01 giu 2020
Diritto Penale

Arresti domiciliari: significato, regole e la differenza con la detenzione domiciliare

Una guida per sapere cosa sono gli arresti domiciliari e come funzionano.

Cosa
sono gli arresti domiciliari





Vi sarà capitato sicuramente durante un servizio al telegiornale o nei racconti di qualcuno di sentire l’espressione “è agli arresti domiciliari”. Qual è il significato del termine? Cosa comporta questa condizione?





Gli arresti domiciliari, come suggerisce il nome stesso, consistono nel divieto di potersi allontanare dalla propria abitazione, da ogni luogo che costituisca privata dimora, da un luogo pubblico di cura o di assistenza o da una casa famiglia.





Chi si ritrova agli arresti domiciliari è considerato dalla legge in custodia cautelare ed è tenuto a restare nel perimetro del luogo designato per l’applicazione della misura. In base alle disposizioni del giudice, potrebbe anche non avere accesso a Internet, al telefono e agli altri mezzi di comunicazione a distanza, così come potrebbe non avere il diritto di incontrare altre persone se non quelle che vivono già con lui o che lo assistono.







L’articolo
284 del Codice di Procedura Penale





Ai sensi dell’articolo 284 del Codice di Procedura Penale, il giudice stabilisce il luogo nel quale dovranno essere applicati gli arresti domiciliari, al fine di assicurare le esigenze di tutela della persona offesa dal reato.





Nel caso in cui l’imputato si trovasse in una situazione di assoluta indigenza, allora potrà allontanarsi dal luogo di arresto per il tempo necessario a soddisfare le sue esigenze, per esempio per lo svolgimento dell’attività lavorativa, senza la quale non potrebbe vivere.





come funzionano gli arresti domiciliari




In generale, esistono diverse tipologie di permessi che possono essere concessi a chi si trova agli arresti domiciliari e che consentono di uscire di casa. Fra questi possono rientrare:









Per essere autorizzati a spostarsi bisognerà presentare istanza di permesso alle autorità giudiziarie competenti. I permessi possono essere concessi anche nel caso in cui si debbano accompagnare i figli a scuola e non esistano soluzioni alternative, come la presenza di mezzi pubblici o di qualcun altro che possa occuparsene.





Indispensabili esigenze di vita: cosa sono





Il giudice può autorizzare chi si trova agli arresti domiciliari ad allontanarsi dal luogo di detenzione nel caso in cui sussistano delle indispensabili esigenze di vita. Cosa si intende di preciso con questo termine?





Per
rispondere a questa domanda, sarà necessario fare riferimento al
comma 3 del succitato articolo 284 del Codice di Procedura Penale, in
base al quale si possono includere tra le indispensabili esigenze di
vita:









Quindi, come regola generale, ci si può allontanare da casa non solo per espletare bisogni di tipo fisico, quale può essere la necessità di comprare del cibo per sostentarsi, ma anche quelli di tipo spirituale, come può essere il trascorrere del tempo con i propri figli.





Come
funzionano gli arresti domiciliari





Chi si ritrova agli arresti domiciliari viene privato della libertà di potersi muovere dove desidera, quando lo desidera, alla stregua di un detenuto. Per quanto riguarda i rapporti con le altre persone, il giudice ha facoltà di limitare i contatti per tutta la durata della misura coercitiva.





Nella pratica, possono essere vietate:





  1. le visite da parte di tutti;
  2. le visite da parte di determinati soggetti;
  3. la comunicazione con gli altri, non solo dal vivo, ma anche con altri mezzi di comunicazione, come le app di messaggistica istantanea o i social network, che possono essere utilizzati soltanto con finalità informativa.




La durata degli arresti domiciliari





Ai sensi dell’articolo 303 del Codice di Procedura Penale, gli arresti domiciliari perdono efficacia sulla base dello schema seguente, con qualche eccezione riportata nel Codice.





Nel caso in cui siano decorsi i termini che seguono senza che sia stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio o l’ordinanza con cui il giudice dispone il giudizio abbreviato, oppure che sia stata pronunciata la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti:









arresti domiciliari durata controlli




Dall’emissione del provvedimento che dispone il giudizio o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia siano decorsi i termini che seguono, senza che sia stata pronunciata sentenza di condanna di primo grado:









Dalla pronuncia della sentenza di condanna di primo grado o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia siano decorsi i seguenti termini senza che sia stata pronunciata sentenza di condanna in grado di appello:









Quando gli arresti domiciliari sono vietati





Sebbene gli arresti domiciliari costituiscano una condizione migliore rispetto alla custodia cautelare in carcere, ci sono alcuni casi nei quali non possono essere applicati. Nello specifico si tratta del caso in cui l’imputato sia stato condannato per il reato di evasione nei 5 anni precedenti.





Qualora il giudice dovesse decretare che i fatti siano di lieve entità, è comunque possibile procedere con gli arresti domiciliari. Un altro caso in cui la misura cautelare degli arresti domiciliari non può essere applicata è indicato nell’articolo 275 del Codice di Procedura Penale. Si tratta dell’ipotesi in cui il giudice dovesse ritenere che con la sentenza si possa concedere la sospensione condizionale della pena.





Come funzionano i controlli





La legge prevede che il Pubblico Ministero e la polizia giudiziaria possano controllare, anche di propria iniziativa, se l’imputato stia osservando le prescrizioni che sono state imposte dall’applicazione degli arresti domiciliari.





Per esempio, il giudice può stabilire dei mezzi elettronici o degli strumenti tecnici da utilizzare per effettuare i controlli, quale può essere il braccialetto elettronico. Qualora l’imputato dovesse rifiutare di adottare tali mezzi, potrebbe allora essere sottoposto a custodia cautelare in carcere.





L’imputato ha il diritto di accettare o rifiutare l’installazione di tali mezzi con una dichiarazione scritta che deve essere restituita all’ufficiale o all’agente che si occupa di tale installazione.





Che differenza c’è tra arresti domiciliari e detenzione domiciliare?





Nonostante sia molto semplice fare confusione far i due termini, arresti domiciliari e detenzione domiciliare non sono affatto la stessa cosa. Nello specifico:









Nella pratica, la detenzione domiciliare consiste nella possibilità, concessa al condannato, di scontare una pena o una parte di essa presso la propria abitazione, o un altro idoneo luogo di provato dimora, o un luogo pubblico di cura e assistenza.





Arresti
domiciliari – Domande frequenti





Quando vengono concessi gli arresti domiciliari?

Gli arresti domiciliari vengono applicati quando il giudice ritiene che la misura più grave di punizione prevista dal nostro ordinamento non sia più necessaria.

Chi controlla gli arresti domiciliari?

I controlli degli arresti domiciliari vengono effettuati dal Pubblico Ministero e dalla Polizia Giudiziaria al fine di verificare il rispetto delle misure in vigore.

Chi è agli arresti domiciliari può lavorare?

Sì, ma nel caso in cui il lavoro fosse una necessità alla quale è legata la sua sopravvivenza e quella di un eventuale famiglia, ovvero quando rientrasse nelle indispensabili esigenze di vita.