Estorsione contrattuale cos’è e quando si configura
Come difendersi in caso di estorsione contrattuale, elementi costitutivi del reato, differenze con la violenza e minaccia
- L’estorsione contrattuale è una specifica tipologia di estorsione.
- Il reato di estorsione si realizza quando si usa violenza o minaccia per costringere la vittima a stipulare, modificare o eseguire un contratto.
- L’estorsione si differenzia dalla minaccia perché non è solo un comportamento intimidatorio, ma è finalizzata a costringere qualcuno a fare qualcosa.
L’estorsione contrattuale rappresenta da sempre un fenomeno preoccupante e in progressivo aumento, capace di adattarsi pure alle nuove forme contrattuali. Anche se può non sembrare, i casi in cui si configura l’estorsione contrattuale sono davvero tanti e riguardano anche la vita di tutti i giorni.
La legge punisce l’estorsione contrattuale perché viola un generale principio, ovvero la libertà contrattuale di ciascuno, cioè la libertà di scegliere di concludere qualsiasi accordo a qualsiasi condizione, purché leciti.
Attualmente, l’estorsione del contratto non è prevista da una specifica disposizione normativa, ma è generalmente ricondotta nell’ambito del più ampio reato di estorsione di cui all’art. 629 c.p. Conoscere cosa si intende e quando si configura una estorsione contrattuale, ti consente di sapere esattamente cosa fare, se ne sei vittima, ed evitare di vivere in uno stato di costrizione o intimidazione.
Cos’è l’estorsione contrattuale
Per estorsione contrattuale si intende una specifica tipologia di estorsione, che si realizza quando un soggetto costringe un’altra persona a stipulare un contratto o le impone modifiche alle condizioni contrattuali specifiche o, ancora, obbliga la vittima a eseguire prestazioni patrimoniali non dovute o economicamente svantaggiose.
In altri termini, si realizza quando un soggetto usa violenza o minaccia per costringere un altro soggetto a stipulare, modificare o eseguire un contratto, per ottenere un ingiusto profitto in danno alla vittima. Con l’estorsione contrattuale si ha un contratto formalmente valido, ma che in realtà è stato concluso non liberamente da entrambe le parti, ma con minaccia o violenza.
Per esempio, un datore di lavoro commette estorsione contrattuale quando costringe un proprio dipendente a firmare un contratto peggiorativo delle condizioni di lavoro (stipendio più basso e aumento di ore di lavoro,) minacciando il licenziamento del lavoratore in caso di rifiuto a firmare.
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Elementi costitutivi del reato di estorsione contrattuale
Come per qualsiasi comportamento penalmente rilevante, per la configurabilità del reato di estorsione contrattuale, sono necessari alcuni elementi.
Ai fini dell’estorsione contrattuale devono essere presenti gli elementi tipici del reato di estorsione, cioè::
- violenza o minaccia, che devono essere tali da comprimere la libertà negoziale della vittima (a esempio ritorsioni economiche, intimidazioni ecc.);
coercizione della vittima, la quale deve di fatto sentirsi obbligata a concludere il contratto, per evitare le conseguenze negative derivanti dalla minaccia o dalla violenza; - profitto ingiusto, l’agente deve ottenere un vantaggio (es. pagamento di uno stipendio più basso);
- danno altrui, consistenti in condizioni economiche svantaggiate.
Che differenza c’è tra estorsione contrattuale e minaccia
L’estorsione contrattuale si differenzia dal reato di minaccia. La minaccia, prevista e punita dall’art. 612 c.p., consiste nel prospettare ad altri, ovvero alla vittima, un male ingiusto. Si configura, per esempio, quando un condomino intima a un proprio vicino di non parcheggiare la macchina in un determinato posto, avvertendolo che, in caso contrario, compirà atti vandalici contro la sua auto.
Nell‘estorsione contrattuale, invece, l’agente prospetta un danno alla vittima per costringerlo a compiere una azione (conclusione di un contratto), al fine di ottenere un ingiusto profitto.
In sintesi, la minaccia è un comportamento intimidatorio, mentre l’estorsione contrattuale è una minaccia utilizzata per costringere qualcuno a stipulare o eseguire un contratto che produce un vantaggio economico ingiusto.
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Pena per il reato di estorsione contrattuale
Come anticipato, il reato di estorsione contrattuale non è previsto in una specifica disciplina normativa. Per questo motivo, per comprendere cosa rischia chi viene denunciato per estorsione contrattuale, occorre fare riferimento al generale reato di estorsione, di cui all’art. 629 c.p.
Tale norma stabilisce la pena base della reclusione da cinque a dieci anni e la multa da euro 1.000 a euro 4.000. La pena può aumentare in caso di circostanze aggravanti, che per semplicità, sono di seguito schematizzate.
| Pena | Condotta |
| reclusione da sette a venti anni e della multa da euro 5.000 a euro 15.000 | se la violenza o la minaccia sono realizzate – con armi o da persona travisata, o da più persone riunite per porre taluno in stato d’incapacità di volere o di agire; – da persona che fa parte dell’associazione a delinquere a stampo mafioso; – in abitazioni o in luoghi tali da ostacolare la pubblica o privata difesa; all’interno di mezzi di pubblico trasporto; – nei confronti di persona che si trova nell’atto di prelevare denaro presso banche, sportelli automatici ecc; – verso ultrasessantacinquenne |
| reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 10.000 | se la violenza o la minaccia sono realizzate per: – accedere abusivamente a un sistema informatico o telematico – intercettare, impedire o interrompere illecitamente comunicazioni informatiche o telematiche – falsificare, alterare il contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche – danneggiare informazioni, dati e programmi informatici o sistemi informatici o telematici anche di pubblico interesse |
Cosa fare in caso di estorsione contrattuale
Se sei vittima di una estorsione contrattuale, devi sapere che ci sono strumenti e tutele, previsti dalla legge, che ti aiutano ad uscire dallo stato di intimidazione e preoccupazione. La prima cosa che puoi fare è denunciare l’autore del reato, presentando querela ai Carabinieri, alla Polizia di Stato o tramite il tuo avvocato.
In sede civile, il contratto stipulato con minaccia o violenza può essere annullato o dichiarato nullo, perché contrario a norme imperative o all’ordine pubblico. Puoi agire anche per chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.
Per promuovere tali azioni, è necessario l’intervento di un legale, che sappia consigliarti per avere più chance in caso di contenzioso.

Come provare l’estorsione contrattuale
Per riuscire a ottenere tutela, è necessario dimostrare di essere stata vittima di estorsione contrattuale, cioè di aver subito minaccia o violenza, finalizzata a concludere un contratto peggiorativo delle condizioni.
Fornire la prova dell’estorsione non è semplice. La difficoltà è dovuta al fatto che il contratto è un atto formalmente valido e volontario, che è risultato di un comportamento illecito. Per provare l’estorsione contrattuale, puoi rendere una dichiarazione, il più dettagliata possibile, della violenza o minaccia subita.
Per esempio, puoi servirti di messaggi e mail o registrazioni audio delle conversazioni, da cui si evinca il tuo stato di coercizione.
Per provare di aver subito un danno ingiusto, tipo di aver concluso un contratto svantaggioso, conserva copia dell’accordo che contiene le clausole peggiorative della tua condizione lavorativa o un’evidente sproporzione fra le prestazioni contrattuali. Se vi erano presenti, puoi anche chiedere loro di fornire la loro versione e indicare, nella denuncia, le loro generalità, affinché siano chiamati a rendere dichiarazioni e a eventualmente testimoniare.
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