Chi sono i familiari fiscalmente a carico?
Quali sono i casi in cui i familiari possono essere considerati fiscalmente a carico, come si calcolano le detrazioni fiscali che è possibile ricevere in tali casi e quali sono i limiti di reddito da rispettare.
- I familiari fiscalmente a carico sono coniuge, figli e altri parenti con un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, soglia che sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni;
- Dal 2025 la detrazione per i figli spetta solo tra i 21 e i 30 anni (senza limiti di età in caso di disabilità) e quella per gli altri familiari solo per gli ascendenti conviventi.
- Chi perde la detrazione può comunque restare a carico, e il contribuente continua a detrarre le spese sostenute per lui, come quelle mediche.
Sapere chi sono di preciso i familiari fiscalmente a carico è fondamentale per la compilazione del modello 730 e per poter beneficiare delle detrazioni IRPEF e delle deduzioni di reddito. La lista dei familiari che possono essere considerati a carico è stata indicata dall’Agenzia delle Entrate.
In questa guida esamineremo quali sono le detrazioni fiscali che si possono ricevere nel caso di figli, coniuge, partner dello stesso sesso unito da unione civile e altri familiari a carico e come calcolarle sulla base dei limiti di reddito annuali stabiliti dalla legge.
Cosa si intende per familiare fiscalmente a carico?
Un familiare è fiscalmente a carico quando, nel corso dell’anno, possiede un reddito complessivo che non supera le soglie fissate dall’art. 12, comma 2, del TUIR. Il criterio è quindi economico: conta quanto guadagna il familiare, non quanto lo aiuta in concreto il contribuente.
La legge individua con precisione chi può entrare in questa categoria. Si tratta di:
- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, anche se non convivente;
- i figli, compresi quelli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati, anche se non conviventi;
- gli altri familiari elencati dall’art. 433 del Codice civile, cioè genitori e altri ascendenti, discendenti come i nipoti, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle.
Per gli altri familiari la legge chiede un requisito in più. Devono convivere con il contribuente oppure ricevere da lui assegni alimentari che non derivano da un provvedimento del giudice.
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Quali sono i requisiti per essere considerato fiscalmente a carico nel 2026?
Il primo requisito riguarda il reddito:
- il familiare deve avere, nell’anno, un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili;
- per i figli di età non superiore a 24 anni il limite sale a 4.000 euro;
- la soglia si riferisce all’intero anno d’imposta; se il familiare la supera anche di poco, non è a carico per tutto l’anno, non solo per i mesi successivi al superamento.
Per gli altri familiari diversi da coniuge e figli serve anche la convivenza o il versamento di assegni alimentari non disposti dal giudice. Per la detrazione a favore di genitori e nonni la regola è più rigida: serve la convivenza e gli assegni alimentari non bastano. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la correzione delle istruzioni al modello 730/2026 del 28 maggio 2026, che ha aggiunto la parola “conviventi” accanto agli ascendenti.
C’è poi una regola sulla residenza all’estero. In base al nuovo comma 2-bis dell’art. 12 TUIR, i contribuenti che non sono cittadini italiani, di uno Stato UE o dello Spazio economico europeo non hanno diritto alle detrazioni per i familiari residenti all’estero.
Le detrazioni sono infine rapportate a mese. Spettano dal mese in cui si verificano le condizioni fino a quello in cui vengono meno – per esempio dal matrimonio, dalla nascita o dal compimento di una certa età.

Quali redditi si considerano per il limite?
Il calcolo del reddito del familiare non si ferma al reddito imponibile ordinario. Rientrano nella soglia anche alcune somme che non fanno parte del reddito complessivo, ovvero:
- il reddito dei fabbricati soggetto a cedolare secca sugli affitti;
- le retribuzioni pagate da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari, missioni, Santa Sede, enti gestiti da essa ed enti centrali della Chiesa cattolica;
- la quota esente dei redditi di lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri;
- il reddito d’impresa o di lavoro autonomo soggetto al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità;
- il reddito d’impresa o di lavoro autonomo soggetto al regime forfettario.
Non contano invece i redditi esenti, come la pensione di invalidità civile e l’indennità di accompagnamento, né i redditi soggetti a tassazione separata.
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Cosa significa avere un figlio fiscalmente a carico?
Avere un figlio fiscalmente a carico significa che tuo figlio, nell’anno, ha un reddito entro 4.000 euro se ha fino a 24 anni, oppure entro 2.840,51 euro se è più grande. Il figlio resta a carico anche se vive altrove, studia fuori sede o risiede all’estero.
Quello che cambia con l’età è il beneficio fiscale collegato allo status. Il quadro attuale prevede tre fasce:
- fino a 21 anni: la detrazione IRPEF non spetta, perché il sostegno passa dall’Assegno unico universale pagato dall’INPS;
- dai 21 ai 30 anni: spetta la detrazione teorica di 950 euro, dal mese in cui il figlio compie 21 anni fino al mese prima dei 30, come precisa la circolare dell’Agenzia delle Entrate 16 maggio 2025, n. 4/E;
- dai 30 anni in poi: la detrazione non spetta più, salvo che il figlio abbia una disabilità accertata ai sensi dell’art. 3 della L. 5 febbraio 1992, n. 104.
