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Imposta catastale: cos’è, quando si paga e come si calcola

Scopri cos'è l'imposta catastale, quando devi versarla, come si calcola e in cosa differisce dall'imposta ipotecaria, con le regole aggiornate per prima e seconda casa.

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Redazione deQuo
23 Luglio 2026
imposta catastale
  • L’imposta catastale si paga in occasione di compravendite, successioni e donazioni di immobili.
  • L’importo cambia in base al tipo di atto e alla presenza delle agevolazioni prima casa.
  • Si distingue dall’imposta ipotecaria e dalla tassa ipotecaria, anche se spesso vengono confuse tra loro.

Compri casa, firmi il rogito e il notaio ti presenta un conto con voci che non avevi calcolato: imposta di registro, ipotecaria, catastale. Capita anche a chi eredita un appartamento dai genitori o riceve un immobile in donazione. Anche in questi casi, infatti, entra in gioco l’imposta catastale, un tributo che accompagna ogni passaggio di proprietà di un immobile. Vediamo quando si paga, come si calcola e perché non va confusa con l’imposta ipotecaria.

Cos’è l’imposta catastale

L’imposta catastale è un importo dovuto ogni volta che cambia l’intestazione di un immobile nei registri del catasto. Si applica alla voltura catastale, cioè all’aggiornamento del nome del proprietario negli archivi dell’Agenzia delle Entrate.

La sua disciplina è contenuta nel Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale (D.Lgs. 347/1990), in particolare all’articolo 10. Si tratta di un’imposta che riguarda solo i beni immobili e non si applica a beni mobili, denaro o titoli.

LEGGI ANCHE Imposta ipotecaria: cos’è, come si calcola e a chi spetta

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Quando si paga l’imposta catastale?

Il momento del pagamento dipende dal tipo di atto che trasferisce la proprietà. Per esempio, nel caso della compravendita, Quando acquisti un immobile, l’imposta catastale si versa al momento del rogito notarile. Il notaio la calcola, la incassa e la versa all’Agenzia delle Entrate tramite il modello unico informatico.

L’importo dipende da chi vende, in quanto se acquisti:

  • da un privato (o da un’impresa che vende in esenzione IVA), l’imposta catastale è fissa a 50 euro con le agevolazioni prima casa, oppure a 50 euro anche senza agevolazioni;
  • da un’impresa costruttrice con vendita soggetta a IVA, l’imposta catastale sale a 200 euro, sia con sia senza agevolazioni prima casa.

Lo confermano le guide ufficiali dell’Agenzia delle Entrate dedicate alle agevolazioni prima casa e al regime ordinario di acquisto.

LEGGI pure Atto di compravendita con pagamento dilazionato: cos’è, come funziona e perché è utile

Nella successione

Quando erediti un immobile, l’imposta catastale si paga insieme alla dichiarazione di successione, entro 12 mesi dal decesso. In questo caso l’aliquota è proporzionale: l’1% del valore dell’immobile, con un minimo di 200 euro. Se l’erede ha i requisiti prima casa su quell’immobile, l’imposta catastale si applica in misura fissa anche in successione.

Nella donazione

Se ricevi un immobile in donazione, l’imposta catastale segue le stesse regole della successione: 1% del valore con minimo di 200 euro, oppure importo fisso se ricorrono le condizioni prima casa.

Che differenza c’è tra imposta catastale, imposta ipotecaria e tassa ipotecaria

Qui si crea spesso confusione, perché sono tre voci diverse che compaiono nello stesso atto, ma nella pratica ci sono delle differenze ben precise poiché:

  • l’imposta catastale riguarda l’aggiornamento dell’intestazione presso il catasto ed è disciplinata dall’articolo 10 del D.Lgs. 347/1990;
  • l’imposta ipotecaria riguarda invece la trascrizione dell’atto nei registri immobiliari, cioè la pubblicità che rende l’acquisto opponibile a terzi; nella compravendita tra privati è anch’essa fissa a 50 euro, mentre in successione e donazione segue aliquote proporzionali diverse (2% in donazione, importo fisso in successione);
  • la tassa ipotecaria è un tributo minore e distinto, dovuto per le operazioni di trascrizione e voltura in successione (in genere 35 euro per la trascrizione e 55 euro per la voltura, per un totale di 90 euro).

In pratica, imposta catastale e imposta ipotecaria viaggiano quasi sempre insieme nello stesso atto, ma colpiscono adempimenti diversi: la prima l’aggiornamento catastale, la seconda la trascrizione nei registri immobiliari.

Ti potrebbe interessare Al catasto risulta il vecchio proprietario: cosa posso fare?

calcolo imposta catastale

Come si calcola l’imposta catastale?

Il calcolo cambia in base al tipo di atto e alla presenza delle agevolazioni. Nella compravendita, l’imposta catastale non è mai proporzionale al prezzo: è sempre un importo fisso, sia per la prima sia per la seconda casa.

Ecco un riassunto schematico relativo al suo importo:

  • prima casa, acquisto da privato: 50 euro;
  • prima casa, acquisto da impresa con IVA: 200 euro;
  • seconda casa, acquisto da privato: 50 euro;
  • seconda casa, acquisto da impresa con IVA: 200 euro.

La differenza tra prima e seconda casa nella compravendita riguarda soprattutto l’imposta di registro (2% contro 9%) o l’IVA (4% contro 10%), non l’imposta catastale, che resta fissa in entrambi i casi.

Nella successione e nella donazione

Qui il calcolo è proporzionale, salvo agevolazioni all’aliquota dell’1% sul valore dichiarato dell’immobile. È previsto:

  • un importo minimo di 200 euro, anche se l’1% darebbe una cifra inferiore;
  • un importo fisso di 200 euro se l’erede o il donatario ha i requisiti prima casa su quell’immobile.

Il valore su cui si calcola l’imposta, in genere, coincide con il valore catastale rivalutato, secondo i coefficienti previsti dalla normativa sull’imposta di registro, richiamata dallo stesso D.Lgs. 347/1990.

Prima di firmare un atto di compravendita, di successione o di donazione, un confronto con un professionista ti permette di verificare quale aliquota si applica al tuo caso specifico e se hai diritto alle agevolazioni prima casa. Se hai dubbi su un atto già firmato o da firmare, rivolgiti a un notaio o a un avvocato per una valutazione puntuale della tua situazione.

Imposta catastale – Domande frequenti

L’imposta catastale si paga sia sulla prima sia sulla seconda casa?

Sì, in entrambi i casi è dovuta, ma resta un importo fisso di 50 o 200 euro nella compravendita, indipendentemente dal tipo di abitazione.

Chi versa l’imposta catastale nella compravendita?

La calcola e la versa il notaio al momento del rogito, tramite il modello unico informatico.

L’imposta catastale è uguale per tutti gli immobili?

No, cambia in base al tipo di atto (compravendita, successione, donazione) e alla presenza di agevolazioni prima casa.

Cosa succede se non pago l’imposta catastale dovuta?

L’Agenzia delle Entrate può recuperare l’importo con sanzioni e interessi, secondo le regole previste per l’imposta di registro.

Riferimenti normativi

  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 – Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, articolo 10;
  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 – Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni;
  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro;
  • Agenzia delle Entrate, guida “Agevolazioni per l’acquisto della prima casa”;
  • Agenzia delle Entrate, guida “L’acquisto con i benefici prima casa”.
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