Divieto di animali domestici in condominio: possibile se è inserito in un regolamento contrattuale
Animali domestici in condominio: scopri se possono essere vietati, cosa dice la legge, cosa può decidere il regolamento o l’assemblea e come difendere i tuoi diritti
Gli animali domestici fanno parte della vita di moltissime famiglie italiane. Eppure, nei condomini, la loro presenza genera spesso discussioni, tensioni e – in alcuni casi – veri e propri tentativi di vietarli. Ma si possono vietare gli animali domestici in condominio? La risposta, nella maggior parte dei casi, è negativa.
In questa guida ti spiego cosa dice la legge, cosa può (e non può) decidere l’assemblea, concentrandomi sul regolamento condominiale (che ha natura contrattuale) e cosa puoi fare se qualcuno cerca di impedirti di tenere un cane o un gatto nella tua abitazione.
Cosa dice la legge sugli animali in condominio
Dal 2012, con la riforma del condominio, l’art. 1138, comma 5, codice civile stabilisce che le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.
Questo significa che:
- non si può impedire a un condomino di vivere con un cane, un gatto o altri animali domestici;
- si possono però stabilire regole di convivenza, purché ragionevoli e non discriminatorie.
La legge, quindi, tutela chiaramente il diritto di tenere animali domestici, ma lascia spazio a norme che regolano l’uso delle parti comuni, l’igiene e la sicurezza.
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Il regolamento condominiale può vietare gli animali domestici?
Per quanto concerne il regolamento condominiale, è bene fare una distinzione. Nell’ambito di un regolamento approvato in assemblea con la maggioranza dei condomini, il divieto è sempre nullo. Non è possibile vietare gli animali domestici e qualsiasi clausola in tal senso sarebbe inefficace e non vincolante.
Anche se l’assemblea votasse all’unanimità, il divieto resterebbe illegittimo, perché la legge impedisce di limitare un diritto individuale quale è la scelta di tenere un animale nella propria abitazione.
Il discorso cambia se il regolamento è contrattuale, cioè predisposto dal costruttore e accettato al momento dell’acquisto, oppure approvato all’unanimità da tutti i condomini. In questi casi, le interpretazioni della giurisprudenza sono molteplici, ma per la maggior parte le posizioni dei Giudici sono a favore della tutela degli animali e della vita privata.
Una clausola che vieta gli animali può essere valida, ma solo se:
- è formulata in modo chiaro e specifico;
- è stata accettata espressamente da chi acquista;
- non contrasta con norme imperative o diritti fondamentali.
Cosa può fare il regolamento condominiale
Si cita in proposito una recente sentenza del Tribunale di Cagliari – la n. 134 del 28 gennaio 2025 – la quale ha affermato che l’articolo 1138 codice civile si applica sia al regolamento assembleare, sia al regolamento contrattuale.
Il regolamento insomma, può imporre regole, non divieti. Pur non vietando la detenzione di animali domestici, il regolamento può stabilire norme come:
- l’obbligo di guinzaglio nelle parti comuni;
- il divieto di lasciare l’animale libero in cortile;
- l’obbligo di pulizia immediata;
- limitazioni ragionevoli all’uso dell’ascensore;
- divieto di rumori molesti.
Queste regole sono legittime se servono a garantire una pacifica convivenza.

L’assemblea condominiale può vietare gli animali domestici?
L’assemblea non ha nessun potere di vietare la presenza di animali nelle abitazioni private. Qualsiasi delibera che imponga un divieto invalida è impugnabile.
Questo per due motivi:
- non può limitare i diritti individuali dei condomini e tenere un animale rientra nella sfera privata;
- la legge lo vieta espressamente – l’art. 1138 c.c. impedisce l’introduzione di divieti tramite regolamento, e quindi anche tramite delibera.
Facciamo un esempio pratico. Laura vive in un condominio tranquillo. Dopo anni decide di adottare un meticcio di taglia media. Tutto procede bene finché un giorno un vicino si lamenta dei rumori occasionali del cane e propone all’assemblea di vietare gli animali nel palazzo. L’assemblea vota e, a maggioranza, approva una delibera che proibisce la detenzione di animali domestici nelle unità immobiliari.
Laura teme di dover rinunciare a Rocky, ma dopo essersi rivolta ad un avvocato esperto di diritto condominiale scopre che:
- la delibera è illegittima;
- l’assemblea non può vietare gli animali;
- può solo chiedere il rispetto delle regole di convivenza.
Con l’aiuto del legale, impugna la delibera. Il Giudice la dichiara nulla, perché limita un diritto individuale e contrasta con l’art. 1138 codice civile.
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Cosa fare se il condominio impone un divieto sugli animali domestici
Se ti trovi in una situazione simile al caso sopra descritto, ecco cosa puoi fare:
- verificare il contenuto del regolamento. Anche in caso di regolamento contrattuale, ci sono margini di contestazione, soprattutto se le clausole sono generiche e ambigue;
- contestare la delibera assembleare;
- fornire documenti e prove relativi al tuo modo di gestire l’animale.
In caso di delibera nulla che imponga un divieto di animali domestici puoi inviare una diffida all’amministratore, impugnare la delibera entro 30 giorni (se annullabile), far valere la nullità in qualsiasi momento.

Come documentare il modo in cui gestisci il tuo pet
Per poter agire correttamente, devi documentare le modalità con le quali tieni il tuo animale. In pratica, devi provare che:
- non provochi rumori molesti;
- rispetti le parti comuni;
- sia in regola con microchip e vaccinazioni.
Qualora la questione non trovasse risoluzione, si ricorda che, prima di rivolgersi al Giudice in caso di contenzioso, ti ricordo che il passaggio della mediazione che per le controversie condominiali è obbligatorio.
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