Vai al contenuto

L’assegno di mantenimento si può pagare in contanti?

L'uso del contante per l'assegno di mantenimento appare come una scelta anacronistica e pericolosa. Sebbene la soglia dei 5.000 euro consenta teoricamente l'operazione, i costi indiretti legati alla perdita delle agevolazioni fiscali e i rischi diretti di una condanna penale ne sconsigliano l'adozione.

assegno di mantenimento in contanti
  • Il pagamento dell’assegno di mantenimento tramite denaro contante è legittimo entro la soglia di 5.000 euro, ma priva il debitore della prova documentale automatica necessaria in sede civile e penale.
  • L’assenza di tracciabilità bancaria preclude la possibilità di dedurre le somme versate dal reddito complessivo ai fini dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, comportando un danno economico per l’obbligato;
  • L’assenza della quietanza di pagamento espone il soggetto al reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare e a procedure di pignoramento immediato dei beni.

L’ordinamento giuridico italiano non impone un metodo di pagamento vincolante per l’assegno di mantenimento, a meno che questo non sia esplicitamente indicato nel provvedimento del Giudice. Gli articoli 156 e 337-ter del Codice civile si limitano a stabilire l’obbligo di corresponsione di una somma periodica per il sostentamento del coniuge o dei figli, senza specificare il mezzo di trasferimento del valore. Tuttavia, l’evoluzione della normativa antiriciclaggio e la digitalizzazione dei flussi finanziari hanno reso il ricorso al contante una pratica complessa e densa di insidie legali.

A partire dal 1° gennaio 2026, il limite per il trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi è confermato a 5.000 euro. Tale soglia, stabilita dal Decreto Legislativo n. 231 del 2007 e successive modifiche, rappresenta il confine invalicabile oltre il quale scattano sanzioni amministrative pecuniarie che possono variare dal 10% al 40% della somma trasferita. Tale limite si applica al singolo versamento mensile; tuttavia, se il Giudice ha disposto un pagamento unitario superiore a tale cifra, il ricorso al contante risulterebbe illegale a prescindere dal consenso delle parti.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che il mantenimento rappresenta un’obbligazione pecuniaria che, ai sensi dell’articolo 1277 cc, deve essere estinta con moneta avente corso legale. Sebbene il debitore abbia tecnicamente il diritto di pagare in contanti, il creditore può rifiutare tale modalità se il provvedimento di separazione prevede il bonifico, poiché il mutamento unilaterale delle modalità di adempimento può configurare un aggravio per il ricevente.

Quali sono i rischi penali del pagamento in contanti?

Il pagamento del mantenimento in contanti potrebbe nascondere dei rischi. In assenza di un flusso bancario tracciabile, il debitore non dispone di una prova documentale “terza” dell’avvenuto versamento. Se l’ex coniuge, spinto da conflittualità o malafede, dovesse negare di aver ricevuto le somme, il soggetto obbligato si troverebbe nell’impossibilità di dimostrare il contrario senza una ricevuta scritta.

Questa situazione integra il reato previsto dall’articolo 570-bis del Codice penale, introdotto per punire chiunque si sottrae all’obbligo di corresponsione dell’assegno dovuto in caso di scioglimento, cessazione degli effetti civili o annullamento del matrimonio.

La condotta omissiva è punita con:

  • la reclusione fino a 1 anno o la multa da 103 euro a 1.032 euro;
  • l’aggravamento della pena se la violazione riguarda il mantenimento di figli minori o soggetti con disabilità;
  • la possibile revoca della sospensione condizionale della pena se il debito non viene saldato integralmente.

La Cassazione, con sentenza n. 4567 del 2024, ha ribadito che l’onere della prova dell’adempimento grava interamente sul debitore. Non basta allegare una generica disponibilità economica o testimonianze verbali di amici o parenti; serve una prova scritta e certa, come una quietanza analitica. In assenza di questa, il Giudice penale è tenuto a procedere con la condanna, poiché il bene giuridico tutelato è il diritto al sostentamento dei familiari, che non può essere lasciato all’incertezza probatoria.

