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16 gen 2020
Pensioni

Pensione minima INPS

Quali sono i requisiti per ottenere la pensione minima INPS 2020, l'importo e quali limiti di età e anni di contributi prevede la Legge per averne diritto.

Il termine pensione minima, che è stata introdotta nel nostro Paese con la legge 638/1983, indica la pensione che si ha il diritto di ricevere al fine di poter condurre una vita dignitosa. Ci sono, infatti, diverse situazioni reddituali che non consentono alle famiglie di arrivare a fine mese e per le quali è previsto un aumento della pensione al fine di raggiungere la quota minima fissata per legge.





A quanto ammonta l’importo della pensione minima INPS 2020? Quali sono i requisiti per accedervi? A chi spetta, che età si deve raggiungere e quanti anni di contributi? Quali sono i redditi da escludere per il calcolo dell’integrazione minima? In questa guida troverai le risposte tutte queste domande e informazioni sulle novità introdotte per quanto riguarda la pensione minima INPS 2020.







Pensione minima INPS 2020: cos’è e come funziona





I titolari di una pensione molto bassa, ovvero coloro i quali hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e a sostenere tutte le spese previste, possono usufruire del trattamento previdenziale che viene erogato dall’INPS. La pensione minima è, nella pratica, un assegno sociale che si rivolge ai pensionati che ricevono, al momento, importi mensili inferiori rispetto ai limiti che sono stati fissati dalla legge.





L’importo relativo al trattamento minimo INPS varia di anno in anno, poiché è direttamente collegato alla variazione dell’indice ISTAT che mette in relazione la soglia minima e il costo della vita.





Tutti coloro che si ritrovano in pensione, ma hanno a propria disposizione una cifra inferiore al limite attuale riceveranno dall’INPS un assegnato integrativo in modo tale da raggiungere la soglia minima prevista dalla pensione minima INPS. Il calcolo dell’importo dipende dal proprio reddito e dallo stato personale – varia infatti in relazione all’essere single o coniugati.





Importo pensione minima INPS 2019




Importo pensione minima INPS 2020





La pensione minima, che come abbiamo anticipato è disciplinata dalla L. n. 638/1983, garantisce ai pensionati il diritto di ricevere un assegno mensile sufficientemente adeguato a condurre una vita dignitosa. Se, dunque, nonostante il versamento dei contributi, la pensione si trova al di sotto di una determinata soglia, il pensionato otterrà un assegno integrativo della pensione.





La pensione minima INPS 2020 ammonta a 513,01 euro, distribuiti su 13 mensilità. I pensionati che hanno un reddito annuo inferiore a 6.669,13 euro (513,01 euro x 13 mensilità) ricevono l’integrazione per poter raggiungere tale cifra. L’integrazione corrisponde alla differenza fra la pensione percepita e l’ammontare del trattamento minimo.





Facciamo un esempio: se un pensionato riceve 400 euro al mese, gli spetterà un assegno di 113,01 euro per poter così arrivare all’importo mensile previsto per legge dalla pensione minima. Per ottenere l’integrazione, è necessario inviare domanda all’INPS, in quanto l’erogazione non avviene in modo automatico.





Pensione minima, a chi spetta





Per capire a quanto ammonta l’integrazione prevista per la pensione minima, bisogna considerare due casi distinti:









Un pensionato single può avere diritto all’integrazione totale della pensione fino a 513,01 euro se non supera il reddito annuale di 6.669,13 euro. Per quanto riguarda il reddito di un pensionato sposato, si ha diritto all’integrazione totale se non si superano i 20.007,39 euro all’anno. Ci sono dei casi nei quali si riceve, invece, soltanto un’integrazione parziale: vediamo come funziona per i pensionati single e per quelli coniugati.





Requisiti pensione minima INPS




Pensione minima, requisiti per i single





I pensionati single con un reddito compreso tra i 6.669,13 e i 13.338,26 euro hanno diritto a un’integrazione parziale. Chi supera i 13.338,26 euro l’anno non ha diritto all’assegno sociale. Come funziona il calcolo dell’integrazione parziale?





Supponiamo che un pensionato riceva una pensione di 300 euro ogni mese, ma abbia poi altri redditi per un valore di 10.700 euro annui. In totale disporrà di un reddito annuo di 11.000 euro. L’integrazione si calcola sottraendo dalla soglia massima fissata dall’INPS il reddito percepito, e dividendo il risultato per tredici mensilità.





