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Isopensione: cos’è e come funziona il prepensionamento

L’isopensione può essere una soluzione conveniente soprattutto per chi si trova a pochi anni dalla pensione e desidera anticipare l’uscita dal lavoro senza compromettere il trattamento pensionistico futuro. Resta però fondamentale valutare attentamente la durata dell’esodo, l’impatto dell’inflazione sull’assegno e la propria situazione personale. Ecco cosa dovresti assolutamente sapere prima di sceglierla.

isopensione
  • L’isopensione è uno scivolo pensionistico a carico totale delle aziende con oltre 15 dipendenti per gestire il personale in esubero.
  • Lo strumento permette di anticipare l’uscita dal lavoro fino a 7 anni, mantenendo la copertura contributiva per l’assegno finale.
  • L’adesione richiede un accordo sindacale e una fideiussione bancaria a garanzia del pagamento delle rate mensili ai lavoratori.

L’isopensione, nota tecnicamente come “esodo dei lavoratori anziani“, è un trattamento introdotto dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012). Permette ai dipendenti del settore privato vicini alla quiescenza di cessare il rapporto di lavoro in anticipo rispetto ai limiti ordinari.

Il meccanismo prevede che l’azienda versi al lavoratore un assegno di importo equivalente alla pensione spettante al momento dell’uscita, fino al raggiungimento dei requisiti minimi per la pensione definitiva. Originariamente, la normativa prevedeva un anticipo massimo di 4 anni, ma l’articolo 1, comma 160 della legge 205/2017 (legge finanziaria 2018) ha esteso temporaneamente questo limite a 7 anni per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2026. L’abbiamo esaminata per te.

Quali sono i requisiti per aziende e lavoratori

Per accedere a questa forma di accompagnamento alla pensione, la legge stabilisce requisiti specifici per l’impresa e per il dipendente. Il datore di lavoro deve occupare mediamente più di 15 dipendenti e deve aver sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali più rappresentative a livello aziendale per la gestione degli esuberi

L’INPS ha il compito di validare l’accordo, verificando sia la consistenza organica dell’azienda, sia i requisiti pensionistici dei singoli lavoratori aderenti. Possono rientrare nel programma solo i soggetti ai quali manchino al massimo 7 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata, calcolati secondo i parametri ordinari. Lo strumento non può essere invece utilizzato per raggiungere requisiti flessibili.

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isopensione cos'è
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Come viene calcolato l’importo dell’assegno di esodo

Il valore della prestazione economica è determinato dall’INPS sulla base del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore al momento dell’accesso allo scivolo, secondo le regole vigenti. Tuttavia, l’importo dell’isopensione risulta leggermente inferiore alla pensione definitiva poiché non include la contribuzione figurativa correlata – quella che il datore di lavoro continua a versare durante tutto il periodo di esodo. Sull’assegno non viene attribuita la perequazione automatica (l’adeguamento all’inflazione) e non spettano eventuali assegni familiari.

L’intero carico finanziario del programma ricade sull’azienda esodante, la quale deve provvedere sia al pagamento dell’assegno mensile, sia all’accredito dei contributi correlati. La retribuzione media mensile su cui si calcolano i contributi è determinata dall’imponibile previdenziale degli ultimi 2 o 4 anni, diviso per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33.

A tutela del lavoratore, il datore di lavoro deve presentare una fideiussione bancaria all’istituto di previdenza; se l’azienda interrompe i pagamenti per oltre 180 giorni, l’INPS può escutere l’intera garanzia per proseguire l’erogazione del trattamento. Se però anche il garante risulta insolvente, l’istituto sospende sia l’erogazione dell’assegno, sia l’accredito contributivo.

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isopensione requisiti

Come si accede all’isopensione

L’accesso all’isopensione non è automatico, ma avviene attraverso un percorso ben definito che coinvolge lavoratore, azienda, sindacati e INPS. Si tratta infatti di una misura di accompagnamento alla pensione riservata a specifiche realtà aziendali e a lavoratori prossimi ai requisiti pensionistici. L’adesione è sempre facoltativa e avviene su base individuale, tramite la firma di un accordo di esodo.

In pratica, l’azienda deve attivare un piano di isopensione, generalmente nell’ambito di una riorganizzazione o riduzione del personale. Questo piano viene concordato con le organizzazioni sindacali e deve essere approvato dall’INPS. Solo dopo questa fase i lavoratori interessati possono aderire volontariamente.

Quali documenti servono?

LavoratoreAzienda
Documento di identità e codice fiscale Accordo sindacale di isopensione
Estratto conto contributivo aggiornato Piano di riorganizzazione o di esubero
Certificazione della posizione previdenziale INPS Fideiussione bancaria o garanzia finanziaria
Ultime buste paga o Certificazione Unica (CU) Domanda di attivazione della procedura all’INPS
Domanda di adesione al piano di isopensione  
Accordo individuale di esodo firmato  
isopensione come funziona

L’isopensione conviene? Analisi vantaggi e svantaggi

Dal punto di vista del lavoratore, l’isopensione rappresenta soprattutto un’opportunità di uscita anticipata dal mondo del lavoro senza subire penalizzazioni sull’importo della pensione futura. Questo aspetto è uno dei più apprezzati, perché consente di lasciare l’attività lavorativa anche diversi anni prima del pensionamento, mantenendo una continuità di reddito fino al raggiungimento dei requisiti previdenziali. In aggiunta, durante il periodo di esodo è possibile intraprendere nuove attività lavorative o professionali, purché compatibili, senza perdere il diritto all’assegno.

Tuttavia, non mancano gli svantaggi. L’assegno di isopensione non viene rivalutato nel tempo, e in un contesto come quello attuale, caratterizzato da inflazione elevata, questo può tradursi in una perdita di potere d’acquisto. Un altro limite importante è la non reversibilità dell’assegno: in caso di decesso del lavoratore durante il periodo di esodo, i familiari non hanno diritto a subentrare nel beneficio. Si tratta quindi di una scelta che va ponderata anche in base alla propria situazione familiare e patrimoniale.

Per le aziende, invece, l’isopensione continua a essere uno strumento molto efficace per la gestione del personale. Consente di ridurre l’organico in modo strutturato, volontario e condiviso, evitando tensioni sindacali e salvaguardando il clima interno. Questo approccio ha un impatto positivo anche sull’immagine dell’impresa, che dimostra attenzione alle persone e responsabilità sociale.

Un ulteriore vantaggio è la possibilità di pianificare con precisione i costi, che risultano certi e distribuiti nel tempo, facilitando la gestione finanziaria. L’uscita dei lavoratori più anziani permette inoltre di favorire il ricambio generazionale, inserendo nuove competenze e profili più allineati alle esigenze tecnologiche e di mercato. La natura consensuale dell’accordo, poi, riduce in modo significativo il rischio di contenziosi legali, con un conseguente risparmio economico e organizzativo.

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Gregorio Gentile
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Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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