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Pixel di tracciamento nelle email: perché ti stanno chiedendo il consenso?

Le email sul pixel di tracciamento arrivano per le nuove Linee guida del Garante privacy: dal 29 ottobre 2026 chi usa i tracking pixel nelle email deve informarti, chiederti il consenso e lasciarti libero di rifiutare.

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Redazione deQuo
30 Ottobre 2026
pixel di tracciamento
  • Il pixel di tracciamento nelle email è un’immagine invisibile che segnala al mittente se, quando e quante volte apri un messaggio.
  • Con le Linee guida del 17 aprile 2026 il Garante privacy lo tratta come un cookie: per newsletter e marketing personalizzato serve il consenso preventivo,
  • Il termine per adeguarsi è scaduto il 29 ottobre 2026, ed è per questo che, in questi ultimi giorni, hai ricevuto mail di aggiornamento privacy con la possibilità di rifiutare il solo tracciamento.

Il pixel di tracciamento nelle email è la ragione per cui, nelle ultime settimane, banche, negozi online, testate e associazioni ti hanno scritto per parlarti di privacy. Le comunicazioni sono tutte simili e hanno un’origine comune: il provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026, con cui il Garante ha adottato le Linee guida sui tracking pixel nella posta elettronica. La base giuridica è l’art. 122 del Codice privacy, la stessa norma che regola i cookie. Chi misura le tue aperture deve dirtelo in modo chiaro e, nella maggior parte dei casi, ottenere il tuo permesso.

Cos’è il pixel di tracciamento nelle email?

Un tracking pixel è un’immagine minuscola, grande appunto un solo pixel e quasi sempre trasparente. Non si trova dentro l’email, ma su un server remoto del mittente o del suo fornitore. Quando apri il messaggio, un codice HTML chiede al server di scaricare l’immagine e in quel momento il mittente sa che hai letto la sua comunicazione.

Tu non vedi nulla, perché il pixel non ha alcun valore informativo per chi legge. Il Garante lo definisce per questo uno strumento di tracciamento occulto, più invasivo di altri proprio perché non è riconoscibile. Il meccanismo si attiva ogni volta che apri la stessa email, non solo la prima.

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Quali informazioni raccoglie il tracking pixel?

Il pixel non legge il contenuto delle tue email. Monitora soltanto l’evento dell’apertura, ma da questo il mittente può ricavare diversi dati:

  • l’avvenuta apertura del messaggio e il numero di aperture successive;
  • l’indirizzo IP, da cui si può dedurre in modo approssimativo la tua posizione;
  • il tipo di dispositivo e il programma di posta che usi;
  • il tempo di consultazione e altri identificativi tecnici legati al singolo invio.

Di regola ogni pixel è univoco per destinatario. Il mittente sa quindi che proprio tu hai aperto quella email, e non solo che qualcuno l’ha letta.

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come funziona il pixel di tracciamento

Perché ricevi le email sul consenso al tracciamento?

Le Linee guida sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2026. Il Garante ha concesso sei mesi per adeguarsi, con scadenza al 29 ottobre 2026. Le mail che ricevi in questi giorni, quindi, sono la risposta delle aziende e degli enti a questo obbligo.

In particolare, il Garante distingue due situazioni:

  1. per le nuove iscrizioni, il consenso va chiesto al momento della raccolta dell’indirizzo email, dopo un’informativa chiara;
  2. per le liste già esistenti, come la newsletter a cui sei iscritto da anni, il mittente deve informarti con il primo invio utile e offrirti un modo semplice per revocare il consenso, anche solo al tracciamento.

Ecco perché alcune email ti chiedono di confermare il consenso, mentre altre si limitano a informarti e a indicarti il link per dire no.

Cosa cambia con le Linee guida del Garante sui tracking pixel

Il consenso è obbligatorio quando il mittente usa il pixel per una misurazione individuale delle aperture a fini commerciali. Il Garante indica alcuni esempi concreti:

  • valutare e migliorare le campagne promozionali in base ai tuoi comportamenti, ad esempio cambiando l’oggetto delle email poco aperte;
  • adattare la frequenza degli invii o smettere di scriverti se non apri i messaggi;
  • ricavare dalle aperture i tuoi gusti e interessi per creare profili commerciali.

