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Ho perso una causa ma non posso pagare: cosa succede dopo la sentenza di condanna

Hai vinto una causa penale e hai anche diritto a ricevere il risarcimento per il danno subito perché ti sei costituito parte civile, ma la controparte non ha i soldi per pagare. Ecco quali sono i possibili scenari che potrebbero configurarsi.

spese legali nullatenente chi le paga?
  • Le spese processuali in un processo penale sono a carico del condannato, sia quelle di giustizia sia le spese legali della parte civile, come stabilisce l’art. 535 del Codice di procedura penale.
  • Se il condannato è nullatenente, le spese anticipate dallo Stato restano sospese, ma la parte civile può comunque tentare di recuperare il suo credito tramite pignoramento o esecuzione forzata.
  • La prescrizione delle spese legali è di 10 anni, e il primo passo per recuperarle è sempre un tentativo bonario, seguito dall’atto di precetto e, se necessario, dal pignoramento.

Dal costo della singola consulenza legale all’assistenza di un avvocato nel corso di un intero processo penale, che potrebbe andare avanti per diversi mesi, la legge prevede delle spese da sostenere. 

Prendiamo l’esempio di una persona che abbia subito un danno da qualcuno e voglia procedere con una causa di tipo civile, richiedendo un risarcimento per il danno subito. Dovrà anticipare le spese di giustizia

Nel caso di un processo penale, invece, accade che:

  1. se l’imputato venga rinviato a giudizio, non dovrà pagare nessun costo;
  2. se, invece, venga condannato, allora dovrà pagare sia le spese legali, sia quelle di giustizia, nell’ipotesi in cui la controparte abbia deciso di costituirsi parte civile. 

Cosa succede, in questa ipotesi, nel caso in cui la persona condannata fosse nullatenente, quindi non fosse in grado di pagare i costi della causa penale? Chi è che paga?

Processo penale: differenza tra spese di giustizia e spese legali

Le cause penali coinvolgono un numero non indifferente di persone: non solo chi lavora in Procura o un Tribunale, ma anche gli addetti alla Cancelleria, il personale giudiziario, i tecnici delle fonoregistrazione e così via. 

In un processo penale è possibile distinguere tra due tipologie di spese:

  1. da un lato ci sono le spese di giustizia, ovvero le spese processuali che comprendono i compensi e le indennità di tutti i soggetti terzi coinvolti nel processo diversi dalle parti e dal giudice;
  2. dall’altro, le spese legali, che sono rappresentate dall’onorario dell’avvocato. Le spese legali sono di due tipi: quelle per difendersi (in questo caso si potrebbe accedere per ISEE basso al gratuito patrocinio) e quelle della parte civile, ovvero di chi decida di costituirsi parte civile in un processo penale per richiedere il risarcimento del danno subito. 
spese legali nullatenente

Si rimanda, su questo punto, all’art. 535 del Codice di procedura penale, nel quale si legge che:

1. La sentenza di condanna pone a carico del condannato il pagamento delle spese processuali.

2. I condannati per lo stesso reato o per reati connessi sono obbligati in solido al pagamento delle spese. I condannati in uno stesso giudizio per reati non connessi sono obbligati in solido alle sole spese comuni relative ai reati per i quali è stata pronunciata condanna.

3. Sono poste a carico del condannato le spese di mantenimento durante la custodia cautelare, a norma dell’articolo 692.

4. Qualora il giudice non abbia provveduto circa le spese, la sentenza è rettificata a norma dell’articolo 130.

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Chi paga le spese del processo penale? 

Passiamo adesso alla domanda che ci siamo posti all’inizio: su chi ricadono le spese del processo penale? Nei fatti, devono essere sostenute dalla persona che è stata condannata, che dovrà pagare le spese di giustizia, oltre alle proprie spese legali – quindi la parcella del suo avvocato, anche se fosse un difensore d’ufficio

La parte che si è costituita parte civile ha pagato le sue di spese legali: cosa succede una volta vinta la causa? L’imputato che ha perso la causa deve pagare le spese lefali della controparte

Chi è stato condannato, dunque, dovrà sostenere tutte le spese, sia quelle processuali, sia quelle legali, che comprendono le proprie e quelle della parte civile. 

In caso di assoluzione, invece, l’imputato non dovrà pagare né le spese di giustizia, né le spese legali della controparte, ma dovrà pagare unicamente l’avvocato che lo ha difeso. In questa ipotesi:

  • in caso di colpa grave, la parte civile può essere condannata dal giudice al risarcimento dei danni procurati all’imputato;
  • qualora il fatto non sussista o l’imputato non lo abbia commesso, il querelante potrebbe essere condannato a pagare le spese processuali anticipate dallo Stato, e ci potrebbe essere la rifusione delle spese e il risarcimento del danno in favore del soggetto imputato. 

Scopri come trovare un avvocato esperto in esecuzioni e pignoramenti che potrà aiutarti a recuperare quanto ti spetta di spese legali.

ho perso una causa ma non posso pagare

Cosa succede se l’imputato è nullatenente? 

Abbiamo visto che il pagamento delle spese di un processo ha delle regole ben precise. Immaginiamo dunque il caso di un imputato che ha perso una causa. Cosa succede se quest’ultimo non avesse i soldi per pagare quanto dovuto? Le spese processuali, che sono state anticipate dallo Stato, non saranno richieste, almeno fino a quando il condannato non smetterà di essere nullatenente

Per quanto riguarda, invece, le spese legali legate alla costituzione di parte civile, spetterà alla parte civile cercare di recuperarle. Quest’ultima potrà agire con le canoniche procedure di recupero di un debito, ovvero il pignoramento e l’esecuzione forzata – la sentenza di condanna rappresenta, infatti, già un titolo esecutivo – le quali saranno sempre precedute dall’atto di precetto, che rappresenta un ulteriore maggiorazione delle spese legali.

