Vai al contenuto

Si può rifiutare il divorzio?

Quali sono i casi in cui è possibile opporsi al divorzio? Quando si può richiedere la separazione senza che l'altro coniuge sia d'accordo? Vediamo di seguito quali sono le possibilità in vigore nel nostro ordinamento giuridico.

si può rifiutare il divorzio

Rifiutare il divorzio è possibile? Si tratta di una domanda non scontata. Nel nostro Paese il divorzio non è mai automatico, ma può verificarsi legalmente soltanto dopo un periodo noto come separazione. Nella pratica, si può anche rimanere separati senza divorziare

Cosa succede nell’ipotesi in cui la richiesta di divorzio arrivai da parte di un solo coniuge? Si può comunque arrivare a divorziare se uno dei due non vuole?

Nelle prossime righe sarà fornita una risposta legale a queste domande: per maggiori informazioni sul tema ci si potrà, comunque, rivolgere, a uno degli avvocati di deQuo.it

Quando può avvenire la separazione

La separazione è un periodo di transizione che può condurre due coniugi:

  • alla separazione definitiva, che prende il nome di divorzio;
  • alla riconciliazione. 

I coniugi hanno il diritto di chiedere la separazione, anche singolarmente, nei casi in cui la convivenza sia divenuta intollerabile. Il termine intolleranza non si riferisce soltanto a una situazione di conflittualità tra i coniugi, ma anche semplicemente alla mancanza di amore e all’impossibilità di continuare a vivere sotto lo stesso tetto. 

Nella pratica, la separazione non deve essere per forza una necessità di entrambi i coniugi: può, infatti, trattarsi della richiesta di uno solo tra i due. Le motivazioni alla base possono dunque essere anche di tipo soggettivo

Ti suggeriamo pure Si può divorziare senza il consenso del coniuge?

cosa succede se il coniuge non vuole dare il divorzio
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Tipologie di separazione

La separazione potrà essere:

  1. di tipo consensuale, nella quale i due coniugi sono d’accordo nel presentare a un Giudice o in Comune la richiesta di separazione;
  2. di tipo giudiziale, ovvero il caso in cui i due coniugi non siano riusciti a raggiungere un accordo e si presenteranno in Tribunale per difendere i propri diritti. 

In questa seconda ipotesi, per esempio, qualora si richieda la separazione per violazione da parte del proprio coniuge dei doveri fondamentali del matrimonio, ovvero fedeltà, obbligo di convivenza e assistenza morale e materiale, si potrà ottenere l’addebito dei costi al coniuge colpevole, il quale non avrà alcun diritto a ricevere l’assegno di mantenimento

LEGGI ANCHE Separazione e divorzio con atto unico: quali sono i costi da sostenere?

Quando il coniuge rifiuta la separazione (e il divorzio)

In caso di separazione giudiziale, sarà possibile per uno dei due coniugi opporsi alla separazione qualora sia esclusivamente volontà dell’altro. Quest’ultimo potrà, tuttavia, procedere con la separazione giudiziale, anche senza aver ricevuto il consenso dell’altro. 

Il giudice non potrà opporsi nell’ipotesi in cui soltanto uno dei due coniugi volesse la separazione. A conti fatti, quindi, opporsi alla separazione è abbastanza insensato nella misura in cui non si potrà bloccare il normale svolgimento del processo

Il nostro ordinamento giuridico prevede, comunque, la possibilità di cambiare idea: questo significa che una separazione giudiziale potrà, eventualmente, essere trasformata in una separazione consensuale, interrompendo così il processo. 

Approfondisci leggendo anche Che diritti si perdono con il divorzio?

cosa succede se uno vuole il divorzio e l'altro no

Come funziona l’opposizione al divorzio

Una delle differenze più significative che intercorrono tra la separazione e il divorzio consiste nel fatto che mentre la prima può essere concessa anche per ragioni soggettive, il divorzio avviene in presenza di una situazione oggettiva

Nella pratica dovranno trascorrere:

  • 6 mesi dal momento in cui è avvenuta la separazione consensuale;
  • 1 anno dalla prima udienza presidenziale, nel caso di separazione giudiziale

Ci si potrà opporre al divorzio nell’ipotesi in cui ci sia stata una riconciliazione che abbia interrotto i termini stabiliti dalla legge. 

