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Pagamento NASpI sbagliato: cosa fare per tutelarti da un errore dell’INPS

Come verificare la correttezza dell’importo NASpI, chiedere il riesame all’INPS e presentare ricorso in caso di errore o pagamento indebito dell'indennità di disoccupazione.

pagamento naspi sbagliato
  • La NASpI è calcolatasulla base della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni.
  • L’ammontare della NASpI può essere errato per inesattezze nel computo dei contributi previdenziali.
  • In caso di NASpI errata è possibile invitare l’Istituto a riesaminare la posizione contributiva con l’istanza di annullamento in autotutela o presentare ricorso.

La NASpI (indennità mensile di disoccupazione) è un ammortizzatore sociale, istituito con l’intento di sostenere lavoratori in difficoltà a seguito della perdita dell’occupazione lavorativa. Il totale dell’indennità è il frutto di un calcolo che è legato alla durata dall’attività lavorativa del discoccupato.

Trattandosi dl risultato di un calcolo, può accadere che il pagamento NASpI sia sbagliato per meri errori o incompletezza delle informazioni utilizzate alla base del calcolo. In tali casi, l’ordinamento prevede una serie di strumenti di tutela per il lavoratore recettore della NASpI, per contestare eventuali errori o inesattezze che impattino sull’ammontare complessivo corrisposto.

Come si calcola l’mporto della NASpI?

L’importo mensile della NASpI è determinato sulla base della retribuzione media mensile imponibile, ai fini previdenziali, percepita dal lavoratore negli ultimi quattro anni

Tale valore si ottiene dividendo il totale delle retribuzioni imponibili maturate nel quadriennio per il numero complessivo delle settimane di contribuzione e moltiplicando il risultato per il coefficiente 4,33, secondo quanto previsto dall’art. 4 del D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22.

Per il 2026, la retribuzione di riferimento per il calcolo della NASpI è pari a 1.456,72 euro, mentre l’importo massimo mensile dell’indennità è fissato in 1.584,70 euro (circ. INPS 28 gennaio 2026, n. 4). 

In particolare, l’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile quando questa è pari o inferiore alla soglia di 1.456,72 euro. Se, invece, la retribuzione media supera tale soglia, la NASpI è pari al 75% di 1.456,72 euro, incrementato di una somma corrispondente al 25% della differenza tra la retribuzione media e predetta soglia, fermo restando il limite massimo previsto dalla legge.

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Come funziona la riduzione progressiva dell’indennità

L’importo della NASpI, per espressa previsione normativa, è soggetto a una graduale riduzione del 3% stabilita per ciascun mese di fruizione (art. 4, comma 3, del D.Lgs. n. 22/2015, come modificato dalla Legge di bilancio 2022 – Legge 30 dicembre 2021, n. 234). 

Per gli eventi che causano la situazione di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022 e che legittimano l’accesso alla NASpI, la riduzione decorre dal primo giorno del sesto mese di fruizione, vale a dire dal 151° giorno di percezione della prestazione. 

Per i beneficiari che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto 55 anni, la riduzione decorre invece dal primo giorno dell’ottavo mese di fruizione, ossia dal 211° giorno. La riduzione del 3% si applica, quindi, progressivamente a partire dalla mensilità in cui scatta la riduzione.

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errore naspi

In quali casi il pagamento della NASpI è errato

Il pagamento della NASpI può risultare errato, non dovuto o di importo diverso da quello effettivamente spettante quando, nel corso della prestazione, emergono elementi che incidono sul diritto all’indennità, sulla sua misura o sulla sua durata. 

Le cause alla base dell’errore possono dipendere sia dall’assenza o dalla perdita dei requisiti previsti dalla normativa, sia dal verificarsi di nuove circostanze, che devono essere comunicate all’INPS e che possono determinare la sospensione, la riduzione o la decadenza dalla prestazione

Un pagamento dell’indennità non corretto può, dunque, derivare anche da variazioni intervenute nella situazione lavorativa o reddituale del beneficiario, da comunicazioni omesse o tardive, oppure da imprecisioni di calcolo, non corrispondente ai dati contributivi e retributivi effettivi o non corrispondenti.