LEGGI ANCHE L’assegno di mantenimento si paga anche se il reddito è basso?

mantenimento cash
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Quali sono le conseguenze fiscali?

Il versamento dell’assegno di mantenimento al coniuge costituisce un onere deducibile dal reddito complessivo, ai sensi dell’articolo 10 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Questa agevolazione permette al debitore di abbattere la propria base imponibile, ottenendo un risparmio fiscale proporzionale alla propria aliquota marginale IRPEF, che per redditi medi si attesta al 35% o al 43%.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha adottato una linea di estremo rigore per quanto riguarda le detrazioni e le deduzioni effettuate tramite contante. Per poter beneficiare dello sgravio, il contribuente deve fornire la prova documentale del versamento. Sebbene la legge non escluda formalmente la quietanza cartacea, la prassi amministrativa tende a disconoscere le deduzioni non supportate da bonifici bancari, sospettando accordi simulatori volti a gonfiare gli oneri deducibili per evadere il fisco.

L’assegno di mantenimento può essere per il coniuge o per i figli. In pratica:

  • la quota destinata al coniuge è deducibile per chi la paga e tassabile come reddito per chi la riceve;
  • la quota destinata al mantenimento dei figli non è mai deducibile per il genitore obbligato e non concorre alla formazione del reddito del genitore collocatario.

Per la quota figli, dunque, il danno non è fiscale ma esclusivamente probatorio, mentre per la quota coniuge il pagamento in contanti si traduce in un costo netto superiore per il debitore, che perde il diritto di recuperare parte della somma in sede di dichiarazione dei redditi.

Con quale strumento conviene pagare l’assegno di mantenimento?

La scelta dello strumento con cui adempiere all’obbligo di mantenimento determina il livello di protezione legale e i benefici economici ottenibili.

Analizzando le opzioni disponibili, emerge quanto segue:

  • il bonifico bancario o postale rappresenta la soluzione ottimale, poiché garantisce una tracciabilità massima, elimina il rischio di contestazioni sulla data e sull’importo e assicura la piena deducibilità fiscale delle somme;
  • l’assegno circolare offre un elevato grado di sicurezza, ma richiede che il debitore conservi una fotocopia del titolo e la ricevuta di emissione della banca per poter dimostrare la consegna effettiva al beneficiario;
  • il pagamento in contanti accompagnato da una quietanza firmata garantisce una protezione legale media in sede penale, ma rimane vulnerabile in sede di accertamento fiscale, con il rischio di non veder riconosciuta la deduzione IRPEF;
  • il versamento in contanti senza ricevuta non offre nessuna forma di tutela, esponendo il soggetto al rischio di un doppio pagamento coattivo e alla responsabilità penale per abbandono del nucleo familiare.

LEGGI pure L’assegno di mantenimento può essere pignorato?

si può pagare il mantenimento in contanti

Perché è importante la quietanza di pagamento se si paga in contanti

Qualora il ricorso al contante sia l’unica via percorribile, è imperativo che il debitore predisponga una quietanza di pagamento per ogni singola mensilità. Tale documento deve essere redatto con precisione per resistere a eventuali contestazioni in tribunale. Una ricevuta generica o incompleta potrebbe essere dichiarata nulla o irrilevante dal Giudice.

Gli elementi da inserire in una quietanza affinché sia valida sono:

  • l’indicazione dei dati anagrafici e del codice fiscale di entrambe le parti;
  • l’importo esatto versato, scritto sia in cifre che in lettere (per esempio, 850 euro);
  • la causale specifica e dettagliata, con riferimento al mese e all’anno di competenza (es. “saldo mantenimento marzo 2026“);
  • il riferimento agli estremi della sentenza di separazione o del provvedimento di divorzio che ha stabilito l’obbligo;
  • la firma autografa e leggibile del ricevente, apposta nel momento stesso della consegna del denaro;
  • l’applicazione di una marca da bollo da 2 euro per somme superiori a 77,47 euro, per conferire al documento una valenza formale anche di fronte all’autorità fiscale.