Ti potrebbe interessare pure Divorzio giudiziale: quando conviene davvero, costi e tempi

Come avviene la riconciliazione

Per quel che riguarda la riconciliazione, quest’ultima potrà verificarsi sia nel corso della causa di separazione, sia dopo l’emanazione della sentenze di separazione, o dell’omologazione dell’accordo di separazione. 

La riconciliazione potrà avvenire in due modi differenti. Potrà infatti essere tacita, ovvero consistere in un comportamento che è incompatibile con lo stato di separazione, come per esempio il tornare a vivere sotto lo stesso tetto, il quale dovrà essere stabile e non temporaneo. 

In alternativa, la separazione potrà essere espressa, ovvero avvenire con una dichiarazione scritta nella quale viene messo nero su bianco che si ha intenzione di riprendere la vita matrimoniale e tutti i doveri che ne derivano. 

La riconciliazione effettiva e reale tra i coniugi rappresenta, in pratica, l’unico modo per opporsi al divorzio e porta al ripristino della comunione di vita tra i coniugi. In caso di fallimento della riconciliazione, i coniugi dovrebbero procedere con una nuova causa di separazione per poter divorziare poiché la sentenza precedente non avrebbe più validità. 

LEGGI ANCHE Cosa succede in caso di mancata annotazione della sentenza di divorzio?

Opposizione al divorzio – Indice 

Che diritti ha la moglie divorziata?

Il divorzio comporta l’assegnazione di alcuni diritti, come per esempio l’assegno di mantenimento: ecco di cosa si tratta nello specifico

Chi paga le spese legali in caso di divorzio?

La suddivisione delle spese legali viene generalmente stabilita dal giudice, a meno che non ci sia un accordo tra le parti

Come divorziare se lei non vuole?

Il divorzio deve essere sempre preceduto da un periodo di separazione: scopri come funziona tutta la procedura

Cosa succede se un coniuge vuole divorziare e l’altro no?

Se uno dei due coniugi vuole il divorzio ma l’altro si oppone, il matrimonio può comunque sciogliersi. Il diritto italiano non richiede il consenso di entrambi: basta che uno solo presenti ricorso al tribunale, a condizione che siano trascorsi i tempi minimi di separazione previsti dalla legge. L’altro coniuge può partecipare al giudizio, presentare le proprie difese, contestare le condizioni economiche proposte – ma non può impedire il divorzio in sé. Questo è il divorzio giudiziale, regolato dalla Legge 1° dicembre 1970, n. 898 (la cosiddetta legge sul divorzio), che tutela il diritto di ciascuno a uscire da un matrimonio ormai finito.

Quanto tempo dopo il divorzio ci si può risposare?

Dal momento in cui la sentenza di divorzio diventa definitiva – cioè passa in giudicato – sei libero di risposarsi. Non esiste un periodo di attesa ulteriore. L’unica eccezione riguardava storicamente la donna, per via della cosiddetta presunzione di paternità prevista dall’art. 232 del Codice civile: in passato si attendevano 300 giorni per evitare incertezze sulla paternità di eventuali figli. La riforma della filiazione ha tuttavia ridotto la rilevanza pratica di questo aspetto, e oggi i tribunali gestiscono queste situazioni caso per caso. Se hai fretta di risposarsi, la cosa più semplice è verificare con il tuo avvocato che la sentenza sia effettivamente passata in giudicato e richiedere il relativo certificato all’anagrafe.

Dopo la separazione consensuale posso oppormi al divorzio?

No. Aver scelto la separazione consensuale non ti dà alcun diritto di veto sul divorzio futuro. Sono due procedimenti distinti: la separazione mette fine alla convivenza e agli obblighi di fedeltà, ma non scioglie il matrimonio. Il divorzio è il passo successivo, e può essere chiesto anche da uno solo dei coniugi, indipendentemente da come è avvenuta la separazione. L’unico requisito è che sia trascorso il periodo minimo previsto dalla legge – oggi sei mesi per la separazione consensuale e dodici mesi per quella giudiziale, termini introdotti dalla Legge 6 maggio 2015, n. 55 (il cosiddetto “divorzio breve”). Se questi tempi sono maturi, il tuo ex coniuge può procedere anche senza il tuo accordo.

Cosa succede se il coniuge non si presenta all’udienza di divorzio giudiziale?