Solitamente, però, si cerca di recuperare le spese legali con un primo tentativo bonario, quindi con l’invio di email, raccomandate o fax da parte del proprio avvocato.

Se ti trovi in questa fase specifica del processo, trova un avvocato online per provare a recuperare quanto ti spetta dalla parte che ha perso la causa. 

A quanto ammontano le spese legali?

Le spese legali da liquidare alla parte che ha vinto la causa comprendono l’importo indicato nella sentenza (che include il costo dell’avvocato, ma anche i diritti di cancelleria, contributo unificato, bolli, notifiche, eventuale compenso per il consulente tecnico d’ufficio) emanata dal giudice, al quale si aggiunge un rimborso forfettario del 15%

Le spese legali dovranno essere versate direttamente alla controparte e non al suo avvocato, tranne nel caso in cui il giudice abbia disposto il pagamento con distrazione in favore dell’avvocato (il quale prevede anche il pagamento della cassa forense al 4%) – che riceverà l’importo emettendo la relativa fattura. 

Solitamente ciò si verifica quando l’avvocato non abbia ancora ricevuto quanto gli spetta dal suo assistito. All’esito del pagamento, dovrà essere rilasciata una quietanza liberatoria

Solo in casi eccezionali il giudice può applicare la cosiddetta compensazione delle spese, in base alla quale ciascuna delle parti sarà tenuta al pagamento delle proprie spese legali, a prescindere da chi sia stato il vincitore. 

Prescrizione spese legali

Il termine di prescrizione è di 10 anni dalla sentenza definitiva. Questo termine si interrompe ogni volta che il creditore invia una lettera di diffida al debitore: il conteggio ricomincia da zero, e si hanno altri 10 anni per agire. È una tutela importante da tenere a mente se la controparte è momentaneamente insolvente ma potrebbe cambiare situazione in futuro.

spese legali e spese processuali chi paga

Atto di precetto e pignoramento

Dopo il primo tentativo bonario, per provare a recuperare i suoi soldi, la parte vincitrice procederà con l’atto di precetto, che rappresenta un ultimatum inviato alla parte che ha perso. 

Si avranno, a questo punto, 10 giorni di tempo per pagare le spese legali. Farlo prima della notifica dell’atto di precetto, che comporta un ulteriore costo a carico del debitore, significa risparmiare sulla cifra da restituire. 

Se il debitore non paga neanche dopo aver ricevuto l’atto di precetto, si potrà procedere con il pignoramento, che potrà essere mobiliare, immobiliare, sul conto corrente, lo stipendio, la pensione, ma non potrà toccare la prima casa. 

Potresti essere interessato anche a Pignoramento: che cos’è e quali sono le diverse tipologie e Pignoramento presso terzi: definizione, procedura, come opporsi

Spese legali nullatenente – Domande frequenti

Quanto tempo ho per pagare le spese legali? 

Di prassi, le spese legali dovrebbero essere pagate nel momento in cui si viene a conoscenza della sentenza definitiva di condanna. Si ha comunque, in genere, qualche giorno di tempo per farlo. 

Quanto tempo ho per agire contro chi non ha pagato le spese legali?

La parte vincitrice di una causa avrà a sua disposizione 10 anni di tempo per agire contro il debitore per recuperare i costi delle spese legali sostenuti. 

Posso pagare meno di spese legali?

Sì, se si riesce a raggiungere un accordo con la controparte si potrebbe riuscire a pagare una somma inferiore delle spese legali dovute. Sarà anche possibile mettersi d’accordo su un eventuale pagamento rateizzato. 

Quando non si pagano le spese processuali?

Le spese processuali non si pagano in caso di assoluzione: l’imputato prosciolto non deve nulla allo Stato né alla controparte. Anche quando il condannato è nullatenente, le spese anticipate dallo Stato vengono sospese e non immediatamente richieste.

Chi paga le spese legali se il condannato è nullatenente?

Le spese di giustizia rimangono a carico dello Stato, in attesa che la situazione economica del condannato cambi. Le spese legali della parte civile, invece, restano tecnicamente a carico del soccombente, ma tocca alla parte vincitrice tentare di recuperarle tramite pignoramento o altri strumenti esecutivi.

Chi paga i debiti di un nullatenente?

In linea generale, nessun altro è obbligato a farlo: i debiti sono personali. Gli eredi potrebbero rispondere dei debiti del defunto solo se accettano l’eredità senza beneficio d’inventario. Finché il debitore è vivo e nullatenente, il creditore può solo aspettare o monitorare eventuali cambiamenti patrimoniali.

Come non pagare le spese processuali?

L’unica via legale è l’assoluzione, oppure l’accesso al gratuito patrocinio – previsto per chi ha un ISEE basso – che copre le spese legali della difesa. Non esistono scorciatoie: non pagare volontariamente espone al pignoramento dei beni presenti e futuri.

Si possono rateizzare le spese processuali?

Sì, è possibile, ma richiede un accordo con la controparte. Se si raggiunge un’intesa, si può concordare sia una riduzione dell’importo sia un pagamento dilazionato nel tempo. Non esiste però un diritto automatico alla rateizzazione: dipende dalla disponibilità di chi ha vinto.

Ho vinto la causa ma la controparte non paga: cosa faccio?

Prima di tutto, fai inviare dal tuo avvocato una diffida formale. Se non ottieni risposta, si procede con l’atto di precetto e, successivamente, con il pignoramento. Ricorda che la sentenza è già un titolo esecutivo: non devi avviare un nuovo giudizio per recuperare quanto ti spetta.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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