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Quanto si prende al mese con la NASpI?

I requisiti per avere accesso all'indennità di disoccupazione NASpI, come si calcola l'importo, chi può richiederlo e come funziona l'invio della domanda.

naspi 2023 2024
  • La NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego, è una forma di sussidio INPS che viene erogato ai lavoratori che hanno perso il lavoro in modo involontario.
  • Non si riceve in modo automatico, ma è necessario farne apposita richiesta.
  • La legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune importanti novità relative ai requisiti di ammissione.

La NASpI, ovvero la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è il contributo che viene erogato non solo ai dipendenti che sono stati licenziati, ma anche a quelli che sono stati costretti a dare dimissioni per giusta causa.

L’obiettivo della riforma è stato quello di prevenire eventuali abusi: in particolare, si è cercato di arginare un fenomeno abbastanza diffuso, legato alle dimissioni volontarie, che analizzeremo di seguito.

In questa guida sono state raccolte le informazioni complete sui requisiti e la durata nella NASpI INPS, ma anche i dettagli sul calcolo, come fare domanda, come funzionano la sospensione e le sanzioni nel caso di richiesta illecita del sussidio.

NASpI: a chi spetta

La NASpI è riservata ai lavoratori dipendenti, tra i quali rientrano anche gli apprendisti, i soci di cooperativa, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e i dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Dal 1° gennaio 2022, la NASpI spetta anche agli operatori agricoli a tempo indeterminato dipendenti dalle cooperative e loro consorzi, che si occupano di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e zootecnici propri o conferiti dai loro soci.

Ne sono invece esclusi i lavoratori a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, i lavoratori che abbiano maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata, e titolari di assegno ordinario di invalidità.

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Requisiti NASpI

La NASpI si rivolge ai lavoratori disoccupati per motivazioni che non dipendono dalla propria volontà, come per esempio a causa di una crisi aziendale che ha portato alla riduzione del personale, oppure le dimissioni per giusta causa o il licenziamento disciplinare.

La domanda per accedere alla NASpI deve essere preceduta da una dichiarazione telematica in cui il/la disoccupato/a di immediata disponibilità, per svolgere attività lavorative e partecipare a misure di politica attiva del lavoro – di comune accordo con il centro per l’impiego.

In pratica, nei 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, bisogna recarsi presso il centro per l’impiego per instaurare il patto di servizio personalizzato.

Requisiti contributivi

È poi previsto un requisito contributivo, ovvero l’aver versato i contributi per almeno 13 settimane consecutive nei quattro anni che precedono l’inizio della disoccupazione.

Per raggiungere le 13 settimane, si possono sommare:

  • i contributi previdenziali, che comprendono la quota contro la disoccupazione versati durante il rapporto di lavoro subordinato;
  • contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria, se risulta già versata o dovuta la contribuzione all’inizio dell’astensione, e per i periodi di congedo parentale, se indennizzati e intervenuti durante il rapporto di lavoro;
  • periodi di lavoro all’estero in Paesi comunitari o convenzionati, dov’è possibile la totalizzazione;
  • periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino a 8 anni, per un massimo di 5 giorni in un anno solare.

LEGGI ANCHE Responsabilità del datore di lavoro per danni al lavoratore: guida aggiornata

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NASpI e dimissioni: come funziona

I requisiti per poter avere accesso al sussidio NASpI devono essere oggettivi e la disoccupazione spetta in genere quando si viene licenziati e non quando è stato il lavoratore a interrompere volontariamente il rapporto di lavoro.

Esistono tuttavia alcune eccezioni per le quali si può ricevere il trattamento di disoccupazione nel caso di:

  1. dimissioni per giusta causa, ovvero quelle nelle quali il lavoratore è costretto a dimettersi perché si sono create delle condizioni che hanno reso difficile la prosecuzione della normale attività lavorativa, come per esempio episodi di mobbing o affidamento di un ruolo inferiore al lavoratore;
  2. dimissioni presentate durante il periodo della maternità, compreso fra 300 giorni prima della data della presunta nascita e il primo anno di vita del bambino;
  3. risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, avvenuta tramite una procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro;
  4. licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione;
  5. licenziamento disciplinare.