Se il coniuge convenuto non compare in udienza, viene dichiarato contumace e il processo va avanti comunque. La sua assenza non blocca il procedimento: il giudice esamina il ricorso, sente la parte presente e, se ricorrono i presupposti di legge, pronuncia lo scioglimento del matrimonio. Ignorare un’udienza di divorzio è quindi una scelta rischiosa: si perde la possibilità di difendersi, di contestare le condizioni economiche proposte dall’altro coniuge, o di far valere le proprie ragioni sull’affidamento dei figli. Il Codice di procedura civile disciplina la contumacia agli artt. 290 e seguenti, garantendo comunque alcune tutele minime, ma non certo un risultato favorevole.

La richiesta di divorzio da parte di un solo coniuge è possibile?

Sì, è pienamente possibile e anzi è la forma più comune di divorzio quando i rapporti tra i coniugi sono conflittuali. Si chiama divorzio su domanda unilaterale ed è espressamente previsto dall’art. 3 della Legge 898/1970. Uno dei due presenta ricorso al tribunale competente, l’altro viene citato in giudizio e ha il diritto di costituirsi e difendersi. Il giudice valuta se esistono i presupposti per lo scioglimento del matrimonio – tra cui il decorso del periodo minimo di separazione – e, in caso positivo, pronuncia la sentenza di divorzio anche contro la volontà dell’altro coniuge. Il matrimonio, in altre parole, non è una gabbia da cui si esce solo se entrambi lo vogliono.

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Graziana Aiello
Avvocato Civilista
Sono un avvocato che si occupa di diritto civile con studio a Torino e Catania. Nel corso degli anni ho sviluppato una vasta esperienza nel contenzioso legato al trading-forex, affrontando questioni relative a contratti finanziari e investimenti. Inoltre, ho acquisito competenze specifiche nella gestione di cause relative a separazioni, famiglia e minori. La mia esperienza professionale mi ha permesso di acquisire competenze trasversali e di essere in grado di fornire assistenza legale in molti altri ambiti del diritto civile.
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Separazioni e Divorzi

Approfondimenti, novità e guide su Separazioni e Divorzi

Leggi tutti
divorzio giudiziale
10 Aprile 2026
Il divorzio giudiziale non è mai obbligatorio, ma è la procedura contenziosa che si segue nel caso di forte conflittualità fra i coniugi. Rispetto al divorzio consensuale, maggiori sono i costi, i tempi e le implicazioni personali. La riforma Cartabia ha cambiato notevolmente la procedura, riducendo le tempistiche e consentendo…
divorzio senza consenso
07 Aprile 2026
Nessun coniuge può impedire legalmente la separazione o il divorzio dell'altro. La legge italiana garantisce a chiunque il diritto di sciogliere i vincoli matrimoniali, anche in presenza di un partner che si oppone. Il procedimento giudiziale è lo strumento previsto proprio per questi casi: più lungo e complesso rispetto alle…
cambio genitore collocatario mantenimento
02 Aprile 2026
Tuo figlio ha deciso di andare a vivere con l'altro genitore. O forse è il tribunale che, dopo un ricorso, ha disposto il cambio di collocazione. In entrambi i casi, una delle prime domande che si pongono i genitori è sempre la stessa: chi paga il mantenimento adesso? La risposta…
quali sono i diritti verso l'ex in caso di separazione se è ammalato
12 Marzo 2026
L'obbligo di assistenza materiale e morale tra i coniugi, sancito dall'art. 143 del Codice civile, non cessa automaticamente con il deposito del ricorso per separazione, ma persiste in forma attenuata fino alla sentenza definitiva. L'insorgenza di una malattia grave dell'ex coniuge durante la separazione può influenzare la determinazione dell'assegno di…
assegno di mantenimento in contanti
27 Febbraio 2026
Il pagamento dell'assegno di mantenimento tramite denaro contante è legittimo entro la soglia di 5.000 euro, ma priva il debitore della prova documentale automatica necessaria in sede civile e penale. L'assenza di tracciabilità bancaria preclude la possibilità di dedurre le somme versate dal reddito complessivo ai fini dell'Imposta sul Reddito…
recuperare effetti personali in casa dopo divorzio
27 Febbraio 2026
Il mantenimento della residenza anagrafica presso l'abitazione dell'ex compagno non conferisce un diritto automatico di ingresso forzoso per il recupero dei propri beni personali. L'azione di rientrare in casa senza il consenso dell'attuale occupante integra il reato di violazione di domicilio, punito dall'articolo 614 del Codice penale con la reclusione…