A quanto ammonta la pensione minima INPS nel 2026? Rivalutazione importi e calcolo assegno mensile
Quali sono i requisiti per ottenere la pensione minima INPS, l'importo che si può ricevere, i limiti di età e gli anni di contributi previsti dalla Legge per averne diritto.
- La pensione minima è stata introdotta in Italia con la legge 638/1983.
- Indica la pensione che si ha il diritto di ricevere al fine di poter condurre una vita dignitosa.
- L’importo previsto per il 2025 sarà soggetto a un incremento provvisorio pari all’1,4%.
Sono diverse le situazioni reddituali che non consentono alle famiglie di arrivare a fine mese e per le quali è previsto un aumento della pensione al fine di raggiungere la quota minima fissata per legge, la cosiddetta pensione minima.
A quanto ammonta l’importo della pensione minima INPS? Quali sono i requisiti per accedervi? A chi spetta, che età si deve raggiungere e quanti anni di contributi? Quali sono i redditi da escludere per il calcolo dell’integrazione minima?
In questa guida troverai le risposte tutte queste domande sulla pensione minima INPS e le informazioni sull’aumento dell’importo previsto per il 2026.
Cos’è e come funziona la pensione minima
I titolari di una pensione molto bassa, ovvero coloro i quali hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e a sostenere tutte le spese previste, possono usufruire del trattamento previdenziale che viene erogato dall’INPS.
La pensione minima è, nella pratica, un assegno sociale che si rivolge ai pensionati i quali ricevono, al momento, importi mensili inferiori rispetto ai limiti che sono stati fissati dalla legge.
L’importo relativo al trattamento minimo INPS varia di anno in anno, poiché è direttamente collegato alla variazione dell’indice ISTAT che mette in relazione la soglia minima e il costo della vita.
Tutti coloro che si ritrovano in pensione, ma hanno a propria disposizione una cifra inferiore al limite attuale, riceveranno dall’INPS un assegnato integrativo in modo tale da raggiungere la soglia minima prevista dalla pensione minima INPS. Il calcolo dell’importo dipende dal proprio reddito e dallo stato personale – varia infatti in relazione all’essere single o coniugati.
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Aumento pensione minima INPS
Come confermato circolare INPS 19 dicembre 2025, n. 153, il trattamento minimo andrà incontro a una rivalutazione dell’1,4%. In pratica, dall’importo del 2025, pari a 603,40 euro, si passerà a un totale mensile di 611,85 euro (si tratta di circa 7.954 euro). Ancora una volta, siamo ben lontani dai 1.000 euro dei quali si parlava in campagna elettorale. L’importo massimo riconosciuto per le pensioni di importo pari o inferiori al trattamento minimo è di 619,8 euro.
Non tutte le pensioni potranno essere integrate al minimo. Vi rientrano:
- la pensione di vecchiaia;
- le pensione anticipata di anzianità;
- la pensione di reversibilità;
- la pensione ai superstiti.
Non sono invece incluse le pensioni interamente calcolate con il sistema contributivo, fatta eccezione per Opzione donna.
Per quanto riguarda il calendario di erogazione delle pensioni, slitta al 3 gennaio per chi la riceve alle poste, mentre viene erogata dal 5 gennaio per chi la riscuote in banca.
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Rivalutazione provvisoria trattamento minimo 2026
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 1, comma 478, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, riportiamo la tabella riguardante le fasce di importo e le relative modalità di rivalutazione del 2026.
| Scaglione | % Indice di perequazione | Aumento del | Totale |
| Fino a 4 volte il TM | 100 | 1,400% | da o a 2.413,60 euro |
| Oltre 4 e fino a 5 volte il TM | 90 | 1,260% | da 2.413,61 a 3.017,00 euro |
| Oltre 5 volte il TM | 75 | 1,050% | 3.017,01 euro |
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Pensione minima: quanti anni di contributi?
La pensione minima INPS non è legata al numero di anni di contributi versati, né al lavoro che si faceva prima di andare in pensione: a prescindere che i contributi versati siano pari a 10, 15 o 20 anni, l’integrazione al minimo si riceve se si è titolari di pensione, ma non si raggiungono i valori minimi che sono stati fissati dalla legge.
Chi non ha versato contributi e non può ricevere né la pensione né l’integrazione, ha diritto all’assegno sociale, così come tutti i cittadini stranieri che sono legalmente residenti in Italia da almeno 10 anni.
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Pensione minima: redditi da escludere
Quali sono i redditi da escludere nel calcolo del reddito previsto per richiedere la pensione minima? Si tratta:
- dei redditi esenti da IRPEF, come per esempio le pensioni di guerra, le rendite INAIL, le pensioni di invalidità civile;
- dei redditi della casa in cui si vive;
- delle pensioni da integrare al minimo;
- degli arretrati soggetti a tassazione separata.
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