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Errore di calcolo materiale

L’ipotesi più frequente e comune, causa di un pagamento NASpI sbagliato è l’errore di calcolo. In particolare, l’inesattezza può essere determinata dalla erronea acquisizione dei dati pensionistici e previdenziali da parte dell’INPS, come, per esempio, nei casi di inesatta ricostruzione della posizione contributiva, alla base del calcolo della indennità, o ancora nella elaborazione del conteggio.

Un errore di calcolo può ancora configurarsi quando si commette una non corretta applicazione delle regole e/o della normativa per il calcolo o a causa del mancato aggiornamento di informazioni già presenti negli archivi dell’Istituto. In tali casi, l’errore è imputabile direttamente al sistema o al funzionario INPS e non alla condotta del lavoratore.

Ciò comporta che la scoperta dell’errore possa avvenire anche diversi anni dopo il versamento della NASpI, a seguito di un accertamento da parte dell’INPS, che pur avendo commesso l’errore, può chiedere la restituzione NASpI non dovuta.

pagamento naspi errato

Cosa fare in caso di pagamento NASpI errato

In caso di pagamento della NASpI errato, il beneficiario può chiedere all’INPS il riesame della prestazione, verificando preliminarmente i dati utilizzati per la liquidazione e individuando la causa dell’errore. 

Tali informazioni possono essere reperite sul sito INPS, utilizzando SPID, CIE o CNS, nella apposita sezione, dedicata alla NASpI, per leggere le motivazioni o le disposizioni di pagamento.

Il lavoratore, in tale ipotesi, può presentare, via PEC, all’INPS, istanza di annullamento in autotutela (circolare INPS n. 47 del 17 maggio 2023), chiedendo la rettifica degli errori materiali o di calcolo

Approfondisci con Errori INPS: cosa fare e come richiedere il risarcimento

Ricorso INPS

Solitamente, se l’errore sul totale dell’indennità di disoccupazione è determinato da una imprecisione di calcolo, la presentazione di una istanza di annullamento in autotutela dovrebbe portare alla risoluzione della vicenda

Diversamente, nelle ipotesi più complicate in cui l’inesattezza nella determinazione della NASpI non sia dovuta a un errore materiale di facile individuazione e risoluzione, è possibile presentare ricorso entro 90 giorni dalla ricezione della NASpI.

Il rimedio può essere presentato autonomamente mediante il portale INPS nella sezione dedicata ai ricorsi amministrativi, oppure per il tramite di un professionista competente in materia di previdenziale e di lavoro o un CAF.

Il ricorso deve essere presentato al comitato provinciale dell’INPS e deve individuare il provvedimento impugnato, descrivere la vicenda, indicare i motivi della contestazione e allegare la documentazione utile a dimostrare la fondatezza della richiesta.

Pagamento NASpI sbagliato – Domande frequenti

Cosa fare se il calcolo dell’indennità di disoccupazione è sbagliato?

Se l’importo della NASpI è errato è necessario chiedere chiarimenti all’INPS, accedendo con SPID o CIE alla sezione dedicata alla prestazione.

Perché il calcolo della NASpI può essere errato?

L’errore è solitamente commesso dal personale INPS e generalmente consiste in viste o errori materiali di calcolo.

Cosa fare per evitare errori futuri?

Per evitare ulteriori errori è opportuno conservare tutta la documentazione necessaria a dimostrare l’irregolarità commessa e verificare scrupolosamente i successivi addebiti mensili.

Fonti normative

D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, art. 4

Legge del 30 dicembre 2021 n. 234

Prassi

Circolare numero 47 del 17-05-202

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Avv. Debora Mirarchi
Esperta in diritto tributario
Laureata all’Università di Bologna, sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2012. Negli anni, ho collaborato con studi operanti nel settore tributario, acquisendo una significativa esperienza nella consulenza nazionale e internazionale, con focus in materia di fiscalità. Unitamente all’esercizio della professione, ho coltivato la passione per la scrittura, collaborando, in qualità di autrice, con le principali riviste specialistiche di settore.
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