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Si può ottenere una separazione in Comune senza obbligo di mantenimento?

Ci si può separare senza l'obbligo del mantenimento? Sì, se la procedura si fa in Comune, ma non solo. Se hai bisogno di maggiori dettagli sull'argomento, leggi la nostra guida.

separazione in comune senza mantenimento
  • La separazione in Comune (negoziazione davanti all’ufficiale dello stato civile) impedisce per legge l’inserimento di patti di trasferimento patrimoniale, inclusa la determinazione di un assegno di mantenimento.
  • Il presupposto essenziale per accedere a questa procedura economica è l’assenza di figli minori, figli maggiorenni portatori di handicap grave o figli maggiorenni non economicamente autosufficienti.
  • Per evitare il mantenimento in altre forme di separazione (consensuale in Tribunale o negoziazione assistita), i coniugi devono dimostrare l’autosufficienza economica del beneficiario o l’assenza di disparità reddituale.

La procedura di separazione davanti all’ufficiale dello stato civile (ovvero in Comune) è regolata dall’articolo 12 del Decreto Legge n. 132/2014. Questa modalità è la più rapida ed economica, ma presenta limiti strutturali invalicabili che rispondono direttamente al tuo quesito: per legge, in questa sede, i coniugi non possono pattuire trasferimenti patrimoniali.

Questo significa che, se scegli la via del Comune, non puoi inserire l’obbligo di versare un assegno di mantenimento, né accordi che riguardino l’uso della casa coniugale o la spartizione di beni. Il legislatore ha voluto semplificare l’iter per le coppie senza prole in condizioni di fragilità, demandando ogni questione economica al Tribunale o alla negoziazione assistita da avvocati.

Secondo i dati del Ministero della Giustizia relativi all’anno 2023, le separazioni stragiudiziali (Comune e negoziazione assistita) hanno rappresentato circa il 35% del totale delle definizioni, a conferma di un trend crescente verso la de-giurisdizionalizzazione (spostamento delle cause fuori dai tribunali).

La separazione in Comune è l’unica senza mantenimento?

In realtà, l’affermazione è parzialmente imprecisa dal punto di vista tecnico. La separazione in Comune è l’unica in cui è vietato accordarsi sul mantenimento. Se i coniugi desiderano formalizzare un accordo dove si dichiara esplicitamente che “nulla è dovuto a titolo di mantenimento”, devono necessariamente rivolgersi al Tribunale (separazione consensuale) o utilizzare la negoziazione assistita da avvocati (art. 6 dl 132/2014).

La scelta del Comune è ideale per chi è in totale accordo e non ha pendenze economiche, ma non permette di blindare legalmente la rinuncia al mantenimento in modo che sia valida anche per il futuro, qualora le condizioni economiche dovessero mutare drasticamente.

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Quali sono i requisiti per la separazione in Comune?

Non tutti possono accedere a questa procedura. La norma è restrittiva per tutelare i soggetti deboli della famiglia. Puoi procedere in Comune solo se:

  • non hai figli minori;
  • non ci sono figli maggiorenni con disabilità grave ai sensi della Legge 104/1992, né figli maggiorenni economicamente non autosufficienti;
  • entrambi i coniugi sono d’accordo sulle condizioni (consensualità).

Scopri di più su L’assegno di mantenimento si può pagare in contanti?

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Quanto costa la separazione in Comune nel 2026?

A differenza della separazione giudiziale, dove i costi legali medi oscillano tra 2.500 euro e 5.000 euro, la via amministrativa ha un costo quasi nullo (come riportato nella tabella di seguito).

Voce di spesaCostoNote
Diritto fisso comunale16 euroVersamento all’ufficio di stato civile
Assistenza legale0 euroL’avvocato è facoltativo
Contributo unificato0 euroNon dovuto in Comune

Come confermato dall’Istat, la durata media di una separazione consensuale in Tribunale è di circa 150 giorni, mentre quella in Comune si conclude in 30 giorni (tempo minimo di attesa tra la prima firma e la conferma dell’accordo). Oltre a essere conveniente dal punto di vista economico, quindi, è vantaggiosa anche in termini di durata.

Quando il mantenimento non è dovuto per legge?

Al di fuori della procedura in Comune, il diritto all’assegno di mantenimento (previsto dall’articolo 156 del Codice civile) non è automatico. La giurisprudenza della Corte di Cassazione, in particolare con la sentenza n. 16405 del 2022, ha ribadito che il mantenimento serve a garantire il supporto economico al coniuge che non ha redditi propri adeguati o che non può procurarseli per ragioni oggettive.

Il mantenimento non è dovuto se:

  • il coniuge richiedente dispone di redditi propri che gli garantiscono l’indipendenza economica;
  • la durata del matrimonio è stata brevissima (es. pochi mesi), impedendo la formazione di una comunione materiale e spirituale significativa;
  • al coniuge richiedente viene addebitata la separazione (ovvero il giudice accerta che la fine del matrimonio è colpa sua, per esempio per infedeltà o abbandono del tetto coniugale);
  • entrambi i coniugi hanno redditi simili, annullando il divario economico che giustificherebbe l’assegno.

LEGGI ANCHE L’assegno di mantenimento si paga anche se il reddito è basso?

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Quali documenti servono per separarsi in Comune?

Per avviare la pratica in Comune senza obbligo di mantenimento dovrai presentare:

  • un documento di identità in corso di validità;
  • l’autocertificazione di assenza di figli (minori o non autosufficienti);
  • l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio rilasciato dal Comune dove è stato celebrato;
  • la ricevuta del pagamento del diritto fisso di 16 euro.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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