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In quali Paesi l’omosessualità è un reato?

L’elenco dei Paesi in cui l’omosessualità è considerata un reato e quelli nei quali è stata depenalizzata.

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Redazione deQuo
27 Gennaio 2026
reato di omosessualità

Nel corso del tempo le battaglie da parte della comunità LGBT, acronimo di lesbiche, gay, bisessuali o transgender, hanno portato all’approvazione di un numero sempre maggiore di diritti.

Dalle leggi contro la discriminazione e il bullismo omofobico si è passati pian piano al riconoscimento dell’omogenitorialità, alle leggi contro i crimini d’odio che generano violenza contro le persone LGBT basata unicamente sul pregiudizio fino ai matrimoni tra coppie dello stesso stesso, alle unioni civili, alle adozioni da parte di coppie omosessuali.

Nonostante tutti questi traguardi, c’è ancora molto da cambiare. L’omosessualità è infatti ancora un reato in troppi Paesi in giro per il mondo: vediamo di seguito quali sono e quali pene vengono applicate dalla legge. Analizziamo anche quali sono gli Stati nei quali, invece, l’omosessualità è stata depenalizzata nel corso del tempo. 

*I dati sono aggiornati a inizio 2026. La situazione legislativa cambia con frequenza: per le informazioni più recenti si consiglia di consultare il rapporto annuale di ILGA World (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association).

In quali Paesi esiste il reato di omosessualità^

Al 2 gennaio 2026 l’omosessualità rimane reato ufficialmente in circa 62 Paesi nel mondo; 63 se si considera l’Egitto, che condanna l’omosessualità di fatto pur in assenza di leggi specifiche. Il numero sale a 66 considerando anche i Paesi in cui è reato solo in parte del territorio, come la provincia di Aceh in Indonesia, la Striscia di Gaza e la Cecenia. Nel 2001 erano quasi 100: il cammino è lungo, ma la direzione non è sempre in avanti.

Attualmente, 7 Paesi prevedono la pena di morte per omosessualità sull’intero territorio: Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti, Afghanistan, Somalia, Mauritania e Yemen. Altri 5 la prendono in considerazione come possibile sanzione: Iraq, Nigeria (negli stati del nord dove vige la Sharia), Pakistan, Qatar e Territori Palestinesi.

Elencandoli, i Paesi nei quali l’omosessualità è un reato sono i seguenti:

  • Afghanistan, in cui viene accettata l’omosessualità femminile, mentre quella maschile viene punita con la pena di morte;
  • Algeria, in cui è illegale dal 1962: viene punita con una pena da 6 mesi a 3 anni di carcere o multa;
  • Arabia Saudita, in cui sono previste detenzione, frustate o pena di morte;
  • Bangladesh, in cui è punita fino a 10 anni di carcere;
  • Bhutan, in cui è punita fino a un anno di carcere, con procedura di depenalizzazione in corso;
  • Birmania (Myanmar), in cui è punita fino a 10 anni di carcere;
  • Brunei, in cui è punita fino a 10 anni di carcere;
  • Burundi, in cui è punita fino a 2 anni di carcere;
  • Burkina Faso, che nel settembre 2025 ha criminalizzato l’omosessualità, punita con il carcere fino a 5 anni;
  • Camerun, in cui è punita fino a 5 anni di carcere;
  • Ciad, in cui è illegale dal 2017 ed è punita fino a 2 anni di carcere;
  • Comore, in cui è punita fino a 5 anni di carcere;
  • Emirati Arabi Uniti, in cui è punita fino a 15 anni o con la pena di morte;
  • Eritrea, in cui è punita fino a 7 anni di carcere;
  • Etiopia, in cui è punita fino a 5 anni di carcere;
  • Gambia, in cui è punita con il carcere a vita;
  • Ghana, in cui sono previste pene detentive e, dal 2024, è illegale anche dichiararsi gay o formare gruppi di supporto LGBT+;
  • Giamaica;
  • Grenada, con pene fino a 10 anni di carcere;
  • Guinea, con pene fino a 3 anni di carcere;
  • Guyana, con pene fino a 10 anni di carcere, ma è in corso la decriminalizzazione;
  • Iran, dove si rischia la pena di morte;
  • Iraq, dove una legge approvata nel 2024 ha introdotto la criminalizzazione;
  • Isole Salomone;
  • Kenya, in cui è punita fino a 14 anni di reclusione;
  • Kiribati;
  • Kuwait, con pene fino a 10 anni di carcere;
  • Libano, dove la legge esiste ma è contestata da alcuni tribunali;
  • Liberia, in cui è punita con un’ammenda;
  • Libia, con pene fino a 5 anni di prigione;
  • Malawi;
  • Mali, che dalla fine del 2024 considera l’omosessualità un reato;
  • Maldive, dove si rischia la pena di morte;
  • Malesia, con pene fino a 20 anni di carcere;
  • Marocco, con pene fino a 3 anni di carcere;
  • Mauritania, dove si rischia la pena di morte;
  • Nigeria, in cui negli stati del nord vige la Sharia con pena di morte, nel sud fino a 14 anni di reclusione;
  • Oman, con pene fino a 3 anni di carcere;
  • Pakistan, con possibile pena di morte;
  • Qatar, in cui è reato la sola omosessualità maschile, con possibile pena di morte;
  • Palestina (solo nella Striscia di Gaza);
  • Papua Nuova Guinea, in cui è illegale quella maschile;
  • Saint Vincent e Grenadine, con pene fino a 10 anni di carcere;
  • Samoa, in cui è reato la sola omosessualità maschile;
  • Senegal, con pene da 1 mese a 5 anni di prigione;
  • Sierra Leone, in cui è reato la sola omosessualità maschile, con ergastolo;
  • Siria;
  • Somalia, dove si rischia la pena di morte;
  • Sri Lanka, con pene fino a 10 anni di prigione, ma con proposta di decriminalizzazione;
  • Sudan, con pene fino a 10 anni di carcere;
  • Sudan del Sud, con pene fino a 10 anni di carcere;
  • Tanzania, con pene fino a 25 anni di carcere;
  • Togo, con pene fino a 3 anni di carcere;
  • Tonga, in cui è vietata soltanto l’omosessualità maschile;
  • Tunisia, con pene fino a 3 anni;
  • Turkmenistan, in cui è vietata soltanto l’omosessualità maschile, con pene fino a 2 anni;
  • Tuvalu, in cui è vietata soltanto l’omosessualità maschile;
  • Uganda, con ergastolo e pena di morte per “omosessualità aggravata”;
  • Uzbekistan, in cui è illegale fino a 3 anni per gli uomini;
  • Yemen, dove si rischia la pena di morte;
  • Zambia, con pene fino a 14 anni di prigione;
  • Zimbabwe, con pene fino a 1 anno di prigione.
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L’omosessualità de facto

Egitto e Iraq sono due casi particolari. In Egitto i comportamenti sessuali tra persone dello stesso sesso non vengono menzionati in modo ufficiale dalle leggi, ma le persone LGBT+ possono essere condannate per “depravazione”, con pene fino a 17 anni. In Iraq, invece, una legge approvata nel 2024 ha introdotto la criminalizzazione esplicita, con pene detentive.

La depenalizzazione del reato di omosessualità: le novità recenti

Accanto ai Paesi in cui l’omosessualità è ancora un reato, ce ne sono altri in cui è stata depenalizzata o in cui il reato non è mai stato in vigore. L’unico continente in cui l’omosessualità è legale in tutti gli Stati è l’Europa.

Le novità più recenti riguardano:

  • Namibia: nel 2024 la High Court ha annullato i reati consuetudinari, dopo che nel 2023 la Corte Suprema aveva già imposto allo Stato il riconoscimento dei matrimoni omosessuali contratti all’estero;
  • Mauritius, Singapore, Repubblica Dominicana e Isole Cook: hanno decriminalizzato i rapporti omosessuali dal 2023 ad oggi;
  • Antigua e Barbuda, Barbados, Saint Kitts e Nevis, Dominica e Saint Lucia: hanno depenalizzato l’omosessualità negli ultimi anni.

