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Pensione di reversibilità al coniuge divorziato senza assegno di mantenimento

Come funziona il calcolo della pensione di reversibilità per il coniuge divorziato? E in caso di separazione? Ecco cosa cambia con o senza assegno di mantenimento.

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  • La pensione di reversibilità è il trattamento pensionistico che spetta al coniuge superstite alla morte della moglie o del marito.
  • Tale importo può essere ricevuto, in presenza di alcune condizioni, anche dal/la coniuge divorziato/a.
  • Non si deve però considerare l’assegno di mantenimento, ma l’erogazione dell’assegno divorzile.

La fine di un matrimonio comporta diverse conseguenze per i coniugi. Si potrebbe infatti perdere il diritto di vivere nella casa coniugale, oppure di rientrare nell’asse ereditario dell’ex coniuge. 

Non ci sono, invece, conseguenze sulla pensione di reversibilità, la quale, ai sensi dell’art. 9, comma 2, della legge n. 898 del 1970, spetta anche al coniuge divorziato, ma in presenza di alcune condizioni. 

Vediamo quali sono, ma soprattutto cerchiamo di capire se cambia qualcosa nel caso in cui l’ex partner riceva l’assegno di mantenimento post divorzio, oppure no, e quando invece non spetta la pensione di reversibilità al/la coniuge divorziato/a.

Pensione di reversibilità coniuge divorziato: quando spetta

Cosa spetta alla moglie divorziata in caso di morte del marito, o viceversa, al marito divorziato in caso di morte dell’ex moglie? La pensione di reversibilità è un diritto, ma ci sono alcune cose da specificare. 

Intanto, l’importo della pensione di reversibilità previsto per il coniuge divorziato è variabile: è ridotto, infatti, qualora sia presente un coniuge superstite, nell’ipotesi in cui l’ex coniuge fosse convolato/a a nuove nozze con un’altra persona. 

Questa tipologia di pensione spetta nell’ipotesi in cui, alla morte dell’ex:

  • si fosse già titolari dell’assegno di divorzio;
  • non siano state contratte nuove nozze;
  • il trattamento pensionistico sia antecedente alla sentenza di divorzio

Se pensi di aver subito un torto in relazione alla tua quota di pensione di reversibilità e vorresti presentare ricorso con il supporto di un avvocato, ti consigliamo di rivolgerti a un legale specializzato in questo ambito.

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Calcolo pensione reversibilità coniuge divorziato

In pratica, una delle condizioni per poter ricevere la pensione di reversibilità in caso di morte dell’ex coniuge è la percezione dell’assegno divorzile, e non dell’assegno di mantenimento (che è un’altra cosa). 

Secondo la sentenza n. 236 del 2022, poi, 

il diritto al trattamento di reversibilità é […] a favore del coniuge divorziato […] non rappresenta la continuazione […] del diritto all’assegno divorzile del quale era titolare nei confronti dell’ex coniuge avanti la sua morte, ma un autonomo diritto di natura squisitamente previdenziale.

L’importo della reversibilità viene calcolato dal tribunale, che prende in considerazione la durata del matrimonio. 

Come si calcola la reversibilità? Quando la vedova non ne ha diritto? Ecco cosa cambia nel 2025 

Pensione di reversibilità coniuge separato: ultimi sviluppi

Quali sono le novità sulla pensione di reversibilità per il coniuge separato? Trattandosi di un coniuge superstite, il partner separato ha diritto a ricevere la pensione di reversibilità, anche nell’ipotesi di separazione con addebito o per colpa, e in assenza di assegno alimentare

Lo ha confermato la circolare INPS 19/2022, nella quale sono stati recepiti gli orientamenti di alcune sentenze della Cassazione (n. 2606/2018 e 7464/2019). In poche parole, oggi il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità a prescindere dalla tipologia di separazione. Questo perché viene equiparato al coniuge superstite, anche se non riceve un eventuale assegno di mantenimento. 

Scopri di più su Pensione di reversibilità: la quattordicesima spetta alla vedova del coniuge defunto?

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Pensione di reversibilità seconda moglie

Abbiamo detto che, in presenza della seconda moglie, quindi se l’ex coniuge si è nel frattempo risposato, la pensione di reversibilità dovrà essere divisa tra coniuge superstite e coniuge divorziato

Le quote vengono stabilite dal tribunale competente “ponderando, con prudente apprezzamento, in armonia con le finalità solidaristica dell’istituto, il criterio principale della durata dei rispettivi matrimoni, con quelli correttivi, eventualmente presenti, della durata della convivenza” (Ordinanza n. 7623/2022).

Tra gli elementi dei quali il tribunale tiene conto per determinare l’importo delle rispettive quote ci sono:

  1. la durata dei rispettivi matrimoni;
  2. l’ammontare dell’assegno divorzile;
  3. le condizioni economiche in cui si trovano i due coniugi (divorziato e superstite);
  4. la durata di eventuali convivenze prematrimoniali

Ricordiamo che, in caso di controversie, il tribunale competente al quale rivolgersi è la Corte dei conti, se il trattamento è a carico dello Stato. 

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Gregorio Gentile
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Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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