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Quali sono i doveri dell’ex in caso di separazione se l’altro si ammala?

Quali sono i doveri ancora in vigore tra due persone che si sono separate? Per esempio, esiste ancora quello all'assistenza in caso di malattia? Vediamo come stanno le cose.

quali sono i diritti verso l'ex in caso di separazione se è ammalato
  • L’obbligo di assistenza materiale e morale tra i coniugi, sancito dall’art. 143 del Codice civile, non cessa automaticamente con il deposito del ricorso per separazione, ma persiste in forma attenuata fino alla sentenza definitiva.
  • L’insorgenza di una malattia grave dell’ex coniuge durante la separazione può influenzare la determinazione dell’assegno di mantenimento, poiché lo stato di salute incide direttamente sulla capacità lavorativa e sul bisogno economico;
  • La violazione degli obblighi assistenziali, se finalizzata a negare i mezzi di sussistenza, può configurare il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare previsto dall’art. 570 del Codice penale.

Ai sensi dell’art. 143 del Codice civile, dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Quando una coppia decide di separarsi, molti ritengono erroneamente che tali doveri svaniscano all’istante.

In realtà, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito a più riprese che il vincolo matrimoniale non si scioglie con la separazione, ma entra in una fase di sospensione dei doveri incompatibili con la cessazione della convivenza.

Se un coniuge si ammala durante l’iter di separazione, l’altro non può ignorare completamente lo stato di bisogno. Sebbene l’assistenza “morale” (intesa come supporto quotidiano e vicinanza fisica) si attenui drasticamente per l’impossibilità della convivenza, l’assistenza “materiale” si trasforma spesso nell’obbligo di corrispondere un assegno di mantenimento. Questo contributo economico serve a garantire al beneficiario un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio o, quantomeno, la soddisfazione dei bisogni primari legati alle cure mediche.

Ex malato e assegno di mantenimento: cosa può accadere

La malattia rappresenta una delle variabili principali nella determinazione delle condizioni economiche della separazione. La legge prevede che l’assegno di mantenimento sia parametrato ai redditi del richiedente e alla sua capacità lavorativa. Un’infermità improvvisa o cronica riduce la capacità di produrre reddito e aumenta le spese vive (farmaci, terapie, assistenza domiciliare), legittimando una richiesta di revisione delle condizioni di separazione.

Nella tabella abbiamo ripotato alcuni esempi di casi che si possono configurare ai sensi dell’art. 156 del Codice civile.

Situazione clinicaImpatto sul mantenimento
Malattia che riduce la capacità lavorativaAumento dell’assegno a favore del coniuge malato
Spese mediche straordinarie e urgentiRipartizione tra i coniugi secondo le quote stabilite
Insorgenza di invalidità totaleDiritto al mantenimento anche in presenza di addebito (se in stato di bisogno)
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Omessa assistenza per tradimento o segreti familiari

Il diritto all’assistenza materiale può essere influenzato dalla condotta dei coniugi, ma non viene meno per semplici ragioni personali o sentimentali.

Vediamo i casi specifici:

  • tradimento e addebito: se la separazione viene addebitata a un coniuge per via di un tradimento che ha reso intollerabile la convivenza, questi perde il diritto al mantenimento, ma conserva il diritto agli alimenti. Gli alimenti sono una prestazione economica più limitata, prevista dall’art. 433 cc, finalizzata esclusivamente a garantire lo stretto necessario per vivere a chi versa in stato di bisogno;
  • debiti nascosti o figli precedenti: la scoperta di debiti ingenti o di figli nati da relazioni passate può essere motivo di addebito della separazione se ha leso la fiducia e la lealtà tra i coniugi. La giurisprudenza tende comunque a tutelare il diritto alla salute come primario. Anche se il coniuge malato ha “nascosto” aspetti della sua vita, l’altro non può lasciarlo in stato di indigenza assoluta, poiché l’obbligo alimentare è legato alla solidarietà post-coniugale;
  • sanzioni penali: chiunque abbandoni il domicilio domestico o comunque tenga una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, sottraendosi agli obblighi di assistenza, rischia le pene previste dall’art. 570 cp, che disciplina la violazione degli obblighi di assistenza familiare. La sanzione può arrivare fino a un anno di reclusione o a una multa di 1.032 euro se vengono fatti mancare i mezzi di sussistenza.

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Come tutelarsi se l’altro coniuge nega l’aiuto

Se vi trovate in una condizione di salute precaria e il vostro ex coniuge si rifiuta di fornirvi il supporto economico necessario, la procedura standard prevede il ricorso al Giudice per la fissazione o la modifica dei provvedimenti urgenti. Non è necessario attendere la fine del processo di separazione: è infatti possibile richiedere provvedimenti provvisori in casi di estrema urgenza.

Le scadenze e i tempi per queste procedure variano a seconda del carico dei tribunali, ma mediamente un ricorso per modifica delle condizioni può essere discusso entro 4 o 6 mesi. Ricordate che la documentazione medica deve essere precisa, poiché la soglia di tollerabilità del dolore e del bisogno economico viene valutata su basi oggettive dai periti tecnici nominati dal tribunale.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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