Il consenso al pixel non deve per forza essere separato da quello alle email promozionali. Il Garante ammette un consenso unico, per evitare richieste ripetute e la cosiddetta consent fatigue. La condizione è che la richiesta sia neutra e senza forzature, e che il tracciamento sia indicato in modo chiaro.

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Quando il consenso non serve?

Il Garante riconosce che in un numero rilevante di casi il mittente può usare i pixel senza un consenso specifico. Le ipotesi principali sono tre:

  1. le statistiche aggregate e anonime sul tasso di apertura di una campagna, con un pixel uguale per tutti i destinatari e dati tecnici anonimizzati;
  2. le email legate alla sicurezza dell’account, come l’attivazione, il cambio password o la risposta a una richiesta di esercizio dei tuoi diritti privacy;
  3. i messaggi istituzionali o di servizio che il mittente ha l’obbligo di inviarti, come gli avvisi antifrode della banca, le modifiche contrattuali o le notifiche su incidenti di sicurezza.

In queste ipotesi, il pixel serve a garantire che il servizio funzioni meglio, e il Garante lo considera a beneficio dello stesso destinatario.

Anche quando il consenso non serve, comunque, il mittente deve sempre informarti che usa i pixel e per quale scopo. Per il Garante, ricevere strumenti di tracciamento nascosti viola il principio di correttezza dell’art. 5 del GDPR. Senza informativa, i pixel sono inutilizzabili, qualunque sia lo scopo dell’email.

Ti suggeriamo di leggere pure E-mail dei dipendenti: le nuove regole del Garante della privacy

pixel di tracciamento perche chiedono consenso

Cosa puoi fare quando ricevi queste email

Se ricevi una mail relativa al pixel di tracciamento delle mail, non hai nessun obbligo di rispondere. Se il mittente ti informa e ti offre la possibilità di revocare il consenso, puoi scegliere tra due strade:

  1. disiscriverti del tutto e smettere di ricevere le comunicazioni;
  2. revocare solo il consenso al tracciamento e continuare a ricevere le email, ma prive di pixel.

Il Garante suggerisce di inserire in ogni email un link nel footer o un’icona standard che porti a un’area dedicata alle tue scelte. Se rifiuti il tracciamento, il servizio non può subire nessuna limitazione per questo motivo. Il mittente deve poi registrare le tue scelte, perché in caso di contestazione spetta a lui dimostrare di avere il consenso, come prevede l’art. 7 del GDPR.

Per chi viola le regole su consenso e trasparenza, l’art. 83 del GDPR prevede sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato mondiale annuo, se superiore.

LEGGI ANCHE La segnalazione di condotte illecite: come viene tutelata la mia privacy nel caso del Whistleblowing

Pixel di tracciamento nelle email – Domande frequenti

Perché sto ricevendo email che mi chiedono il consenso al tracciamento?

Perché il 29 ottobre 2026 è scaduto il termine per adeguarsi alle Linee guida del Garante privacy del 17 aprile 2026 sui tracking pixel nelle email.

Devo rispondere alle email sul consenso al tracciamento?

No, non è obbligatorio. Puoi però usare il link indicato per rifiutare il tracciamento o disiscriverti dalle comunicazioni.

Se rifiuto il tracciamento smetto di ricevere la newsletter?

No. Il Garante richiede una revoca granulare: puoi rifiutare solo il pixel e continuare a ricevere le email senza strumenti di tracciamento.

Riferimenti normativi

  • art. 122 D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196;
  • art. 5 Reg. (UE) 2016/679;
  • art. 7 Reg. (UE) 2016/679;
  • art. 12 Reg. (UE) 2016/679;
  • art. 25 Reg. (UE) 2016/679;
  • art. 77 Reg. (UE) 2016/679;
  • art. 83 Reg. (UE) 2016/679;
  • art. 5, par. 3, Direttiva 2002/58/CE;
  • Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento 17 aprile 2026, n. 284.
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