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Serbatoio GPL in comodato d’uso: come funziona?

Quali sono le regole sul contratto di comodato d'uso di un serbatoio GPL? Ecco come funzione e quali sono le regole da rispettare.

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Redazione deQuo
25 Febbraio 2026
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  • Il comodato d’uso gratuito di un serbatoio GPL prevede che la proprietà del bene resti in capo all’azienda fornitrice, la quale ne garantisce l’installazione e la manutenzione ordinaria e straordinaria.
  • La legge vieta clausole contrattuali che impongano vincoli di approvvigionamento esclusivo superiori ai 2 anni, garantendo all’utente la possibilità di cambiare fornitore o riscattare l’impianto al termine del periodo concordato;
  • In caso di recesso anticipato, l’utente è tenuto al rimborso delle spese di installazione e rimozione del serbatoio, purché tali costi siano documentati e proporzionati al tempo trascorso dalla firma del contratto.

L‘installazione di un serbatoio GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) attraverso la formula del comodato d’uso gratuito rappresenta una soluzione contrattuale che solleva diverse questioni legali, dai vincoli di fornitura alla manutenzione dell’impianto. Questo articolo analizza i diritti del consumatore, gli obblighi delle aziende distributrici e le procedure per il riscatto o la disdetta, fornendo un quadro normativo completo per evitare contenziosi.

Come funziona il contratto di comodato d’uso del serbatoio GPL

Il comodato d’uso è regolato dall’articolo 1803 del Codice civile, che lo definisce come il contratto col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Nel settore energetico, questa formula permette al cliente di non sostenere il costo d’acquisto del serbatoio, che può variare tra 500 euro e 1.500 euro a seconda della capacità.

Il risparmio iniziale è spesso bilanciato da obblighi contrattuali precisi. L’azienda installatrice, in qualità di proprietaria, è responsabile della sicurezza dell’impianto e deve effettuare le verifiche periodiche decennali previste dalla normativa vigente. Di contro, l’utente si impegna a utilizzare esclusivamente il gas fornito dal comodante per tutta la durata del vincolo di esclusiva.

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Proprietà e comodato d’uso: come funziona?

Nel regime di comodato d’uso gratuito, regolato dagli articoli 1803 e seguenti del Codice civile , il distributore concede il serbatoio all’utente affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato. La caratteristica principale di questo rapporto è la proprietà del bene, che rimane sempre dell’azienda fornitrice. In cambio della gratuità dell’installazione, il cliente sottoscrive solitamente un patto di esclusiva: può rifornirsi di gas unicamente dal proprietario del serbatoio.

Il D.Lgs. n. 32/1998, all’articolo 10, ha introdotto regole precise per tutelare la concorrenza e i consumatori. In particolare, i contratti di comodato o locazione del serbatoio:

  • devono avere una durata non superiore a 2 anni;
  • non possono vincolare l’utente all’acquisto di quantità predeterminate di gas;
  • devono prevedere la possibilità per il cliente di riscattare (acquistare) il serbatoio alla scadenza del contratto.

Chi paga la manutenzione del serbatoio GPL?

La manutenzione è un aspetto critico poiché coinvolge la sicurezza pubblica e la prevenzione degli incendi. Secondo quanto disposto dal DPR n. 214 del 2006 e dalla normativa tecnica di settore, l‘azienda distributrice è responsabile dell’integrità dell’impianto. Le visite periodiche servono a verificare l’assenza di perdite e lo stato di conservazione delle valvole.

La ripartizione delle spese segue generalmente questo schema:

  • la manutenzione ordinaria, che include le ispezioni periodiche annuali e il controllo dei parametri di sicurezza, è a carico del fornitore;
  • la sostituzione di componenti usurati per il normale utilizzo, come la valvola di sicurezza (che va verificata o sostituita ogni 2 anni), è solitamente inclusa nel servizio gratuito dell’azienda;
  • i danni causati da incuria, uso improprio o manomissioni da parte dell’utente sono invece a carico di quest’ultimo.

Per chiarezza, è utile riassumere le principali scadenze e i riferimenti economici legati a un impianto GPL in comodato d’uso:

Voce di spesaTermineResponsabilità
Durata contratto standard2 anniLegge 32/1998
Ispezione periodicaOgni 1 annoFornitore
Sostituzione valvola sicurezzaOgni 2 anniPersonale qualificato
Costo rimozione serbatoio0 euroFornitore (obbligatorio)
Riscatto del serbatoioCirca 200 euro (variabile)Utente (opzionale)
Sanzione rifornimento illecitoda 10.000 a 50.000 euroUtente e terzo fornitore

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Quali sono i limiti di durata e i vincoli di esclusiva

Un aspetto critico riguarda la durata del rapporto. Molti contratti standard propongono durate decennali, ma è fondamentale distinguere tra la durata del comodato e la durata dell’obbligo di acquisto esclusivo del combustibile. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) è intervenuta più volte per sanzionare clausole vessatorie che limitano eccessivamente la libertà del consumatore. Abbiamo riassunto le regole in tabella.

VincoloLimite di durata legale massimaConseguenza nel caso di superamento del limite
Esclusiva di fornitura2 anniNullità della clausola per abuso di posizione dominante
Durata del comodatoGeneralmente 10-15 anniRinnovo automatico salvo disdetta
Preavviso per disdetta2-3 mesiProroga del contratto per un nuovo periodo

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Quanto costa la disdetta o la rimozione del serbatoio?

Qualora l’utente decida di cambiare fornitore o di passare a un’altra fonte energetica (come il metano o la pompa di calore), deve inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno rispettando il preavviso contrattuale. Se il serbatoio è interrato, le operazioni di rimozione risultano più complesse e onerose rispetto a un serbatoio esterno.

Le voci di spesa principali in caso di chiusura del rapporto sono:

  • spese di rimozione tecnica del serbatoio e ripristino dello stato dei luoghi;
  • costi di aspirazione del gas residuo presente all’interno della cisterna;
  • eventuale penale per recesso anticipato, se previsto e se il contratto ha meno di 2 anni;
  • costo di riscatto del serbatoio, qualora l’utente decida di diventarne proprietario per rifornirsi liberamente sul mercato.

Il prezzo del riscatto viene calcolato applicando un coefficiente di svalutazione annuo al valore iniziale del bene. Dopo 10 anni, il costo di acquisto forfettario si aggira mediamente tra 100 euro e 300 euro.

Quali sono i rischi legali del rifornimento non autorizzato?

Un errore comune e pericoloso è quello di farsi rifornire il serbatoio in comodato da un’azienda diversa dal proprietario (pratica nota come “rifornimento a scavalco”). Questo comportamento non costituisce solo una violazione contrattuale, ma un vero e proprio illecito amministrativo e penale.

Il D.Lgs. 128/2006 stabilisce sanzioni pesantissime per chiunque travasi GPL in un serbatoio non proprio senza autorizzazione:

  • il fornitore terzo che effettua il riempimento rischia una multa da 10.000 euro a 50.000 euro;
  • l’utente che autorizza il riempimento illecito è punito con la medesima sanzione, ridotta di un terzo;
  • l’azienda proprietaria del serbatoio può risolvere immediatamente il contratto per giusta causa e richiedere il risarcimento dei danni.

Ogni serbatoio è dotato di un libretto d’impianto dove devono essere annotati tutti gli interventi di manutenzione e i rifornimenti effettuati. La mancanza di questa documentazione o la presenza di certificazioni scadute può portare al sequestro dell’impianto da parte delle autorità competenti.

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