Il compimento dei 30 anni non fa perdere lo status di figlio a carico. L’Agenzia delle Entrate lo ha chiarito con la risposta a interpello 15 settembre 2025, n. 243. Se il reddito resta entro il limite, continui a detrarre le spese sostenute per lui, ad esempio quelle mediche o per l’università. Per i figli con disabilità dai 21 anni in su, la detrazione si cumula con l’Assegno unico eventualmente percepito.
Come si divide la detrazione tra i genitori
La detrazione per i figli non spetta per intero a un solo genitore in modo automatico. Le regole dell’art. 12 TUIR sono queste:
- per i genitori non separati, la detrazione si divide al 50%, ma i due possono accordarsi per attribuirla al 100% al genitore con il reddito complessivo più alto;
- se un coniuge è fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo;
- per i genitori separati o divorziati, in mancanza di accordo la detrazione spetta al genitore affidatario, mentre con l’affidamento condiviso si divide al 50%;
- se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto il figlio, per il primo figlio si applica, se più conveniente, la detrazione prevista per il coniuge.
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Quando conviene togliere un figlio a carico?
Lo status di figlio a carico non è una scelta del contribuente. Dipende da dati oggettivi, cioè reddito e parentela, e la legge non lascia margini di convenienza. Il figlio va tolto dal carico quando supera la soglia di reddito dell’anno. Se continui a indicarlo, la detrazione diventa indebita e l’Agenzia delle Entrate può recuperarla con interessi e sanzioni.
Togliere un figlio che rispetta i limiti, invece, ti fa solo perdere benefici. Anche sotto i 21 anni o dopo i 30, infatti, il figlio a carico ti permette di detrarre le spese sanitarie e scolastiche sostenute per lui. Le istruzioni al modello 730/2026 chiedono di indicare i dati dei figli anche quando la detrazione non spetta.
Detrazioni per familiare a carico: tabella riassuntiva
Le detrazioni per familiari a carico sono teoriche. L’importo effettivo diminuisce all’aumentare del reddito complessivo del contribuente che le richiede, fino ad azzerarsi.
| Familiare | Detrazione teorica |
| Coniuge (reddito fino a 15.000 euro) | 800 euro |
| Coniuge (reddito da 15.001 a 40.000 euro) | 690 euro |
| Coniuge (reddito da 40.001 a 80.000 euro) | 690 euro |
| Figlio dai 21 ai 30 anni | 950 euro |
| Figlio con disabilità dai 21 anni | 950 euro |
| Figlio sotto i 21 anni | nessuna |
| Genitori e nonni conviventi | 750 euro |
| Fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore | nessuna |
Con più figli, la soglia di 95.000 euro aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. L’aumento si calcola solo sui figli che danno diritto alla detrazione.
Per il coniuge, nella fascia tra 29.001 e 35.200 euro, l’importo di 690 euro cresce di una piccola maggiorazione pari a:
- 10 euro tra 29.001 e 29.200 euro;
- 20 euro tra 29.201 e 34.700 euro;
- 30 euro tra 34.701 e 35.000 euro;
- 20 euro tra 35.001 e 35.100 euro;
- 10 euro tra 35.101 e 35.200 euro.
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Come indicare i familiari a carico nel 730
Nel modello 730 i familiari si indicano nel prospetto dei familiari a carico, nel frontespizio. Ogni riga riguarda una persona e richiede:
- il codice di parentela: C per il coniuge, F1 per il primo figlio, F per gli altri figli, A per gli altri familiari, D per il figlio con disabilità;
- il codice fiscale del familiare;
- il numero di mesi in cui è stato a carico;
- la percentuale di detrazione spettante.
Se usi il 730 precompilato, ricorda che il documento riprende i dati dalla Certificazione Unica e dalla dichiarazione dell’anno prima. Conviene controllare con cura i mesi a carico, un campo dove nel 2026 sono emersi errori frequenti. In alternativa, le detrazioni si chiedono durante l’anno direttamente al datore di lavoro o all’ente pensionistico, con un modulo che va aggiornato a ogni cambiamento della situazione familiare.
Le regole sui familiari fiscalmente a carico sono cambiate tre volte in meno di due anni, e un errore nel 730 può costarti la restituzione delle detrazioni con interessi e sanzioni. Se hai un figlio over 30, un genitore che vive con te, una separazione in corso o familiari all’estero, un avvocato esperto in diritto tributario può verificare la tua situazione e indicarti le detrazioni che ti spettano davvero.
Familiari fiscalmente a carico – Domande frequenti
Sono i figli con un reddito annuo entro 4.000 euro fino a 24 anni, o entro 2.840,51 euro oltre quell’età. La detrazione IRPEF spetta però solo tra i 21 e i 30 anni, o senza limiti in caso di disabilità.
Conta il reddito complessivo al lordo degli oneri deducibili, più cedolare secca, regime forfetario e altre somme esenti indicate dalla legge. Non contano i redditi esenti né quelli a tassazione separata.
Nel 730 compili il prospetto dei familiari a carico con codice di parentela, codice fiscale, mesi a carico e percentuale. I figli vanno indicati anche quando la detrazione non spetta.
Riferimenti normativi
- art. 12 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917;
- art. 15 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917;
- art. 16-ter D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917;
- art. 433 Codice civile;
- art. 1, commi 10 e 11, L. 30 dicembre 2024, n. 207;
- D.Lgs. 18 dicembre 2025, n. 192;
- art. 1 D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148;
- art. 10 D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230;
- art. 3 L. 5 febbraio 1992, n. 104.
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