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Stress da lavoro correlato: cosa fare e a chi rivolgersi per dimostrarlo

Lo stress negativo sul lavoro è uno dei motivi per i quali i lavoratori possono andare in malattia: ecco come funziona la procedura e a chi bisogna rivolgersi affinché la malattia causata dallo stress da lavoro correlato venga riconosciuta.

stress da lavoro

Lo stress è una malattia riconosciuta dall’INAIL?

I lavoratori dipendenti hanno il diritto di assentarsi dal posto di lavoro per malattia, dimostrando la loro condizione di temporanea incapacità lavorativa con un certificato medico. 

Cosa fare per dimostrare lo stress da lavoro correlato? Quali sono i sintomi che permettono di parlare di stress o di sindrome da burnout?

Lo stress in sé non è una malattia, ma una risposta del lavoratore a stimoli esterni negativi, come un carico di lavoro eccessivo, un demansionamento, una condizione di mobbing. 

Vediamo di seguito cosa bisogna fare nel caso in cui ci si dovesse ritrovare in una condizione di stress da lavoro correlato che rendesse complicato lo svolgimento della propria attività lavorativa. 

Cosa si intende per stress

Abbiamo detto che lo stress è una risposta fisiologica agli eventi esterni, che può esplodere in conseguenze di tipo:

  1. fisico, con emicrania, problemi digestivi, colite, ulcere, ipertensione, malfunzionamento della tiroide;
  2. psicologico, con ansia, cattivo umore, pensieri negativi, noia, scarsa autostima e depressione;
  3. comportamentale, ovvero portare a disturbi del sonno, a bere di più e a mangiare in modo sregolato, a condizioni di inattività o iperattività. 

Una delle patologie più comuni derivanti dallo stress è la sindrome da burnout, ovvero l’esaurimento nervoso, che può avere anche conseguenze patologiche quali la nevrosi fobica ossessiva, la psicosi ossessiva, la sindrome depressiva, la nevrosi ansiosa.

Quando lo stress è negativo si parla di distress, ma in realtà esiste anche una forma di stress positivo, chiamata eustress, la quale provoca effetti positivi sul livello di attenzione e sulle capacità cognitive di chi la vive. 

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Lo stress da lavoro

Lo stress da lavoro può essere causato da motivazioni differenti e si evolve nel seguente modo:

  1. in un primo momento, c’è una fase di preallarme, chiamata arousal, in cui lo stress provoca un senso di allerta, come l’iperventilazione o l’aumento dei battiti cardiaci;
  2. segue una fase di resistenza, nella quale l’organismo cerca di adattarsi alla situazione di stress;
  3. la fase finale è quella dell’esaurimento, nella quale l’organismo non è più in grado di difendersi e la capacità di adattamento viene meno. 

Il Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro prevede che debba essere valutato il rischio di stress sul lavoro per fare in modo di prevenirlo e garantire, così, il benessere dei lavoratori e la produttività aziendale. 

Come si valuta lo stress da lavoro correlato

Lo stress da lavoro correlato può essere indennizzato dall’INAIL come una malattia professionale: ciò avviene qualora provochi danni fisici e psicologici. Ci sono anche casi in cui l’INAIL riconosce una percentuale di inabilità.

La valutazione del rischio stress da lavoro correlato deve essere contenuta in un fascicolo del Dvr, ovvero il documento di valutazione dei rischi, che rientra tra gli obblighi del datore di lavoro e che dovrà contenere:

  • i criteri che sono stati utilizzati per analizzare il rischio stress da lavoro correlato;
  • quali mansioni possono portare i lavoratori al rischio di stress;
  • chi, all’interno dell’azienda, dovrà occuparsi della redazione del Dvr. 

Le linee guida sullo stress suggeriscono l’utilizzo di questionari o checklist con i quali è possibile individuare le aree potenzialmente più soggette al rischio di stress, sulle quali intervenire tempestivamente con delle correzioni. 

