Non si tratta di contromisure che hanno effetti unicamente sui viaggi aerei, ma su qualsiasi tipologia di evento prenotato in anticipo e che è stato sospeso in via cautelativa: partite di calcio, concerti, spettacoli teatrali, biglietti del cinema o di un museo con data fissa.





Per venire incontro alle esigenze di un numero sempre più elevato di consumatori che saranno costretti a rinunciare a una prenotazione, Federconsumatori, Unione nazionale consumatori e Centro europeo consumatori Italia hanno stilato un vademecum nel quale sono state messe a disposizione dei cittadini le informazioni più significative relative ai rimborsi. Ecco cosa sapere per tutelarsi in questo periodo così fuori dal comune.







Coronavirus
e viaggi annullati: come funzionano i rimborsi





In primo luogo, bisogna considerare il fatto che le regole sui rimborsi non sono uniche in quanto cambiano le misure adottate a livello locale e a livello internazionale: è necessario pertanto distinguere un caso dell’altro. Qualora un consumatore fosse costretto a rinunciare a una prenotazione, che magari ha anche pagato in anticipo, avrebbe diritto a ricevere il rimborso di quanto versato.





La normativa europea non prevede una clausola specifica relativa all’emergenza sanitaria, ma il fatto che la rinuncia al viaggio o a un bene pagato sia indipendente dalla volontà del singolo, rende il rimborso possibile. Si ricorda che non sono di base previsti risarcimenti per il danno subito a causa di una cancellazione.





Di seguito saranno analizzati i rimborsi previsti nel caso di viaggi:









Coronavirus
e rimborsi biglietti aerei





Il punto di riferimento per tutti i consumatori che avevano prenotato un viaggio all’estero in questo periodo dell’anno, che si consiglia di consultare sempre, è viaggiaresicuri.it. Al suo interno è presente l’elenco di tutte le misure restrittive o preventive che sono state introdotte nei singoli Paesi esteri al fine di contenere la diffusione del Coronavirus. Cosa succede se il volo è stato cancellato perché è stato vietato l’ingresso nel Paese di destinazione?





Se il volo parte o arriva da un Paese Ue entra in vigore il regolamento europeo, che prevede il rimborso per tutti i voli cancellati e la cui volontà non dipende da una decisione del consumatore:









rimborsi previsti in seguito a cancellazione viaggio




Coronavirus
e rimborsi biglietti del treno





Le condizioni dei rimborsi relativi ai biglietti del treno sono differenti: sono infatti previsti rimborsi integrali per tutti i viaggiatori che hanno scelto di non partire volontariamente, sia per i biglietti di Trenitalia, sia per quelli di Italo.





Chi viaggia con Trenitalia potrà ricevere il rimborso per tutti i biglietti acquistati prima del 23 febbraio. La procedura di rimborso prevede:









Per quanto riguarda i biglietti Italo:









Coronavirus e rimborsi pacchetti turistici





La Legge italiana, in base al contenuto della direttiva europea 2015/2302, prevede il rimborso nel caso di prenotazione presso un’agenzia turistica, che comprenda un pacchetto con volo e struttura alberghiera.





In questi casi il rimborso è possibile:





  1. sia nel caso di annullamento da parte dell’organizzatore;
  2. sia nel caso in cui la decisione sia legata ad altri fattori, come a una causa di forza maggiore, che però non prevede il risarcimento danni.




Il rimborso deve essere ricevuto entro 14 giorni dal momento in cui ne è stata fatta richiesta. Chi ha effettuato una prenotazione in una zona a forte rischio di contagio, può procedere:









È possibile fare richiesta di rimborso anche nel caso delle gite scolastiche che sono state annullate in seguito alle misure straordinarie attivate dal Governo per contrastare l’avanzata del Coronavirus.





Si tratta di diritti che non dovrebbero essere negati, ma nella pratica il rifiuto da parte di portali online, compagnie aeree e strutture ricettive è sempre dietro l’angolo. A tal proposito il Codacons sta elaborando un facsimile di diffida che i consumatori potranno utilizzare nel caso in cui si vedano negare il rimborso che spetta loro di diritto.





Anche i portali online più famosi si sono attivati con procedure speciali per permettere ai viaggiatori di cancellare le prenotazioni effettuate. Per esempio, nel caso di Booking, qualora la disdetta gratuita non fosse prevista per la struttura prenotata, sarà possibile rivolgersi all’area Help, per fare richiesta di annullamento.





Al momento sul sito si legge “non abbiamo un piano preciso per l’Italia, ma se l’ospite volesse cancellare senza penale nonostante la cancellazione non sia gratuita, potete farlo tranquillamente accettando la sua richiesta. In tal modo annulleremo anche la commissione”.





 
Coronavirus e rimborsi partite di calcio





L’universo sportivo ha subito diverse conseguenze in relazione al Coronavirus, soprattutto lo sport più amato dagli italiani, ovvero il calcio. Le prossime partite di serie A saranno infatti giocate a porte chiuse, quindi senza pubblico.





I biglietti delle partite non prevedono rimborsi né per gli abbonati né per i tifosi occasionali nel caso di partita giocata a porte chiuse:









Il Codacons si sta nel frattempo muovendo su una strada differente “per venire incontro alle esigenze dei tifosi e degli appassionati di calcio”, ovvero quella di chiedere alle piattaforme che trasmettono gli eventi sportivi nel nostro Paese, ovvero Sky e DAZN, di trasmette le partite in in chiaro e in modalità off-limits.





L’Inter ha annunciato il rimborso ai tifosi che non potranno vedere dal vivo la partita contro il Ludogorets, che si giocherà a porta chiuse: i consumatori avranno la possibilità di chiedere il rimborso entro il 3 marzo.





Coronavirus e rimborsi – Domande frequenti





Se cancellano il mio volo aereo per causa di forza maggiore ho diritto al rimborso?

L’annullamento di un volo aereo per cause che non dipendono dalla volontà del singolo prevede il rimborso del biglietto al consumatore, ma non il risarcimento per il danno subito a causa della sua cancellazione, a meno che il responsabile non sia la compagnia area.

Cosa succede se rinuncio autonomamente a una prenotazione?

Il Centro Europeo Consumatori Italia ha specificato che se un consumatore decide autonomamente di rinunciare a un viaggio, non ha diritto al rimborso automatico. Può eventualmente riuscire a ottenerlo nel caso in cui la sua tariffa sia di tipo rimborsabile. Avrebbe comunque diritto al rimborso delle tasse aeroportuali, se rinuncia al viaggio prima di aver effettuato il check-in.

Posso annullare e ricevere il rimborso se ho prenotato un pacchetto turistico?

In caso di prenotazione con un’agenzia di viaggi, è possibile appellarsi al diritto del viaggiatore che prevede la risoluzione del contratto in caso di circostanze straordinarie e che non possono essere evitate, come per esempio una catastrofe naturale o un’epidemia, e che impediscano la partenza. In questi casi si ha diritto ad annullare la prenotazione e al rimborso della caparra e di eventuali altre spese versate.

Ho diritto al rimborso in caso di viaggio in treno?

I biglietti del treno prenotati entro il 23 febbraio sono rimborsabili per le richieste pervenute entro il 1° marzo, sia nel caso in cui la rinuncia a viaggiare sia volontaria sia in quello in cui sia legata a cause di forza maggiore.