Ore di straordinario: quante se ne possono fare e quanto vengono pagate?
Dal momento in cui scatta lo straordinario ai limiti annuali previsti dalla legge, ecco tutto quello che devi sapere sulla retribuzione del lavoro extra-orario, tra D.Lgs. 66/2003 e contratti collettivi.
- Lo straordinario scatta quando si superano le 40 ore settimanali, fissate come orario normale dall’art. 3 del D.Lgs. 66/2003, salvo che il contratto collettivo applicato preveda un limite inferiore.
- Il massimo consentito dalla legge è 250 ore annue, un tetto che i contratti collettivi nazionali possono modificare; non esiste un limite giornaliero o mensile esplicito, ma si ricava in proporzione.
- Ogni ora di straordinario va retribuita con una maggiorazione sulla paga ordinaria, il cui importo preciso è definito dal CCNL di riferimento e può arrivare fino al 50-60% per lo straordinario notturno festivo.
Hai lavorato oltre l’orario previsto e ti stai chiedendo se ti spettava qualcosa in più in busta paga? Quasi certamente sì. Il lavoro straordinario è regolato da norme precise che proteggono il lavoratore e fissano obblighi chiari per il datore di lavoro. Se vuoi conoscere le regole per verificare che la tua retribuzione sia corretta e, se non lo è, sapere come muoverti, sei nel posto giusto.
Cos’è lo straodinario?
L’orario normale di lavoro è fissato a 40 ore settimanali dall’art. 3 del D.Lgs. 66/2003. Ogni ora lavorata oltre questa soglia è straordinario, a tutti gli effetti, e deve essere retribuita come tale.
Attenzione: il CCNL applicato al tuo settore potrebbe prevedere un orario normale più basso – per esempio 36 o 37,5 ore settimanali. In quel caso, lo straordinario scatta prima di quanto pensi.
Sul piano giornaliero, la legge non fissa una soglia autonoma. La prassi – confermata da giurisprudenza e contrattazione collettiva – considera straordinario tutto ciò che supera le 8 ore al giorno, in coerenza con il limite settimanale. Anche qui, il tuo CCNL può prevedere soglie diverse.
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Quante ore di straordinario si possono fare al mese o al giorno?
L’art. 5 del D.Lgs. 66/2003 stabilisce un tetto di 250 ore annue di lavoro straordinario. Questo limite può essere:
- ridotto o aumentato dai contratti collettivi nazionali di categoria;
- superato solo in situazioni eccezionali previste dalla legge, come cause di forza maggiore o pericolo imminente;
- distribuito in modo diverso durante l’anno, in base ad accordi aziendali o territoriali.
Non esiste un limite mensile o giornaliero fissato direttamente per legge, ma 250 ore annue corrispondono a circa 20 ore al mese e a poco più di 4-5 ore a settimana. Superare stabilmente questa soglia espone il datore di lavoro a sanzioni.
Il datore di lavoro, in linea generale, ha bisogno del consenso del lavoratore per richiedere ore extra. Esistono eccezioni per urgenze impreviste o necessità aziendali straordinarie, ma non può imporre ore di straordinario in modo sistematico e unilaterale.
Quanto si pagano le ore di straordinario?
La legge non fissa una percentuale unica: è il contratto collettivo nazionale a stabilire le maggiorazioni. Le percentuali più comuni, a seconda del CCNL e del tipo di straordinario, sono:
- 15-25% per lo straordinario feriale diurno;
- 30-50% per lo straordinario notturno o nei giorni festivi;
- 50-60% per lo straordinario notturno nei giorni festivi.
Per sapere esattamente quanto ti spetta, controlla il CCNL indicato nella tua busta paga. I contratti individuali possono prevedere condizioni migliorative rispetto al contratto collettivo, ma mai peggiorative.
In alternativa alla maggiorazione economica, molti CCNL prevedono il riposo compensativo – le cosiddette “ore in banca” – ovvero il recupero delle ore extra con corrispondente tempo libero. Non si tratta però di un diritto automatico: serve che il contratto lo preveda e che tu sia d’accordo.
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Cosa succede se si fanno troppe ore di straordinario?
Se il datore di lavoro supera i limiti previsti dalla legge o dal contratto collettivo, si espone a sanzioni amministrative. L’art. 18-bis del D.Lgs. 66/2003 prevede una multa da 25 a 154 euro per ogni lavoratore coinvolto e per ogni periodo di riferimento in cui si è verificata la violazione. Le sanzioni si moltiplicano se i lavoratori interessati sono più di cinque o se la violazione si protrae oltre 50 giorni.
Dal lato del lavoratore, svolgere sistematicamente ore extra senza retribuzione o compensazione configura una violazione dei diritti. In questo caso puoi:
- presentare un reclamo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL);
- rivolgerti al sindacato di categoria per un’assistenza gratuita;
- agire in giudizio per recuperare le somme non corrisposte, con una prescrizione di 5 anni sia per i rapporti di lavoro ancora in corso sia per quelli già conclusi.
Per dubbi o domande sull’argomento, ti suggeriamo di rivolgerti a un avvocato esperto in diritto del lavoro.
Straordinario – Domande frequenti
Lo straordinario scatta quando si superano le 40 ore settimanali (o il minor orario stabilito dal CCNL). Sul piano giornaliero, la soglia è di solito 8 ore al giorno, sempre salvo diversa previsione contrattuale.
La legge fissa 250 ore annue, pari a circa 20 ore mensili. Non esiste un limite mensile o giornaliero esplicito: va ricavato proporzionalmente. Il CCNL può prevedere soglie diverse.
Dipende dal CCNL applicato al tuo contratto. Le maggiorazioni vanno dal 15% per lo straordinario feriale diurno fino al 50-60% per quello notturno festivo. Controlla il contratto collettivo indicato in busta paga.
In linea generale, no: serve il tuo consenso. Esistono eccezioni per urgenze impreviste o forza maggiore. Un rifiuto reiterato e ingiustificato può avere conseguenze disciplinari, ma lo straordinario sistematico non può essere imposto unilateralmente.
Sanzioni amministrative comprese tra 25 euro e 154 euro per ogni lavoratore e per ogni violazione del periodo di riferimento, ai sensi dell’art. 18-bis D.Lgs. 66/2003. Le sanzioni aumentano se le violazioni sono gravi o prolungate.
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