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Forex Trading e Tassazione: una breve guida

Tasse Trading: Come si calcolano le tasse da dichiarare nel modello redditi per il trading online? Scopriamolo in questa semplice guida

Sempre più persone si avvicinano al mondo del Trading Online, ossia la compravendita di strumenti finanziari finalizzata al conseguimento di un profitto dato dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita.

All’interno di questa attività negli ultimi anni ha avuto grande successo il cosiddetto “Forex Trading”, cioè la compravendita di valute, come Euro, Dollaro, Sterlina, etc…

Che cos’è il Forex Trading

In pratica il soggetto, che prende il nome di trader, acquista una valuta vendendone contemporaneamente un’altra e cerca di ottenere un profitto dalla variazione del tasso di cambio.

A questo punto, ti starai chiedendo se anche la tua attività di Forex Trading debba essere dichiarata all’Amministrazione Finanziaria, ma soprattutto quale sia il relativo regime di tassazione da applicare.

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Cosa dice la legge?

La norma di riferimento, data la natura di contratto derivato dello strumento, è l’art. 67 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), che identifica i cosiddetti “redditi diversi”, tra i quali rientra ormai senza alcun dubbio l’attività di “Forex Trading”.

In particolare si prende in considerazione il comma 1, lettera c-quater) che individua i “redditi realizzati mediante rapporti da cui deriva il diritto o l’obbligo di cedere od acquistare a termine strumenti finanziari, valute, metalli preziosi o merci ovvero di ricevere o effettuare a termine uno o più pagamenti collegati a tassi di interesse, a quotazioni o valori di strumenti finanziari, di valute estere, di metalli preziosi o di merci e ad ogni altro parametro di natura finanziaria.

Come si calcolano gli eventuali redditi da Trading Online?

Per la determinazione di tali redditi, invece, occorre eseguire la somma algebrica dei differenziali positivi o negativi, nonché degli altri oneri o proventi, sostenuti o percepiti in relazione a ciascuno dei relativi rapporti (Art. 68, comma 8, TUIR).

In parole un po’ più semplici?

Il trader che durante l’anno solare avrà realizzato una plusvalenza (cioè la somma algebrica delle operazioni realizzate avrà dato risultato positivo), dovrà dichiarare un reddito da attività di “Forex Trading” e, sempre che non eserciti attività d’impresa, sarà tenuto al pagamento di un’imposta sostitutiva, pari al 26%.

Il trader che avrà invece realizzato una minusvalenza (la somma algebrica avrà dato risultato negativo), dovrà dichiarare la relativa perdita, con possibilità di dedurla dai redditi futuri (non oltre il quarto anno).

Materialmente quindi cosa devo fare?

Se il tuo broker agisce come sostituto d’imposta, si occuperà lui di tutto. Quindi il cliente non avrà alcun obbligo dichiarativo né di versamento diretto.

Se invece il tuo broker non agisce quale sostituto d’imposta, dovrai procedere in regime di autodichiarazione.

Cioè?

Dovrai quindi determinare il guadagno/perdita e dichiararlo nel quadro RT del Modello Redditi.

Se il risultato sarà positivo, dovrai procedere alla liquidazione dell’imposta, ossia dovrai pagare l’imposta ottenuta mediante l’applicazione dell’aliquota anzidetta con un versamento tramite F24.

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Immagine profilo autore
Antonio D'Aronzo
Avvocato tributarista
Avvocato tributarista, esperto di diritto tributario e di fiscalità internazionale, grazie anche alla conoscenza dell’inglese e del tedesco. Costantemente aggiornato sulle ultime novità legislative, in particolare in ambito fiscale.
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