Ricordiamo che, ai sensi dell’articolo 1199 cc, il creditore che riceve il pagamento ha l’obbligo legale di rilasciare la quietanza a richiesta e a spese del debitore. Il rifiuto di firmare la ricevuta legittima il debitore a trattenere la somma e a offrirla formalmente tramite deposito giudiziale, al fine di non incorrere nella mora o nell’inadempimento.

Ti potrebbe interessare Quietanza di pagamento: cos’è e chi la rilascia

Cosa succede in presenza di debiti?

Il pagamento in contanti può generare complicazioni anche in relazione alla residenza anagrafica dei soggetti. Se il debitore mantiene la residenza come ospite presso un terzo soggetto, come previsto dall’articolo 43 cc , e accumula debiti per il mantenimento non documentato, i suoi creditori (incluso l’ex coniuge) possono procedere al pignoramento mobiliare presso l’indirizzo di residenza.

La legge consente di prelevare beni mobili dalla casa in cui il debitore ha trasferito la propria residenza. In questo caso, il soggetto ospitante dovrà dimostrare con un’azione legale di opposizione di terzo che i beni non appartengono al debitore. Il rischio di pignoramento è una conseguenza diretta della mancanza di prove sull’estinzione del debito di mantenimento. È dunque consigliabile regolarizzare sempre la posizione anagrafica per evitare che le pendenze legate al mantenimento colpiscano soggetti terzi.

LEGGI ANCHE Pignoramento presso terzi: definizione, procedura, come opporsi

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Separazioni e Divorzi

Approfondimenti, novità e guide su Separazioni e Divorzi

Leggi tutti
recuperare effetti personali in casa dopo divorzio
27 Febbraio 2026
Il mantenimento della residenza anagrafica presso l'abitazione dell'ex compagno non conferisce un diritto automatico di ingresso forzoso per il recupero dei propri beni personali. L'azione di rientrare in casa senza il consenso dell'attuale occupante integra il reato di violazione di domicilio, punito dall'articolo 614 del Codice penale con la reclusione…
separazione e divorzio con atto unico
12 Gennaio 2026
Il nuovo ricorso cumulativo consente di gestire separazione e divorzio insieme, riducendo tempi e burocrazia. I costi da affrontare per la procedura unica sono fissi (contributi e diritti di cancelleria) e variabili (onorario dell’avvocato). Il contributo unificato deve essere versato per ciascuna domanda, ovvero uno per la separazione e uno…
assegno di mantenimento e reddito basso
12 Gennaio 2026
Il reddito dichiarato al Fisco non basta per il calcolo dell’assegno di mantenimento: i Giudici valutano la capacità economica reale, considerando tenore di vita, patrimonio, spese da sostenere. Il mantenimento si adegua ai cambiamenti: se il tenore di vita migliora o peggiora in modo significativo e documentato, l’assegno può essere…
mantenimento figli riduzione dopo nuovo figlio
08 Gennaio 2026
L’assegno di mantenimento può essere ridotto su richiesta dell’ex coniuge obbligato mediante ricorso davanti al Giudice. Il richiedente deve dimostrare che sono mutate le condizioni economiche e quindi la sua capacità contributiva per far fronte ai suoi impegni. Il soggetto obbligato dovrà fornire idonea documentazione come buste paga o dichiarazioni…
figlio malato diritto di visita
05 Gennaio 2026
Il diritto alla salute del minore, sancito costituzionalmente, agisce come limite temporaneo e legittimo al diritto di visita del genitore non collocatario in caso di patologia accertata che sconsigli lo spostamento del figlio dalla propria residenza abituale. L'introduzione non autorizzata nella casa familiare assegnata all'altro coniuge per visitare il figlio…
assegno di mantenimento coniuge senza reddito
29 Dicembre 2025
L'assegno di mantenimento mira a preservare il tenore di vita matrimoniale per il coniuge economicamente più debole. Il riconoscimento del contributo non è automatico: il giudice valuta la capacità lavorativa residua, l'età e il contributo fornito alla famiglia. La presenza di una nuova convivenza stabile o il raggiungimento dell'autosufficienza economica…