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Risoluzione consensuale e NASpI

In merito alla procedura di risoluzione consensuale, la NASpI non spetta per i dipendenti delle aziende che hanno meno di 15 lavoratori. Si potrà, invece, avere accesso alla disoccupazione nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro sia terminato ai sensi della procedura prevista dall’art. 7 L. 604/1966, come modificato dall’art. 1, co. 40, della legge 92/2012.

In caso di dubbi o chiarimenti relativi alla percezione della NASpI, ti invitiamo a rivolgerti a un avvocato del lavoro, scegliendo tra i legali presenti su deQuo.

Calcolo NASpI online

Il calcolo dell’importo relativo alla NASpI può essere effettuato partendo dall’estratto conto previdenziale, al quale si può accedere direttamente online, dal sito dell’INPS.

L’importo della NASpI corrisponde al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali che è stata percepita nel corso degli ultimi 4 anni, qualora fosse inferiore o pari alla retribuzione media mensile stabilita per legge – che per il 2026 è di 1.456,72 euro.

Se la retribuzione fosse superiore all’importo massimo, invece, la prestazione sarebbe pari al 75% dell’importo di riferimento annuo che dovrà essere sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile e tale importo massimo.

Il risultato dovrà, in entrambi i casi citati, essere suddiviso per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicato per il coefficiente 4,33. Per il 2026, l’importo massimo che può essere erogato corrisponde invece a 1.584,70 euro.

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a chi spetta la naspi

Simulazione calcolo NASpI online

Supponiamo che l’imponibile previdenziale di un lavoratore sia pari a 30.000 euro e che negli ultimi 4 anni abbia lavorato per 80 settimane. Il calcolo della NASpI deriva dal rapporto fra l’imponibile previdenziale e il numero di settimane lavorate, moltiplicate per 4,33, ovvero: (30.000/80) * 4,33 = 1.623,75 euro.

Dato che la retribuzione mensile ottenuta è superiore al massimale, dovrà essere considerato il 75% di tale valore, al quale si dovrà aggiungere il 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e l’importo di 1.456,72 euro.

Nel nostro caso, si avrà dunque:

  • 1.456,72 euro * 75% = 1092,54 euro;
  • 1.623,75 – 1.456,72 = 167,03 * 25% = 41,76 euro;
  • importo totale NASpI: 1092,54 + 41,76 = 1.134,30 euro al mese.

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Riduzione importi NASpI

L’importo della NASpI si riduce nei seguenti casi:

  • attività svolta in forma autonoma che genera un reddito annuo corrispondente a 5.500 euro. L’indennità viene ridotta dell’80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno;
  • il titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cessa da uno dei rapporti – a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro – ne ha diritto se il reddito percepito dal rapporto di lavoro rimasto in essere corrisponde a 8.174 euro, e se comunica all’INPS entro un mese dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto derivante dal o dai rapporti rimasti in essere, anche se pari a zero. In questa evenienza, la NASpI è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto;
  • rioccupazione con contratto di lavoro intermittente, con o senza obbligo di risposta alla chiamata.

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NASpI: durata

La durata della disoccupazione NASpI varia in relazione alle settimane totali di retribuzione del richiedente in riferimento agli ultimi quattro anni lavorativi, ma può avere una durata massima di 24 mesi, sulla base delle disposizioni del Decreto legislativo n. 148 del 2015.

La NASpI viene erogata per un numero totale di settimane pari alla metà di quelle relative alla contribuzione degli ultimi quattro anni. Non vengono presi in considerazione i periodi contributivi che hanno già permesso al soggetto richiedente di avere accesso ad altre prestazioni.

La NASpI subisce una riduzione nel caso in cui si svolgesse un lavoro autonomo con un reddito annuo inferiore a 4.800 euro, oppure si trovasse una nuova occupazione con reddito di lavoro subordinato o parasubordinato, dalla quale si ottenesse un reddito pari a un massimo di 8.000 euro annui.

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Invio domanda NASpI

Come anticipato nelle righe precedenti, la NASpI non viene versata in automatico al lavoratore disoccupato, ma deve essere presentata esplicita richiesta. Il dipendente avrà a sua disposizione 68 giorni di tempo dal momento in cui si è verificata l’interruzione del rapporto di lavoro.