Il questionario potrebbe prendere in considerazioni elementi quali i dati sull’assenteismo, le dimissioni, le assenze per malattia, le richieste di cambio mansione, i motivi principali dei conflitti interni, le condizioni igieniche e di sicurezza, l’illuminazione e la presenza di spazi adeguati, l’esposizione a rischi di tipo biologico, chimico, cancerogeno. 

Sanzioni per mancata valutazione dello stress da lavoro

Il datore di lavoro che non effettua la valutazione dello stress tramite il Dvr può andare incontro:

  • a una multa compresa tra i 2.500 e i 6.400 euro;
  • all’arresto da 3 a 6 mesi

La sanzione può essere applicata anche se il documento viene redatto senza la presenza del Rssp, ovvero il responsabile servizio prevenzione e protezione dell’azienda, e del medico competente: in questo caso il suo importo è compreso tra i 2.000 e i 4.000 euro

In aggiunta:

  • se nel Dvr non sono presenti le misure di prevenzione necessarie, o i riferimenti di chi ha il dovere di provvedere alla sua redazione, viene applicata una sanzione tra i 2.000 e i 4.000 euro;
  • se mancano i criteri di valutazione utilizzati nell’analisi della valutazione del rischio stress da lavoro correlato, o le mansioni più a rischio, viene prevista un’ammenda tra i 1.000 e i 2.000 euro. 
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Stress da lavoro: a chi rivolgersi

Il dipendente che si ammala a causa dello stress, dovrà inviare una comunicazione al proprio datore di lavoro sulla base delle condizioni e dei termini previsti dal suo contratto collettivo. 

Entro 2 giorni di tempo da quando si verifica la patologia, si dovrà contattare il proprio medico curante, il quale verificherà lo stato di temporanea incapacità al lavoro, inviando all’INPS il certificato medico telematico nel quale vengono indicati i giorni di malattia previsti. 

Il numero di protocollo di trasmissione del certificato dovrà poi essere comunicato al datore di lavoro, nel rispetto dei termini previsti. Se la comunicazione dovesse arrivare in ritardo, il lavoratore dovrà fornire delle giustificazioni, in assenza delle quali sarebbero previste delle sanzioni disciplinari

Leggi anche: “Danno biologico da infortunio sul lavoro“.

La malattia per stress deve essere indicata sul certificato?

Il medico curante che invia il certificato medico all’INPS dovrà inserire al suo interno alcune informazioni indispensabili. La prima consiste nel motivo che ha provocato l’incapacità lavorativa, necessario per far sì che l’INPS possa eventualmente valutare la presenza di condizioni che possano permettere di attivare un’azione surrogatoria verso terzi responsabili. 

Dovrà poi indicare se il dipendente sarà esonerato dalla visita fiscale. In genere ciò si verifica in presenza di:

  1. patologie gravi, che richiedono terapie salvavita;
  2. malattie per le quali sia stata riconosciuta la causa di servizio;
  3. malattie connesse a situazioni di invalidità già riconosciuta maggiore o uguale al 67%.

Negli altri casi è invece prevista la visita fiscale, la quale potrà avvenire:

  • dalle 10 alle 12, e dalle 17 alle 19, nel caso di lavoratore subordinato del settore privato;
  • dalle 9 alle 13, e dalle 15 alle 18, nel caso dei dipendenti pubblici. 

Considerato che lo stress è spesso causato dalla permanenza in luoghi chiusi, nell’ipotesi in cui il lavoratore dovesse trovarsi all’aperto per motivi di svago negli orari in cui è prevista la visita fiscale non potrà essere sanzionato. 

Stress da lavoro correlato – Domande frequenti

Cosa si intende per stress lavoro correlato?

Lo stress da lavoro correlato è uno sensazione nella quale il lavoratore si trova in una condizione di squilibrio rispetto alle sue mansioni lavorative. 

Quale normativa si occupa in Italia dello stress correlato al lavoro?

La legge che obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire il rischio stress da lavoro correlato è il d. lgs. 81/2008.

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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