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Cosa succede se non paghi le spese processuali?

Perdere una causa significa, quasi sempre, pagare anche le spese processuali. Ma cosa succede davvero se non le paghi? Dal pignoramento alla rateizzazione, ecco tutto quello che devi sapere.

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Redazione deQuo
04 Maggio 2026
cosa succede se non pago le spese processuali
  • Chi perde una causa civile o penale viene condannato dal giudice a pagare le spese processuali, che includono le spese legali della controparte.
  • Il mancato pagamento può portare a conseguenze serie, fino al pignoramento dei beni.
  • Esistono strumenti legali per chi non può pagare subito: la dilazione e la rateizzazione.

Hai appena ricevuto una sentenza sfavorevole e ti stai chiedendo cosa succede se non paghi le spese processuali. È una domanda legittima, che in molti si pongono dopo una causa – soprattutto quando la cifra da pagare è alta e i soldi scarseggiano. La risposta breve è: le conseguenze ci sono, e possono essere pesanti. Ma la situazione non è senza uscita, perché la legge prevede anche alcune tutele per chi si trova in difficoltà economica. Vediamo tutto nel dettaglio.

Chi deve pagare le spese processuali?

La regola base è semplice: paga chi perde. Il giudice, con la sentenza che chiude il processo, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme agli onorari di difesa. Questo vale nel processo civile, in base all’art. 91 c.p.c., ma principi analoghi si applicano anche nel processo penale.

Nel processo penale, l’art. 541 c.p.p. stabilisce che, con la sentenza che accoglie la domanda di risarcimento del danno, il giudice condanna l’imputato e il responsabile civile in solido al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile.

Esistono però casi in cui il giudice può compensare le spese, cioè decidere che ognuno si tenga le proprie. Questo avviene solo in circostanze eccezionali, come quando entrambe le parti hanno perso in parte, oppure quando la questione giuridica era davvero complessa e incerta.

LEGGI ANCHE Come si calcolano le spese processuali civili?

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La sentenza è già un titolo esecutivo

Uno degli aspetti che sorprende di più chi affronta una causa per la prima volta è che la condanna alle spese processuali viene decisa dal giudice con la sentenza e in essa quantificata. La sentenza è già un titolo esecutivo: significa che consente al creditore di agire contro il debitore già solo con quel documento, senza dover intentare un’altra causa. In parole semplici: chi ha vinto può passare subito all’azione per recuperare il suo credito. Non serve un secondo giudizio.

Cosa succede se non paghi le spese processuali?

Al termine della causa, il giudice condanna la parte sconfitta a pagare le spese legali a chi invece ha vinto: il mancato pagamento comporta il rischio di un pignoramento.

Il percorso tipico del creditore è questo:

  1. viene notificato il precetto – un atto formale che ti dà 10 giorni di tempo per pagare;
  2. se paghi entro il termine indicato, risparmi su questo costo aggiuntivo; in caso contrario, il creditore può procedere con il pignoramento dei beni;
  3. il creditore può scegliere tra pignoramento dello stipendio (fino a un quinto), del conto corrente o dei beni immobili.

Il creditore deve procedere con il pignoramento entro 90 giorni dalla notifica del precetto. Trascorso questo termine, sarà necessario notificare un nuovo atto di precetto.

Ti suggeriamo di leggere anche Controparte col gratuito patrocinio: chi paga le spese del processo?

cosa sono le spese processuali

Cosa accade se sei nullatenente?

La situazione cambia a seconda che si tratti di spese dovute allo Stato o alla controparte privata. Per le spese di giustizia (quelle verso lo Stato), se l’imputato condannato è nullatenente, lo Stato rinuncia alla restituzione, salvo recuperarle quando il condannato non sarà più nullatenente.

Per le spese legali dovute alla parte civile o alla controparte privata, invece, sarà onere di quest’ultima recuperarle, attivandosi con gli ordinari mezzi civili – pignoramento ed esecuzione forzata. Se la controparte non ha nulla, in pratica il creditore non può fare molto.

Non tutti sanno che la prima casa può essere pignorata dai creditori privati, a differenza di quanto avviene per i debiti fiscali con l’Agente della Riscossione. In teoria, non c’è divieto di pignoramento della prima casa per i creditori privati, ma se l’importo delle spese processuali è di piccola entità, l’esecuzione sarebbe irragionevole e antieconomica.

Si possono pagare le spese di giustizia a rate?

Se non riesci a pagare in un’unica soluzione, la legge ti offre una via d’uscita. Il debitore che si trova in condizioni economiche disagiate o temporaneamente impossibilitato a pagare in un’unica soluzione può chiedere la dilazione, la rateizzazione, oppure entrambe – tutto per evitare il pignoramento dei beni o del quinto dello stipendio.

Questo istituto è disciplinato dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo Unico delle disposizioni in materia di spese di giustizia). La domanda va sottoscritta dall’interessato, autenticata ai sensi dell’art. 38, comma 3, del D.P.R. n. 445/2000 e presentata all’ufficio recupero crediti competente, anche tramite raccomandata.

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pagamento spese processuali

Quanto tempo ha il creditore per agire?

Il creditore può pretendere il pagamento delle spese processuali per al massimo 10 anni dalla sentenza. Le spese processuali vanno in prescrizione dopo 10 anni, perché questo è il termine generale di prescrizione per tutte le condanne contenute in atti giudiziali.

Se il creditore ti invia una lettera di diffida entro i dieci anni, la prescrizione si interrompe e ricomincia a decorrere da capo. Non pensare quindi che basti aspettare: un creditore attento può tenerti “in sospeso” per molto tempo.

Anche nelle controversie fiscali valgono regole simili. La parte soccombente è condannata a rimborsare le spese di giudizio liquidate con la sentenza, in base all’art. 15 del D.Lgs. n. 546/1992. Se una delle parti rifiuta senza un giustificato motivo una proposta conciliativa, restano a suo carico le spese del giudizio, maggiorate del 50%.

Hai ricevuto un atto di precetto o una richiesta di pagamento di spese processuali e non sai cosa fare? Contatta uno degli avvocati di deQuo per ricevere una consulenza legale personalizzata.

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