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dove essere gay può essere punito

Quali sono le religioni che vietano l’omosessualità

La criminalizzazione dell’omosessualità in molti Paesi non nasce dal nulla: affonda le radici in tradizioni religiose che considerano i rapporti tra persone dello stesso sesso moralmente illeciti, peccaminosi o contrari all’ordine naturale. In diversi Stati, la legge religiosa coincide direttamente con quella civile e penale, rendendo impossibile separare i due piani.

Islam: la Sharia e la pena di morte nei Paesi a maggioranza musulmana

L’Islam è la religione che, nelle sue interpretazioni più rigide, produce le conseguenze legali più severe. La Sharia – la legge islamica tradizionale – classifica i rapporti omosessuali come zina (atti sessuali illeciti) o come il peccato del popolo di Lot, e prevede pene che vanno dalla fustigazione alla pena di morte.

Non tutti i Paesi a maggioranza musulmana applicano la Sharia come diritto positivo, ma quelli che lo fanno – come Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Yemen – hanno tra le legislazioni più punitive al mondo. Vale la pena ricordare che esistono teologi e giuristi islamici che propongono interpretazioni più aperte, e che diversi Paesi a maggioranza musulmana, come la Giordania e il Bahrein, non criminalizzano l’omosessualità.

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Cristianesimo: dalle condanne storiche alle posizioni attuali delle chiese

Il cristianesimo ha una storia complessa sul tema. Per secoli la sodomia è stata reato anche in Europa, in larga parte per influenza della dottrina cristiana che – basandosi su alcune lettere di Paolo e su passi del Levitico – considerava i rapporti omosessuali intrinsecamente disordinati.

La Chiesa cattolica mantiene ancora oggi una posizione ufficiale di condanna degli atti omosessuali, pur distinguendo tra orientamento e comportamento e pur avendo aperto, con il pontificato di Francesco, alla benedizione delle coppie dello stesso sesso (Dichiarazione Fiducia Supplicans, 2023).

Le chiese evangelicali e pentecostali, particolarmente diffuse in Africa subsahariana e in America Latina, hanno spesso esercitato una pressione politica diretta sui parlamenti locali per l’introduzione o il mantenimento di leggi anti-LGBT+: il caso dell’Uganda è emblematico. Le chiese protestanti storiche (anglicani, luterani, metodisti) sono invece divise al loro interno, con alcune denominazioni che hanno già celebrato matrimoni tra persone dello stesso sesso.

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Ebraismo ortodosso: il divieto nella Torah e le differenze tra le correnti

Nella tradizione ebraica ortodossa, i rapporti omosessuali maschili sono vietati dal Levitico (18,22 e 20,13), classificati come toevah (abominio). Questo ha storicamente portato a una condanna netta da parte dell’ebraismo ortodosso. Le correnti riformate e conservative hanno invece adottato posizioni progressivamente più aperte, con molte comunità che celebrano matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Israele, pur non avendo un matrimonio egualitario formalmente riconosciuto per legge civile, riconosce quelli contratti all’estero e garantisce ampie tutele alle persone LGBT+: un caso che dimostra come l’influenza religiosa non si traduca automaticamente in legge statale.

Induismo e Buddhism: posizioni meno uniformi e più sfumate

L’induismo non ha una posizione univoca: i testi classici come il Manusmrti contengono riferimenti negativi, ma altre tradizioni – come alcune scuole tantriche e i hijra, la terza categoria di genere storicamente riconosciuta nel subcontinente indiano – testimoniano una realtà più articolata. L’India ha depenalizzato l’omosessualità nel 2018 con una sentenza storica della Corte Suprema, che ha dichiarato incostituzionale la sezione 377 del codice penale, eredità coloniale britannica.

Il buddhismo nelle sue correnti principali non contiene un divieto esplicito dell’omosessualità, anche se alcune istituzioni buddhiste in Paesi come Sri Lanka o Myanmar hanno assunto posizioni conservatrici che hanno contribuito a mantenere in vigore leggi restrittive.

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