In questo caso si avrà: 13.338,26 – 11.000 = 2.338,26 euro. Dividendo tale cifra per 13 mensilità si avrà la somma di 179,86 euro, che sono quelli da aggiungere ai 300 euro di pensione mensile.





Pensione minima, requisiti per i coniugati





I pensionati coniugati con un reddito compreso tra i 20.007,39 e i 26.676,52 euro hanno diritto a un’integrazione parziale. Chi supera i 26.676,52 l’anno non ha diritto all’assegno sociale. Il reddito considerato è quello soggetto a tassazione IRPEF, quindi non comprende pensioni di invalidità, case di proprietà, rendita INAIL, TFR.





In questo caso l’integrazione scatta solo se si supera un doppio sbarramento, ovvero nel caso in cui sia il limite reddituale personale sia quello coniugale non superino i valori massimi fissati per legge. Si avrà pertanto che:









Esempio calcolo integrazione pensione minima INPS pensionato coniugato





Facciamo un esempio:









Siccome 1676,52 è inferiore a 2338,26 euro, l’integrazione annua che spetta in questo caso è pari a 1.098,28 euro.





Pensione minima INPS: i casi speciali





Esistono poi dei casi speciali, legati alla professione che si esercitava quando si lavorava:









Pensione minima INPS, età









L’assegno integrativo per ricevere la pensione minima è valido soltanto per gli assicurati prima del 31 dicembre del 1995. Coloro che si sono iscritti all’INPS dopo tale data, in pratica, non possono più accedere all’integrazione al minimo nel momento in cui vanno in pensione. I giovani pensionati hanno però la possibilità di fare richiesta, se rientrano in determinati requisiti legati all’ISEE, della cosiddetta pensione di cittadinanza.





Pensione minima INPS, quanti anni di contributi





La pensione minima INPS non è legata al numero di anni di contributi versati né al lavoro che si faceva prima di andare in pensione: a prescindere che i contributi versati siano pari a 10, 15 o 20 anni, l’integrazione al minimo si riceve se si è titolari di pensione, ma non si raggiungono i valori minimi che sono stati fissati dalla legge.





Chi non ha versato contributi e non può ricevere né la pensione né l’integrazione, ha diritto all’assegno sociale, così come tutti i cittadini stranieri che sono legalmente residenti in Italia da almeno 10 anni.





Pensione minima INPS 2020: redditi da escludere





Quali sono i redditi da escludere nel calcolo del reddito previsto per richiedere la pensione minima? Si tratta:









Pensione minima INPS 2020





Per quanto riguarda la pensione minima INPS 2020, sono previste alcune novità: ci dovrebbe essere un aumento pari allo 0,6%, che sarà confermato e ufficializzato dal tasso di rivalutazione ISTAT.





Se così fosse il valore della pensione minima passerebbe da 513,01 euro a 516 euro al mese, portando l’assegno annuale a toccare la cifra di 6.708 euro.





Pensioni minima INPS – Domande frequenti





A quanto ammonta la pensione minima INPS?

La pensione minima INPS relativa all’anno 2020, indicata con il termine trattamento minimo annuo del fondo pensioni lavoratori dipendenti, ha un valore pari a 513,01 euro, che corrispondono a 6.669,13 euro annui. I pensionati che hanno una pensione inferiore alla cifra prevista per legge che inviano l’apposita domanda all’INPS hanno diritto a un assegno mensile di tipo integrativo.

A chi spetta la pensione minima INPS?

La pensione minima è un importo che viene riconosciuto ai pensionati che hanno un reddito da pensione derivante dai contributi che hanno versato nel corso dell’attività lavorativa se tale reddito è inferiore a un importo minimo stabilito dalla legge, che ha l’obiettivo di garantire a ogni pensionato una vita dignitosa.

Quali sono i requisiti per accedere alla pensione minima INPS?

I pensionati single che hanno un reddito annuo inferiore ai 6.669,13 euro hanno diritto a un’integrazione totale, così come i pensionati coniugati con reddito inferiore ai 20.007,39. I single con reddito compreso tra i 6.669,13 euro e i 13.338,26 euro hanno diritto a un’integrazione di tipo parziale, così come i coniugati con reddito compreso fra i 20.007,39 e i 26.676,52 euro.

Chi non può fare domanda all’INPS per la pensione minima?

Tutti coloro che hanno un reddito individuale superiore a 13.338,26 euro e coloro i quali hanno un reddito coniugale superiore a 26.676,52 euro.

Chi è escluso dall’integrazione della pensione minima INPS?

Tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1 gennaio 2006.