La domanda può essere presentata in tre modi differenti:

  1. accedendo al sito online dell’INPS, tramite PIN, SPID, CIE, CNS, eIDAS;
  2. rivolgendosi a un CAF convenzionato;
  3. chiamando il numero verde del Contact Center INPS, 803 164 da numero fisso, oppure lo 06 164164, che è un numero a pagamento da chiamare da cellulare.

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Calendario pagamenti NASpI

In realtà, non esiste un calendario dei pagamenti NASpI nella misura in cui la data di erogazione della disoccupazione dipende dal momento in cui è stata presentata la domanda.

Inoltre, ci sono altri elementi che potrebbero provocare una diversificazione dei tempi di pagamento, tra i quali:

  • la sede INPS territoriale;
  • i tempi di lavorazione delle singole domande.

Come regola generale, si potrebbe dover attendere circa un mese dal momento della presentazione della domanda NASpI a quello in cui vengono effettuati i pagamenti. In base al momento in cui si presenta la richiesta di disoccupazione, decorrono termini differenti, che sono stati riportati nella tabella in basso.

Presentazione domanda Termine di decorrenza erogazione NASpI
Entro l’ottavo giorno dalla fine del rapporto di lavoro A partire dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto di lavoro
Dopo l’ottavo giorno dalla fine del rapporto di lavoro, ma entro i termini di leggeDal giorno successivo a quello di presentazione della domanda
Entro l’ottavo giorno dalla fine del rapporto di lavoroIn presenza di malattia, maternità o infortunio, la decorrenza scatta dall’ottavo giorno a quello successivo alla fine dell’evento
Dopo l’ottavo giorno, ma entro i termini di leggeDal giorno successivo a quello di presentazione della domanda
Entro il 38° giorno successivo al licenziamento per giusta causaDal 38° giorno successivo al licenziamento per giusta causa
Oltre il 38° giorno successivo al licenziamento per giusta causa, ma entro i termini di leggeDal giorno successivo a quello di presentazione della domanda
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Sospensione NASpI e decadimento

La NASpI può essere sospesa nei casi di rioccupazione con un contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 6 mesi, a condizione che il reddito annuo del lavoratore rimanga inferiore agli a 8.174 euro, oppure nel caso di nuova occupazione in Paesi dell’Unione europea, o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione, oppure in Paesi extracomunitari.

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego decade invece nei casi in cui il lavoratore:

  • perde lo stato di disoccupazione;
  • inizia un’attività di lavoro subordinato, di durata superiore a 6 mesi o a tempo indeterminato senza comunicare all’INPS il reddito presunto che ne deriva entro il termine di un mese dall’inizio del rapporto di lavoro o dalla data di presentazione della domanda, se il rapporto lavorativo era preesistente alla domanda medesima;
  • non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI , il reddito annuo che presume di trarre da uno o più rapporti di lavoro subordinato part-time rimasti attivi all’atto di presentazione della domanda di NASpI successiva alla cessazione di un altro rapporto di lavoro;
  • inizia un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dal suo inizio o dalla data di presentazione della domanda se l’attività lavorativa autonoma o l’iscrizione alla Gestione Separata era preesistente alla domanda stessa;
  • raggiunge i requisiti per la pensione di vecchiaia o per quella anticipata;
  • acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità e non sceglie la NASpI;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento previste dai centri per l’impiego.

LEGGI ANCHE Che differenza c’è tra NASpI e DIS-COLL

NASPI – Domande frequenti

Quanto tempo dura la disoccupazione NASpI?

Per conoscere quale sia la durata totale della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, leggi la nostra guida sulla NASpI.

Quando spetta la NASpI?

La NASpI spetta ad alcune categorie di lavoratori che devono possedere determinati requisiti: scopri quali sono quelli in vigore.

Che differenza c’è tra la NASpI e la disoccupazione?

La NASpI è una delle tipologie di disoccupazione che si possono ricevere nei casi in cui si abbia perso involontariamente la propria occupazione, alla quale si affianca la DIS-COLL.

Ho lavorato 9 mesi, quanta disoccupazione mi spetta?

Il calcolo della disoccupazione NASpI si basa sulla formula imponibile previdenziale divisio numero di settimane lavorate, moltiplicate per 4,33.

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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