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Se sono indagato posso andare all’estero?

Essere sotto indagine non significa automaticamente non poter uscire dall'Italia. Tutto dipende da se il giudice ha emesso misure cautelari a tuo carico - e da quale tipo.

se sono indagato posso andare alll'estero
  • Essere indagato non equivale a essere imputato, né a subire limitazioni automatiche alla libertà di movimento.
  • Il divieto di espatrio è una misura cautelare specifica, prevista dall’art. 281 del Codice di procedura penale, che deve essere disposta espressamente dal giudice.
  • Se non ti è stata notificata nessuna misura cautelare, in linea generale puoi viaggiare all’estero.

Ogni anno migliaia di italiani si trovano a dover fare i conti con un avviso di garanzia senza sapere esattamente cosa possono e non possono fare. Uno dei dubbi più frequenti riguarda proprio la libertà di movimento: posso prendere un aereo? Posso andare in vacanza fuori dall’Italia? La risposta non è uguale per tutti, e dipende da cosa è successo concretamente nella tua vicenda giudiziaria. Vediamo insieme come funziona.

Cosa cambia tra essere indagato e avere misure cautelari?

Essere indagato significa che la Procura sta raccogliendo elementi su una possibile tua responsabilità in un reato. Ricevi un avviso di garanzia, che ti informa dell’iscrizione nel registro degli indagati. Ma questo atto, da solo, non limita la tua libertà personale, né quella di movimento.

Le limitazioni scattano solo se il giudice emette una misura cautelare. Il Codice di procedura penale ne prevede di diversi tipi, dalla più lieve alla più grave:

  • il divieto di espatrio (art. 281 c.p.p.);
  • l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (art. 282 c.p.p.);
  • gli arresti domiciliari (art. 284 c.p.p.);
  • la custodia cautelare in carcere (art. 285 c.p.p.).

Ogni misura deve essere motivata e proporzionata. Il giudice la dispone solo se ricorrono determinate condizioni: gravi indizi di colpevolezza, e almeno una delle cosiddette esigenze cautelari (pericolo di fuga, rischio di inquinamento delle prove, pericolo di reiterazione del reato), previste dagli artt. 273 e 274 c.p.p.

LEGGI pure Misure cautelari: termini e presupposti

le persone indagate possono viaggiare
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Cos’è il divieto di espatrio?

Il divieto di espatrio è la misura cautelare che incide direttamente sulla possibilità di uscire dal territorio italiano. Se ti viene notificata, non puoi lasciare l’Italia. Il giudice può anche disporre il ritiro del passaporto e la segnalazione ai valichi di frontiera.

Questa misura viene scelta quando il giudice ritiene che tu possa fuggire all’estero per sottrarsi al processo o all’esecuzione di una condanna. Non è automatica: deve essere esplicitamente richiesta dal pubblico ministero e concessa dal GIP (Giudice per le Indagini Preliminari). Se hai ricevuto solo un avviso di garanzia, senza alcuna notifica di misure cautelari, il divieto di espatrio non si applica.

Approfondisci con Divieto di espatrio sulla carta d’identità: cos’è, quando scatta e quanto dura

Posso andare all’estero se ho l’obbligo di firma?

L’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (comunemente chiamato “obbligo di firma”) limita la tua libertà in modo diverso. Devi presentarti periodicamente a una stazione dei Carabinieri o della Polizia, nei giorni e negli orari fissati dal giudice. Questo di per sé non vieta di andare all’estero, ma nella pratica lo rende difficile se le presentazioni sono frequenti.

Puoi chiedere al giudice una sospensione temporanea dell’obbligo per motivi di salute, lavoro o altri motivi documentati. Non è garantita, ma è possibile.

Cosa rischi se vai all’estero violando un divieto di espatrio?

Se hai un divieto di espatrio attivo e lo ignori, le conseguenze sono serie. Puoi essere denunciato per il reato di evasione (art. 385 del Codice penale) e rischi che il giudice sostituisca la misura con una più grave, fino agli arresti domiciliari o alla custodia cautelare in carcere. Non è una situazione da prendere sotto gamba: qualsiasi violazione delle misure cautelari viene valutata negativamente dal giudice e può peggiorare significativamente la tua posizione processuale.

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viaggi all'estero se indagato

Posso partire se ho un procedimento penale in corso?

La cosa più sicura è verificare con il tuo avvocato qual è la tua esatta posizione giudiziaria prima di acquistare biglietti o pianificare trasferte all’estero.

Dovresti controllare se:

  • sei iscritto nel registro degli indagati e in che fase si trova il procedimento;
  • ti sono state notificate misure cautelari di qualsiasi tipo;
  • il tuo passaporto è stato ritirato o segnalato;
  • esistono segnalazioni nel sistema Schengen a tuo carico.

In alcuni casi, anche senza un formale divieto di espatrio, possono esserci segnalazioni nei sistemi europei che creano problemi ai confini. Queste situazioni vanno verificate caso per caso.

LEGGI pure Che differenza c’è tra divieto e obbligo di dimora?

Cosa dice la giurisprudenza

La Corte di Cassazione ha chiarito più volte che le misure cautelari devono essere proporzionate e adeguate alla situazione concreta (tra le tante, Cass. pen., sez. VI, n. 18949/2019). Il semplice stato di indagato non giustifica limitazioni alla libertà personale o di circolazione in assenza dei presupposti di legge. Se ritieni che una misura cautelare a tuo carico sia stata applicata in modo sproporzionato, puoi impugnarla davanti al Tribunale del Riesame (art. 309 c.p.p.) e, successivamente, ricorrere in Cassazione.

Se sei indagato e hai dubbi sulla tua libertà di movimento, rivolgiti subito a un avvocato penalista. Ogni situazione è diversa, e solo un professionista che conosce il tuo fascicolo può dirti cosa puoi fare – e cosa no.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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