Fino a quale grado di parentela si ereditano i debiti?
Scopri chi risponde dei debiti del defunto secondo il Codice civile, quali sono i limiti di parentela previsti dalla legge e come tutelare il tuo patrimonio.
- In caso di debiti, la legge chiama i parenti fino al sesto grado (art. 565 e 572 c.c.), in assenza di testamento.
- I debiti si trasmettono solo a chi accetta l’eredità, non automaticamente a tutti i parenti del defunto.
- Con l’accettazione con beneficio di inventario l’erede risponde dei debiti solo nei limiti del valore dei beni ricevuti.
Un padre muore lasciando un mutuo non estinto e alcune cartelle esattoriali. I figli si chiedono se dovranno pagare quei debiti di tasca propria, e se dovranno eventualmente farlo anche altri parenti. La domanda fino a quale grado di parentela si ereditano i debiti ricorre spesso in situazioni come questa, quando il defunto non lascia testamento e la successione segue le regole della legge. La risposta richiede di distinguere tra chi è chiamato all’eredità e chi effettivamente accetta, perché solo il secondo passaggio genera responsabilità sui debiti.
Quando si ereditano i debiti del defunto?
Il patrimonio del defunto (la cosiddetta massa ereditaria) comprende sia i beni sia le passività: conti correnti, immobili, ma anche mutui, prestiti e debiti fiscali. Lo stabilisce l’art. 588 del Codice civile, secondo cui l’eredità comprende l’universalità dei rapporti attivi e passivi facenti capo al defunto.
Questo significa che chi accetta l’eredità subentra automaticamente anche nei debiti, in proporzione alla propria quota. Lo prevede l’art. 754 del Codice civile: ogni coerede risponde dei debiti ereditari personalmente in proporzione alla quota ricevuta, e non in via solidale con gli altri coeredi. Il creditore, quindi, non può pretendere l’intero debito da un solo erede, ma solo la parte corrispondente alla sua quota.
L’unica eccezione riguarda i debiti garantiti da ipoteca: in questo caso il creditore può soddisfarsi sull’intero bene, salvo il diritto dell’erede che ha pagato più del dovuto di rivalersi sugli altri coeredi ai sensi dell’art. 752 c.c.
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Fino a quale grado di parentela si ereditano i debiti?
Quando manca un testamento, si applica la successione legittima, disciplinata dall’art. 565 del Codice civile. La norma stabilisce un ordine preciso di chiamati all’eredità, che sono:
- il coniuge o la parte dell’unione civile;
- i discendenti (figli, nipoti in rappresentazione);
- gli ascendenti (genitori, nonni);
- i fratelli e le sorelle, e i loro discendenti;
- gli altri parenti, fino al sesto grado;
- in mancanza di parenti entro il sesto grado, l’eredità passa allo Stato.
L’art. 572 c.c. conferma che, in assenza di coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli o sorelle, sono chiamati gli altri parenti fino al sesto grado, senza distinzione di linea paterna o materna. Oltre il sesto grado nessun parente può essere chiamato alla successione legittima: se non ci sono soggetti entro questo limite, l’eredità – debiti compresi – si devolve allo Stato, secondo quanto previsto dall’art. 586 c.c.
Il limite del sesto grado riguarda chi può essere chiamato a succedere, non una regola automatica di trasmissione dei debiti “per parentela”. La responsabilità sui debiti nasce solo con l’accettazione, che esaminiamo nel prossimo paragrafo.
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A chi si trasmettono i debiti?
Un parente, anche di primo grado come un figlio, non risponde dei debiti del defunto per il solo fatto di essere parente. La qualità di erede si acquista con l’accettazione dell’eredità, che può essere espressa o tacita (per esempio, compiendo atti che presuppongono la volontà di accettare).
Chi è chiamato all’eredità ha diverse strade a disposizione, in quanto può_
- accettare puramente e semplicemente: in questo caso risponde dei debiti ereditari anche con il proprio patrimonio personale, senza limiti;
- accettare con beneficio di inventario: l’erede risponde dei debiti solo nei limiti del valore dei beni ricevuti in eredità, tenendo separato il proprio patrimonio da quello ereditario;
- rinunciare all’eredità: chi rinuncia resta estraneo alla successione e non risponde dei debiti, nemmeno in parte, secondo quanto previsto dall’art. 519 c.c.
Se un chiamato rinuncia, l’eredità – e con essa i debiti – passa al parente successivo secondo l’ordine di legge, che a sua volta può accettare, rinunciare o scegliere il beneficio di inventario.
Come funziona il beneficio d’inventario?
Quando non si conosce con certezza la situazione debitoria del defunto, la soluzione più prudente è l’accettazione con beneficio di inventario, disciplinata dall’art. 484 c.c.
Questo strumento consente di:
- separare il patrimonio personale da quello ereditario;
- rispondere dei debiti del defunto solo entro il valore dei beni effettivamente ricevuti;
- evitare che i creditori del defunto possano aggredire i beni personali dell’erede.
Ci si trova nel possesso di beni ereditari deve redigere l’inventario entro tre mesi dall’apertura della successione (o dalla notizia di essa), come stabilisce l’art. 485 c.c. Trascorso questo termine senza inventario, il chiamato decade dalla possibilità di accettare con beneficio o di rinunciare in modo efficace verso i creditori, e viene considerato erede puro e semplice. Su questo punto si è espressa più volte anche la Corte di Cassazione, per esempio con l’ordinanza n. 36080/2021, che conferma la necessità dell’inventario nei tre mesi anche ai fini di una rinuncia efficace nei confronti dei creditori.
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Come reagire in presenza di debiti ereditari
Prima di accettare o rinunciare a un’eredità con debiti sospetti o accertati, conviene:
- verificare la situazione patrimoniale del defunto tramite visure catastali, ipotecarie e accesso ai rapporti con l’Agenzia delle Entrate;
- valutare l’entità dei debiti rispetto al valore dei beni ereditari;
- rispettare i termini per l’inventario se si è nel possesso di beni ereditari;
- non compiere atti che possano essere interpretati come accettazione tacita, prima di aver valutato tutte le opzioni.
Se hai bisogno di supporto legale, ti suggeriamo di rivolgerti a avvocato esperto in diritto successorio.
Gradi di parentela per eredità – Domande frequenti
Solo se rientra tra i chiamati all’eredità in assenza di parenti più vicini e decide di accettarla.
Rinunciando all’eredità entro i termini di legge, oppure accettando con beneficio di inventario.
L’eredità, compresi i debiti, si devolve allo Stato ai sensi dell’art. 586 c.c.
Riferimenti normativi
- art. 565 c.c. – categorie dei successibili;
- art. 572 c.c. – successione di altri parenti;
- art. 586 c.c. – successione dello Stato;
- art. 588 c.c. – eredità e legato;
- art. 484 c.c. – accettazione con beneficio di inventario;
- art. 485 c.c. – termini per l’inventario;
- art. 519 c.c. – dichiarazione di rinunzia;
- art. 752 c.c. – ripartizione dei debiti ereditari tra coeredi;
- art. 754 c.c. – pagamento dei debiti e rivalsa.
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