26 ago 2021
Consulenza

Assegno circolare: cos’è e dati necessari

Come funziona l'emissione di un assegno circolare e quali sono i requisiti richiesti? Ecco cosa sapere partendo dalla sua definizione, quali sono i tempi di incasso e le differenze con l'assegno bancario.

La definizione di assegno circolare è contenuta nel Regio Decreto n. 1736 del 1933, nota anche come “legge sugli assegni”. 

In particolare, all’articolo 82 si legge che l’assegno circolare è “titolo di credito all’ordine emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dall’autorità competente, per somme che siano presso di esso disponibili al momento dell’emissione, e pagabile a vista presso tutti i recapiti comunque indicati dall’emittente”.

Si tratta di uno dei metodi di pagamento maggiormente utilizzati in quanto non prevede limiti massimi di importo, fatta eccezione per i casi di trasferibilità. Vediamo di seguito di cosa si tratta nel dettaglio e quali sono le differenze con l’assegno bancario


Assegno circolare, cos’è


L’assegno circolare non è altro che un titolo di credito che viene solitamente utilizzato per pagare in relazione:


Si tratta di un titolo nominativo, ovvero non lo si può emettere senza l’indicazione di un beneficiario. Deve essere emesso sempre dalla banca, la quale deve essere autorizzata dal Comitato Interministeriale per il credito e il risparmio. Nello specifico, l’autorizzazione viene concessa dalla Banca d’Italia. 

L’assegno ricorda il vaglia cambiario, in quanto ci sono due soggetti alla base, un emittente e un prenditore: il primo, ovvero la banca, paga l’importo riportato sull’assegno al beneficiario. Di conseguenza, la persona che riceve l’assegno avrà sempre la sicurezza di incassare la cifra indicata. 

Come fare un assegno circolare


L’assegno circolare si può richiedere a un istituto di credito, il quale lo rilascerà dopo che è stata depositata la somma di denaro corrispondente all’assegno. Lo potranno richiedere non solo i titolari di un conto corrente, ma anche coloro i quali non ne hanno ancora uno

Nella prima ipotesi, la banca potrà addebitare sul conto corrente la somma che il cliente si obbliga a pagare richiedendo l’assegno circolare. 

Chi non ha un conto corrente, invece, dovrà fornire subito alla banca i soldi che permetteranno di coprire l’importo dell’assegno: lo potrà fare, per esempio, con un contratto di deposito. 

assegno circolare

Sanzioni per le banche


Nel caso in cui una banca dovesse emettere un assegno circolare senza avere un deposito fornito dal richiedente a propria disposizione, andrebbe incontro a delle sanzioni amministrative, ma non solo. 

Ai sensi della legge n. 386/1990, infatti, potrebbe rischiare anche l’interdizione dall’esercizio dell’attività. In altri termini, non potrebbe più emettere assegni. 

Leggi anche: “Reato di bancarotta“.

Tempi di incasso


Il beneficiario dell’assegno è il possessore del documento nel quale è incorporato il credito, il quale potrà essere riscosso entro un determinato periodo di tempo, ovvero 30 giorni dall’emissione

L’assegno potrà essere incassato recandosi presso il recapito fornito dall’emittente, oppure presso gli sportelli, le filiali o le agenzie della banca emittente, o dell’ente che è stato incaricato da quest’ultima. 

Prima di pagare il beneficiario, la banca dovrà procedere alla sua identificazione, chiedendo un documento di riconoscimento in corso di validità. Le norme relative al pagamento sono le stesse previste per l’assegno bancario, nonché della legge cambiaria. 

Se la banca che ha emesso l’assegno dovesse rifiutare di pagare la somma al beneficiario, quest’ultimo avrà 30 giorni dalla data di emissione per esercitare l’azione di regresso. Si avranno comunque a proprio disposizione 3 anni per fare causa alla banca e ottenere il rimborso dell’assegno. 

Tempi di emissione: scadenza dei termini


Cosa succede nel caso in cui l’assegno non venga riscosso dopo 3 anni di tempo? In questo caso, la sentenza n. 5889 del 2018 della Cassazione ha stabilito che chi ha richiesto l’emissione dell’assegno avrà a disposizione 10 anni di tempo per recuperare i propri soldi

Tale sentenza recita che: “gli importi degli assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione del relativo diritto di cui all’art. 84, secondo comma, r.d. n. 1736 del 1933, sono versati al Fondo entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello in cui scade il termine di prescrizione. Aggiunge che resta impregiudicato il diritto del richiedente l’emissione dell’assegno circolare non riscosso alla restituzione del relativo importo”.

Ciò sarà possibile anche grazie alla legge 266/2005, cioè la legge finanziaria del 2006, la quale ha istituito un Fondo per “indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, sono rimasti vittime di frodi finanziarie e che hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito”. Vi rientrano anche le somme di un assegno circolare non riscosse

Come compilare un assegno circolare: dati necessari


L’assegno circolare dovrà contenere tutti gli elementi previsti dall’articolo 83 della legge sugli assegni, altrimenti non sarà considerato valido

In particolare, si tratta di:


L’importo da pagare dovrà essere scritto sia in cifra sia in lettere. L’assegno avrà inoltre un quadro di controllo che farà in modo che la cifra indicata non possa essere modificata. Si ha anche la possibilità di apporre una clausola di non trasferibilità se l’assegno ha un importo superiore ai 1.000 euro

assegno circolare

Il trasferimento tramite girata


La girata è l’operazione attraverso la quale sarà possibile trasferire il titolo di credito dell’assegno circolare a un soggetto diverso dal suo beneficiario

Tale operazione potrà avvenire ai sensi di quanto previsto dall’articolo 86 della legge sugli assegni, quindi con la stessa modalità con cui avviene la cambiale. 

Tuttavia, la trasferibilità di un assegno circolare ha dei limiti. Il comma 7 dell’articolo 49 del decreto legislativo 231/2007 stabilisce infatti che:

“Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. 8. Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari, di importo inferiore a 1.000 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità”.

Che differenza c’è tra assegno bancario e circolare?


Una prima differenza tra l’assegno bancario è quello circolare riguarda la garanzia di incasso. L’assegno circolare viene infatti emesso solo se la banca disporrà effettivamente delle somme necessarie a coprire l’importo indicato. Se un assegno circolare è scoperto significa che è falso

Di contro, l’assegno bancario viene emesso con la clausola “salvo buon fine”, la quale non permette al beneficiario di avere le stesse garanzie presenti invece nell’assegno circolare. In aggiunta, l’assegno bancario potrà essere emesso direttamente dal correntista

Un’altra differenza è quella relativa ai tempi di pagamento: quelli dell’assegno bancario sono in genere inferiori e sono compresi tra gli 8 e i 15 giorni dalla data di emissione.

Scadenza dell’assegno circolare


Nel momento in cui si riceve un assegno circolare, conviene incassarlo il primo possibile, entro 15 giorni dalla sua ricezione. Nonostante non perda di validità dopo tale periodo, l’emittente avrà comunque facoltà di revocarlo

Assegno circolare postale


Tra le tipologie di assegni circolari esistenti troviamo anche l’assegno circolare postale, il quale viene emesso direttamente da Poste Italiane

Per ottenere la sua emissione sarà sufficiente:


Assegno circolare – Domande frequenti


Qual è l’importo massimo per un assegno circolare?

L’assegno circolare non prevede limiti massimi di importo: scopri cos’è.

Come funziona l’assegno circolare?

L’assegno circolare può essere emesso da una banca autorizzata: ecco quali sono le sue caratteristiche e come funziona.


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